Страница 24 из 206
Eh, sì, sembrava proprio che il timone fosse infestato da cozze zebrate. Ma com'era possibile? Le cozze zebrate distruggevano prevalentemente gli ecosistemi d'acqua dolce. Vivevano e prosperavano anche nell'acqua salata, certo, però come avevano potuto fissarsi su una nave che navigava in mare aperto, dove non c'era altro che acqua per chilometri di profondità? Oppure si erano attaccate già in porto?
La nave arrivava dal Giappone. Il Giappone era afflitto dalla piaga delle cozze zebrate?
Su un lato, sotto di lui, tra il timone e la poppa, si levavano dal torbido due pale arcuate, spettrali nelle loro dimensioni. Anawak scese ancora e batté le pi
Eppure i mitili erano anche sull'elica.
La conclusione era ovvia, però ad Anawak non piaceva affatto. Fece scorrere lentamente le mani dal bordo al centro dell'elica e le sue dita toccarono qualcosa di scivoloso. Frammenti di una sostanza chiara si staccarono e caddero verso di lui. Ne afferrò uno e lo te
Gelatinoso. Gommoso.
Sembrava tessuto.
Anawak girò e rigirò tra le mani quella cosa fibrosa, poi la fece sparire nel raccoglitore e procedette a tentoni. Uno dei sommozzatori gli si avvicinò dalla parte opposta. Con la lampada del casco sembrava quasi un alieno. Gli fece segno di avvicinarsi. Anawak si staccò e nuotò verso di lui. Si lasciò lentamente scivolare in basso, finché le sue pi
Nella testa gli risuonò il racconto di Roberts sull'attacco delle balene ai rimorchiatori. Assurdo.
Perché una balena dovrebbe sabotare la manovra di aggancio di un rimorchiatore e far affondare la Barrier Queen? Il cargo non poteva manovrare, quindi col mare grosso avrebbe corso il rischio di naufragare. È vero che al momento era calmo, ma prima o poi le onde si sarebbero alzate. Le balene volevano impedire che la Barrier Queen raggiungesse acque sicure?
Gettò un'occhiata all'indicatore dell'aria.
Ce n'era abbastanza. Sollevando i pollici, indicò ai due sommozzatori che voleva ispezionare lo scafo e loro gli fecero il segno di okay. Si allontanarono dall'elica e nuotarono lungo la parete; Anawak era più in profondità, dove lo scafo si piegava a formare la chiglia. La luce della sua lampada scivolava sullo strato esterno d'acciaio. La pittura sembrava ancora nuova; solo in alcuni punti si riconoscevano graffi e cambiamenti di colore. Continuò a scendere verso il fondo e tutto dive
Anawak guardò verso l'alto. Due luci diffuse gli indicavano la posizione dei sommozzatori che stavano ispezionando la parete.
Che cosa poteva succedere? In fondo sapeva dov'era. Tuttavia sentiva crescere l'inquietudine. Batté i piedi e scivolò lungo lo scafo. Non c'erano da
Un attimo dopo, la luce della lampada si fece più debole. Anawak sollevò la mano per controllarla. Poi si rese conto che il problema non era nella lampada, ma in ciò che illuminava. Fino a poco prima, la vernice della nave aveva riflesso regolarmente la luce. Adesso invece era inghiottita dalla scura massa di cozze che ricopriva lo scafo della Barrier Queen.
Da dov'erano sbucate?
Anawak pensò di raggiungere i sommozzatori, poi decise di scendere sotto lo scafo. Sulla chiglia, l'infestazione dei mitili era ancora maggiore. La parte inferiore della Barrier Queen era completamente ricoperta, quindi la nave doveva pesare molto di più. Impossibile che nessuno se ne fosse accorto. Una simile massa era sufficiente per rallentare sensibilmente il cargo. Ormai era sotto la chiglia e poté voltarsi sulla schiena. Pochi metri sotto di lui iniziava la fanghiglia del bacino portuale. L'acqua era così torbida che non vedeva quasi più nulla, se non la montagna di conchiglie. Con rapidi colpi di pi
Cos'era?
Al margine dell'escrescenza si spalancava una crepa.
Anawak rimase sospeso davanti a quella crepa, indeciso. Poi allungò la mano verso il polpaccio, dove in una custodia, teneva il coltello. Lo estrasse e lo conficcò nella montagna di cozze.
La crosta si crepò.
Qualcosa saettò fuori e lo colpì sul volto, quasi strappandogli l'erogatore dalla bocca. Lui rimbalzò all'indietro e sbatté la testa contro lo scafo. Davanti ai suoi occhi esplose una luce violenta. Voleva risalire, ma sopra di lui c'era la chiglia. Con violenti colpi di pi
Era sparito. Anawak non vedeva più nulla, se non la bizzarra crosta di conchiglie raggrumate.
Solo allora si accorse che stringeva qualcosa in mano. Il coltello. Non l'aveva mollato. Dalla lama penzolava un pezzo di sostanza lattiginosa e trasparente. Anawak la avvolse nel tessuto sintetico del raccoglitore, poi cercò il modo di andarsene. Non sentiva il bisogno di altre avventure. Risalì con movimenti misurati, cercando di tenere sotto controllo il battito cardiaco — diventato quasi frenetico — finché non raggiunse il lato della nave e, in lontananza, scorse il debole bagliore dei due sommozzatori. Li raggiunse. Anche loro erano incappati in quelle infestazioni e uno dei due stava staccando dei mitili col coltello. Anawak lo osservava, nervoso, temendo di veder qualcosa saettare fuori. Ma non accadde nulla.
