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«Mi sono sforzata d'indagare le loro strutture di pensiero, così da avere qualche idea sul loro modo di vivere», riprese Samantha. «Lo so che è tutto spaventosamente aleatorio, però dobbiamo dare un obiettivo preciso al nostro tentativo di prendere contatto. Ho riflettuto sul fatto che gli attacchi non sono stati preceduti da nessun approccio diplomatico. Forse ciò significa che gli yrr non attribuiscono nessun valore alla diplomazia. Oppure che non sono stati nemmeno sfiorati dall'idea di farvi ricorso. Ebbene, neanche un esercito di formiche legionarie penserebbe di mandare un ambasciatore dalla preda e di attaccarla soltanto dopo quella 'visita'. Ma le formiche seguono l'istinto che ha

«Che bisogno c'è di mandare un messaggio, visto che distruggono i nostri cavi sottomarini?» chiese Rubin. «Da lì, quelle bestie potrebbero succhiare tutte le informazioni.»

«Sta facendo un po' di confusione», sorrise Shankar. «Il messaggio di Arecibo è comprensibile agli extraterrestri perché è costruito in maniera tale che una mente aliena lo possa decifrare. Uno sforzo che non facciamo nel nostro quotidiano scambio di dati, il quale di certo appare come un caos mostruoso a un'intelligenza diversa dalla nostra.»

«Vero», a

«Sarebbero dunque dei nobili selvaggi?» chiese Peak.

«Nobili non direi. Voglio dire, è riprovevole inquinare l'aria con gli scarichi delle macchine, ma credo sia altrettanto riprovevole allevare animali per modificarli geneticamente, proprio come avviene con quella robaccia. In questo modo di agire riesco a vedere solo una cosa: la denuncia della nostra minaccia nei confronti del loro ambiente vitale. Noi ci preoccupiamo per il diboscamento della foresta tropicale. Alcuni sono contrari e altri agiscono lo stesso. Se mi passate la metafora, forse loro sono la foresta tropicale. È evidente da come sa

«Lei crede…»

«Penso che abbiamo a che fare con un'intelligenza collettiva.»

«E cosa sente un'intelligenza collettiva?» chiese Peak.

«Un pesce finito nella rete, se fosse capace di simili riflessioni, si chiederebbe che cosa sente un pescatore», interve

«No», disse Jack Vanderbilt. «Sono bastoncini di pesce.»

Samantha sollevò le mani. «Sono d'accordo col dottor Johanson. E la conseguenza estrema è che gli yrr ha

«Per loro deve essere evidente che siamo intelligenti», insistette Rubin. «Chi meglio di noi padroneggia le conoscenze di matematica e fisica?»

«Già, ma siamo un'intelligenza consapevole?» chiese Samantha.

Rubin la guardò, confuso. «Che intende?»

«Siamo consapevoli della nostra intelligenza?»

«Ma certo!»

«Oppure siamo un computer in grado di apprendere? Noi conosciamo la risposta, ma la conoscono anche gli altri? Teoricamente si potrebbe sostituire il cervello con un corrispettivo elettronico, ottenendo un'intelligenza artificiale. Sarebbe in grado di fare tutto quello che sa fare l'uomo. Potrebbe costruire una navicella spaziale e raggiungere la velocità della luce. Ma questo cervello-computer sarebbe consapevole delle proprie capacità? Nel 1997, Deep Blue, un computer dell'IBM, ha sfidato il campione mondiale di scacchi Garry Kasparov. Definirebbe Deep Blue consapevole? Il computer ha vinto senza averne la consapevolezza? Si deve quindi presumere che noi siamo forme di vita consapevoli della propria intelligenza soltanto perché costruiamo città e posiamo cavi sottomarini? Noi del SETI non abbiamo escluso la possibilità di trovare una civiltà di macchine sopravvissute ai propri costruttori e sviluppatesi autonomamente per milioni di a

«E quelli laggiù? Insomma, se è vero quello che dice, forse gli yrr sono soltanto formiche con le pi

«Giusto. È proprio questo il motivo per cui dobbiamo procedere per gradi», disse Samantha, sorridendo. «Come prima cosa, voglio sapere se là c'è qualcuno. Secondo, se è possibile instaurare un dialogo con loro. Terzo, se gli yrr sono consapevoli del dialogo e di loro stessi. E se arriverò alla conclusione che, accanto al loro sapere e alle loro capacità, gli yrr ha

Per un po' regnò il silenzio.

