Страница 116 из 206
Il giornale era pubblicato dall'Earth Island Institute, un gruppo ambientalista che si occupava della protezione della natura in forme nuove e conduceva diversi progetti. I suoi membri partecipavano alla discussione sul clima e avevano rivelato alcuni scandali ambientali. Gran parte del loro lavoro riguardava la vita negli oceani e specialmente la protezione dei cetacei.
L'articolo citava alcuni fatti risalenti all'inizio degli a
«Qualcosa deve essere andato spaventosamente storto», scriveva il giornale.
Anawak stampò il testo e cercò nell'archivio altri articoli sull'argomento. Era così concentrato nel suo lavoro che quasi non si accorse che la porta si era aperta. Solo quando il suo campo visivo si oscurò, sollevò lo sguardo, scorgendo un ventre muscoloso e un petto villoso sotto una giacca di pelle slacciata.
Piegò all'indietro la testa. Vista l'altezza dell'uomo che aveva di fronte, era impossibile non riconoscerlo.
«Volevi parlare con me», disse Greywolf.
Come sempre, l'abito di pelle era unto e sgualcito. I lunghi capelli erano legati in una coda lustra e occhi e denti brillavano. Anawak non vedeva Greywolf da qualche tempo, e improvvisamente anche lui, come tutto ciò che aveva intorno, gli apparve sotto una luce diversa. Sentiva la forza del gigante, il suo carisma, il suo fascino naturale. Non c'era da meravigliarsi che Alicia fosse caduta vittima di quel concentrato di virilità. Probabilmente Greywolf non aveva dovuto fare granché per conquistarla.
«Pensavo fossi da qualche parte a Ucluelet», disse.
«C'ero.» Greywolf prese una sedia e si accomodò, facendola cigolare. «Licia ha detto che hai bisogno di me.»
«Bisogno?» Anawak sorrise. «Le ho detto che mi avrebbe fatto piacere vederti.»
«Dunque hai bisogno di me. Eccomi.»
«Come stai?»
«Starei meglio se tu avessi qualcosa da bere.»
Anawak andò al frigorifero, prese una birra e una Coca-Cola e le mise sul banco. Greywolf si scolò mezza lattina di Heineken in un sorso e si asciugò la bocca.
«Ti ho disturbato?» chiese Anawak.
«Non preoccuparti. Ero a pescare con un paio d'imbecilli di Beverly Hills. I vostri stupidi affari coi whale watcher sono ricaduti tutti su di me. Nessuno ha mai sentito di una barca attaccata dalle trote, così mi sono riorganizzato e propongo tour di pesca sui fiumi e sui laghi della nostra amata isola.»
«Vedo che la tua posizione sul whale watching è notevolmente cambiata.»
«No, perché dovrebbe? Ma vi lascio in pace.»
«Oh, grazie», disse Anawak con tono sarcastico. «Ma per fortuna tu sei ancora sul piede di guerra per vendicare la natura tormentata. Raccontami quello che facevi in Marina.»
Greywolf lo guardò, sbalordito. «Ma lo sai, no?»
«Raccontamelo di nuovo!»
«Ero un addestratore. Addestravo i delfini per operazioni tattiche.»
«Dove? A San Diego?»
«Sì, anche.»
«E tu sei stato licenziato per disturbi cardiaci? È proprio così?»
«Esatto», a
«Non è vero, Jack. Tu non sei stato licenziato. Te ne sei andato.»
Greywolf si tolse la lattina dalla bocca e l'appoggiò quasi con cautela sul bancone. «Come ti è venuta quest'idea?»
«Perché nei dossier dello Space and Naval Warfare System Center di San Diego c'è scritto così», spiegò Anawak, cominciando a camminare lentamente avanti e indietro. «Solo perché tu capisca che sono informato: l'SSC San Diego è l'organizzazione che ha sostituito un ufficio che si chiamava Navy Command, Control and Ocean Systems Center, guarda caso con sede a Point Loma, San Diego. I finanziamenti provenivano da un'organizzazione da cui oggi è derivato l'US Navy's Marine Mammal System. Queste organizzazioni compaiono quando si va
Greywolf seguiva con occhio attento gli spostamenti di Anawak. «Perché mi racconti queste idiozie?»
«Attualmente a San Diego si studiano le abitudini alimentari, i comportamenti durante la caccia, le possibilità di ammaestramento, di addomesticamento e così via. La cosa che più interessa ai militari è il cervello dei mammiferi marini, un interesse che risale agli a
Le sopracciglia di Greywolf s'inarcarono. «E allora? Nella vostra unità di crisi non avete altro di cui preoccuparvi? Per esempio della situazione in Europa?»