Il secondo subacqueo sollevò il pollice e tutti e tre salirono lentamente verso la superficie. Benché l'acqua rimanesse torbida anche negli ultimi metri, il chiarore aumentava. Poi, improvvisamente, tutto riprese forma e colore. Anawak socchiuse le palpebre nella luce del sole. Si tolse la maschera, felice di respirare l'aria fresca.
Sul molo c'erano Roberts e gli altri.
«Che c'è la sotto?» Il manager si chinò in avanti. «Avete trovato qualcosa?»
Anawak tossì e sputò l'acqua del porto. «Può ben dirlo!»
Erano radunati nei pressi del furgone. D'accordo coi sommozzatori, Anawak si era assunto il ruolo di portavoce.
«Mitili che bloccano un timone?» chiese Roberts, incredulo.
«Sì. Cozze zebrate.»
«Santo cielo, come può succedere una cosa del genere?»
«Bella domanda.» Anawak aprì il contenitore dei campioni che teneva alla cintura e, con cautela, fece scivolare i pezzi di gelatina in un altro contenitore pieno di acqua marina. Le condizioni del tessuto lo preoccupavano. Sembrava che la decomposizione fosse già iniziata. «Posso solo fare supposizioni, ma i fatti dovrebbero essersi svolti così: il timoniere gira il timone di cinque gradi. Ma il timone non si muove, perché è bloccato dalle cozze che vi si sono aggrappate. In fondo, non è così difficile bloccare un timone, e questo lo sa meglio di me. Solo che non accade praticamente mai. Lo sa anche il timoniere, e per questo non gli passa neppure per la testa che qualcosa possa aver bloccato il timone. Pensa di averlo girato meno di quanto crede, quindi lo gira ancora, ma il timone non si muove. In effetti il motore del timone sta lavorando a pieno regime, cercando di rispondere al comando. Infine il timoniere lo ruota del tutto e finalmente la pala si libera. Mentre gira, le cozze si frantumano, ma non si staccano. Il pastone di mitili blocca il timone, esattamente come la sabbia in un ingranaggio. Si grippa e non torna più indietro.» Si scostò i capelli bagnati dalla fronte e guardò Roberts. «Ma la cosa inquietante non è questa.»
«C'è dell'altro?»
«Le prese a mare sono libere, però l'elica è completamente ricoperta di mitili. Non ho idea di come questa massa si sia potuta attaccare alla nave, ma una cosa si può affermare con certezza: contro un'elica in movimento si sarebbe rotta la conchiglia anche del più coriaceo dei molluschi. Quindi o gli animali si sono attaccati in Giappone — cosa che mi sorprenderebbe, dato che, fino a duecento miglia marine dal Canada, il timone ha funzionato perfettamente — oppure sono arrivate non appena sono state spente le macchine.»
«Vuol dire che ha
«Sarebbe meglio dire aggredito», spiegò Anawak. «Cerco d'immaginare cos'è successo. Un gigantesco banco di mitili si attacca al timone. Quando la pala si blocca, la nave s'inclina. Pochi minuti dopo, si fermano le macchine e l'elica. Continuano ad arrivare altre cozze, si attaccano al timone per, diciamo così, cementare il blocco, poi raggiungono l'elica e il resto dello scafo.»
«Come ha
«Perché le balene allontanano i rimorchiatori e saltano sulle gomene? È stato lei a iniziare con le storie bizzarre, non io.»
«Sì, ma…» Roberts si mordicchiò il labbro inferiore. «Succede tutto contemporaneamente. Sembra quasi che ci sia un legame. Però non ha senso. Mitili e balene.»
Anawak esitò. «Quand'è stato controllato l'ultima volta lo scafo della Barrier Queen?»
«Ci sono controlli costanti. E la Barrier Queen ha una vernice speciale. Non si preoccupi, è ecocompatibile! Non ci si può attaccare nulla. Forse dei crostacei balani…»
«Là sotto c'è ben più che qualche crostaceo balano.» Anawak si fermò, lo sguardo fisso nel vuoto. «Ma ha ragione! Quella roba non poteva essere lì. È come se la Barrier Queen fosse stata sottoposta per settimane a un'invasione di larve di mitili, e inoltre… c'era quella cosa in mezzo alle cozze…»
«Quale cosa?»
Anawak raccontò dell'essere uscito dalla montagna di mitili. Mentre parlava, gli sembrava di rivivere la scena. Lo shock, la testa battuta contro la chiglia… Gli rimbombava ancora. Aveva visto le stelle…
No, erano lampi di luce.
Un lampo di luce, per essere preciso.
Improvvisamente si rese conto che il lampo non era stato nella sua testa, ma nell'acqua.
Quella cosa aveva lampeggiato.
Rimase letteralmente senza parole. Si dimenticò di continuare il suo rapporto perché aveva compreso che quell'essere era luminescente. Se era così, probabilmente arrivava dalle profondità abissali. Quindi era difficile che si fosse aggrappato allo scafo della Barrier Queen in un porto. Doveva essere arrivato in mare aperto, avvolto dai mitili. Forse le cozze avevano rinchiuso quell'essere perché serviva loro come nutrimento. Oppure come protezione. E se fosse stata una piovra…
«Dottor Anawak?»
Anawak riportò lo sguardo su Roberts.