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Gli occhi di Bohrma

«Sì, grandi pesci martello. Circa quattro metri ognuno, direi.»

«Merda.»

«Coi pesci martello il POD funziona ancora meglio», ridacchiò Frost. «Guarda il loro muso quadrato, lì ci sono più ampolle di Lorenzini che negli altri squali.»

«E ora?»

Vide un movimento. Dal buio oltre l'isola luminosa riapparvero i due squali. Bohrma

In effetti funzionava.

La valutazione di Frost era giusta. Ciascuno dei due esemplari misurava almeno quattro metri. Il corpo era quello tipico degli squali. La testa invece aveva la forma tipica, cui essi dovevano il nome. I lati della testa erano allungati in ali piatte, sulle cui parti più esterne si trovavano gli occhi e le narici. La parte anteriore del martello era liscia e dritta come una ma

Bohrma

«Col Trackhound, bastano pochi minuti. Non più di quando siamo scesi. Nuotiamo fin sopra l'isola luminosa. Là attiviamo il programma e ci lasciamo tirare su.»

«Va bene.»

«Non accenderlo prima, hai capito? Altrimenti ti sfracelli contro le luci.»

«Okay.»

«Stai bene?»

«Sì, maledizione! Sto benissimo. Quanto dura la protezione?»

«L'accumulatore del POD ha una carica di quattro ore.» Frost salì con colpi di pi

«Cari miei», esclamò Frost. «Purtroppo vi dobbiamo lasciare.»

Gli squali li seguirono. Se cercavano di avvicinarsi, cominciavano a tremare e le loro bocche si deformavano. Frost rideva e continuava a nuotare verso l'isola luminosa. La sua figura appariva piccola e bluastra davanti alla gigantesca superficie luminosa che rendeva ancora più netti i contorni. Bianco e blu, i colori degli abissi.

Bohrma

Ovvio!

Se ne ricordò di colpo. A causa dello spavento, aveva completamente dimenticato che si era formata poco prima dell'arrivo degli squali. Lo stesso fenomeno era stato responsabile dei cambiamenti nel comportamento delle balene e di tutta la serie di anomalie e catastrofi. Se era vero, allora non avevano a che fare con squali normali.

Perché quegli animali erano lì? Gli squali avevano un udito finissimo. Forse li aveva attirati l'esplosione. Ma perché li attaccavano? Né lui né Frost emanavano odori. Lo schema di caccia di quelle bestie non era così. Inoltre gli attacchi degli squali agli uomini in acque profonde erano rarissimi.

Si avvicinarono al bordo superiore dell'isola.

«Stan, con quei due c'è qualcosa che non va.»

«Non possono farti niente.»

«Sì, però…»

Uno dei due squali girò la testa ampia e piatta e nuotò di fianco a loro.

«Tuttavia non hai torto», affermò Frost. «Quello che mi colpisce è la profondità. I grandi pesci martello non sono mai stati osservati oltre gli ottanta metri. Mi chiedo se questi…»

Lo squalo si girò. Per un momento rimase immobile, con la testa leggermente sollevata e la schiena inarcata, la classica posizione minacciosa. Poi mosse con violenza la coda e sfrecciò verso Frost. Il vulcanologo fu così sorpreso che non abbozzò neppure un tentativo di difesa. L'animale s'impe

Frost girò su se stesso come una trottola, con le braccia e le gambe divaricate.

«Ehi!» La console gli sfuggi di mano. «Che diavolo…»

Come dal nulla, sopra le sbarre apparve un terzo corpo. Avanzava sulla fila superiore dei proiettori e procedeva veloce, con un'eleganza sinistra. Era scuro, con un'alta pi

«Stan!» gridò Bohrma

L'ultimo arrivato era gigantesco, molto più grande degli altri due. Il suo martello si rovesciò in alto quando spalancò le fauci, mostrando le file di denti. Afferrò l'avambraccio destro di Frost e cominciò a scuoterlo.

«Merda», strillò Frost. «Che razza di animale è questo? Figlio dell'inferno! Lasciami, tu…»

Il pesce martello scuoteva selvaggiamente la grande testa spigolosa e intanto compensava il movimento con la pi

«Piantala», gridò.

«Per l'amor del cielo, Stan», urlò van Maarten. «Colpiscilo sulle branchie. Cerca di colpirgli gli occhi.»

Naturalmente, pensò Bohrma

Talvolta si era chiesto come sarebbe stato incontrare un simile gigante, essere aggredito o vedere qualcun altro attaccato. L'immaginazione non era niente in confronto alla realtà. Bohrma

Bohrma

Gli si avvicinò uno degli squali più piccoli. I suoi occhi luccicavano, le mascelle si deformavano come percorse da un crampo. Evidentemente si stava forzando a superare il campo elettrico. Con un ultimo scatto, urtò Bohrma

Era come essere colpiti da un auto a tutta velocità.

Bohrma

Sempre ammesso che rimanesse in vita fino ad allora.

Un'improvvisa pressione lo spinse verso il fondo. La coda dello squalo più grande frustava l'acqua appena sopra di lui. Bohrma

«Gerhard!» gridò Frost.

Bohrma

Una nuvola rossa si allargò nell'oscurità, mischiandosi con le bolle. Ma quell'incredibile quantità di sangue fu subito dispersa dai movimenti a frusta dello squalo. Frost urlava, ma le sue non erano più parole, bensì suoni inarticolati e striduli. Poi l'acqua marina entrò nella tuta e il vulcanologo cominciò a gorgogliare. Le grida cessarono. Gli squali più piccoli persero momentaneamente interesse per Bohrma

In mezzo alle interferenze si sentivano anche le grida di van Maarten.

Benché Bohrma

Doveva tornare alla parete rocciosa.

La sua mano artificiale sinistra colpì la zona dei tasti. Se avesse schiacciato il pulsante sbagliato, si sarebbe attivato il programma per tornare all'Heerema. E allora sarebbe stato perduto, perché il POD non avrebbe più tenuto lontani gli squali. Ma lui schiacciò il tasto giusto. L'elica ronzò. Mosse freneticamente il joystick in modo che il «cane» lo trascinasse lontano dall'isola, verso la parete rocciosa. Sentì l'accelerazione, ma, a differenza di quanto era successo durante la discesa, quando il piccolo robot gli era parso veloce e maneggevole, ora gli sembrava insopportabilmente lento.

Bohrma

Mancava il più grande.

Terrorizzato, Bohrma

Il pesce martello più grande sbucò dalla nuvola di sedimenti. Aveva le fauci spalancate. Scivolava verso di lui a una velocità mozzafiato. Anche l'ultimo barlume di lucidità scomparve. Mentre l'enorme testa si avventava contro di lui, Bohrma

È finita, pensò.

Senza mollare la presa, lo squalo lo sollevò, scivolando lungo il pendio. Nelle cuffie, Bohrma

Ma proprio quell'impotenza risvegliò la rabbia.