«Non voglio immischiarmi nelle vostre discussioni scientifiche», disse Judith Li. «L'intelligenza pura è una cosa fredda. L'intelligenza accoppiata con la consapevolezza è un'altra cosa. Dal mio punto di vista, in questo caso ci devono essere dei valori. Se gli yrr sono intelligenze consapevoli devono riconoscere almeno un valore, quello della vita. E fa

Samantha a

Nel tardo pomeriggio, mandarono i primi impulsi negli abissi. Scelsero un campo di frequenza, stabilito da Shankar, nello spettro dei rumori non identificati che gli uomini del SOSUS avevano battezzato scratch.

Il modem modulò le frequenze. Il segnale rimbalzò in diversi punti e si produssero le attese interferenze. Samantha e Shankar erano nel CIC e modularono a loro volta le frequenze sinché non furono soddisfatti. Dopo un'ora, Samantha era sicura che il messaggio fosse perfettamente comprensibile per chiunque sapesse elaborare le onde sonore. Ma la possibilità che gli yrr ne comprendessero il senso… Be', quella era tutta un'altra storia.

Quanto a ritenere che fosse necessario rispondere, poi…

Nella penombra del CIC, Samantha era seduta sul bordo della sedia e provava una strana euforia al pensiero di quanto fosse vicina al contatto cui aveva aspirato per dece

Il sogno accademico era diventato un incubo.

Amici

Anawak salì le scale dall'interno della nave verso l'isola, attraversò gli stretti corridoi e uscì sul ponte di volo.

Nel corso del viaggio, il ponte si era trasformato in una sorta di zona di passeggio. Chi riusciva a trovare il tempo per sgranchirsi le gambe, bighellonava da quelle parti, rimuginando o parlando con gli altri. Così, paradossalmente, proprio la pista di atterraggio e decollo della più grande portaerei del mondo si era trasformata in un luogo tranquillo per riflettere e scambiarsi idee. I sei Super Stallion e i due elicotteri da combattimento Super Cobra apparivano come sperduti in quell'immensità asfaltata.

Anche a bordo dell'Independence, Greywolf proseguiva la sua esistenza appartata, benché Alicia vi giocasse un ruolo sempre più importante. I due formavano una coppia davvero singolare. Dimostrando una notevole intelligenza, lei lo lasciava tranquillo, così era sempre lui a cercare la sua compagnia. Agli altri si erano presentati come amici, ma ad Anawak non sfuggiva l'intensità del loro rapporto. I segnali erano evidenti. Alicia ormai lo assisteva sempre più raramente e si occupava dei delfini con Greywolf.

Anawak trovò Greywolf a prua, seduto a gambe incrociate e con lo sguardo rivolto verso il mare. Gli si sedette vicino e vide che stava intagliando qualcosa. «Che cos'è?» chiese.

Greywolf glielo passò. Era un pezzo di legno di cedro di notevoli dimensioni, con una sorta d'impugnatura a un'estremità. Nella zona centrale c'erano alcune figure intrecciate: un uccello e un uomo in balia di due animali dotati di fauci enormi. Era quasi finito.

«Bello», disse Anawak, accarezzando la scultura.

«È una copia.» Greywolf sogghignò. «Faccio solo copie. Per gli originali non ho il sangue.»

«Il sangue puro degli indiani.» Anawak sorrise. «Ho già capito.»

«Come al solito non capisci.»

«Va bene. Cosa rappresenta?»

«Quello che vedi.»

«Non essere così maledettamente altezzoso. Spiegamelo oppure lascia perdere.»

«È una mazza da cerimonia dei tla-o-qui-aht. L'originale è in una collezione privata: è fatto di osso di balena e risale alla fine dell'Ottocento. Come vedi, è una storia dell'epoca degli antenati. Un giorno, un uomo trovò una gabbia misteriosa che rinchiudeva tutte le creature possibili e la portò nel suo villaggio. Poco dopo, gli ve

«E qual è il significato profondo?»