«Il passo successivo nella tua carriera sarebbe stata l'assunzione della responsabilità di tutto il programma», continuò Anawak. «E invece tu li hai mandati a farsi fottere.»
«Io non ho mandato nessuno a farsi fottere. Sono stati loro a farmi fuori.»
Anawak scosse la testa. «Jack, io godo di qualche privilegio particolare. Grazie ai militari, ho accesso a una serie di dati la cui affidabilità non può essere messa in discussione. Te ne sei andato di tua spontanea volontà e io vorrei sapere perché.»
Prese la stampata dell'articolo dell'Earth Island Journal e la passò a Greywolf, che diede una rapida occhiata e mise da parte il foglio.
Per un po' ci fu silenzio.
«Jack», disse quindi Anawak a bassa voce. «Avevi ragione. Sono felicissimo di vederti, ma ho anche bisogno del tuo aiuto.»
Greywolf fissava il pavimento.
«Cos'è successo? Perché te ne sei andato?»
Il mezzo indiano rifletteva. Poi gonfiò la cassa toracica e incrociò le braccia dietro la testa. «Perché vuoi saperlo?»
«Perché ci può aiutare a capire cos'è successo alle nostre balene.»
«Non sono le vostre balene. E non sono i vostri delfini. Niente è vostro. Vuoi sapere cos'è successo? Restituiscono il colpo, Leon. Ci è arrivato il conto. Abbiamo trattato i cetacei come una nostra proprietà, abbiamo inflitto loro sofferenze, ne abbiamo abusato, li abbiamo guardati a bocca aperta. Semplicemente non ne possono più di noi.»
«Credi che lo facciano di loro iniziativa?»
Greywolf fece per replicare qualcosa, poi scosse la testa. «Non m'interessa perché lo fa
«Jack…» mormorò Anawak. «Sono costretti…»
«Sciocchezze. Chi dovrebbe…»
«Sono costretti! Ne abbiamo le prove. Non posso raccontarti niente, però ho bisogno d'informazioni. Tu vuoi risparmiare loro delle sofferenze, allora fallo. Al momento sono soggetti a sofferenze che nemmeno puoi immaginare…»
«Che nemmeno posso immaginare?» ripeté Greywolf, scattando in piedi. «E tu che ne sai? Tu non sai niente!»
«Allora spiegami.»
«Io ho…» Il gigante sembrava lottare con se stesso. La sua mandibola fremette. Strinse i pugni. Poi in lui avve
Per un po' camminarono in silenzio l'uno accanto all'altro. Ai margini del villaggio, Greywolf scelse un sentiero che, passando in mezzo agli alberi, scendeva fino al mare. Dopo qualche passo raggiunsero l'argine. Un piccolo pontile malfermo permetteva di gustare l'austera bellezza della baia. Avanzando sulle assi storte, Greywolf si teneva vicino al bordo del pontile. Anawak lo seguiva. Sulla destra, nascosti dietro la lingua di terra, si vedevano solo il molo della Davies e alcune palafitte. Rimasero seduti per un po' a guardare le montagne, i cui colori rilucevano nella luce del tardo pomeriggio.
«I tuoi dati non sono completi», disse infine Greywolf. «Ufficialmente esistono quattro gruppi, da MK4 a MK7… Ma in realtà esiste anche un quinto gruppo e il suo nome in codice è MK0. La Marina preferisce chiamarli 'sistemi' anziché 'gruppi'. A ogni sistema spettano compiti specifici. È vero, il comando è a San Diego, ma io passavo la maggior parte del tempo a Coronado, in California, dove vengono addestrati molti degli animali. L'esercito li tiene nel loro ambiente naturale, nelle baie e nelle strutture portuali. Per loro è una pacchia! Sono alimentati regolarmente e ha
«E tu eri responsabile di questo quinto gruppo… del quinto sistema?»
«Ti sei fatto un'idea sbagliata. MK0 è ben altro. In genere, ogni sistema comprende da quattro a otto animali con compiti ben definiti. MK4, per esempio, è composto da delfini e ha il compito di rintracciare e segnalare le mine ancorate sui fondali marini. Inoltre i delfini vengono addestrati per raccogliere informazioni su eventuali tentativi di sabotaggio alle navi. MK5 è una squadra di leoni marini. Anche MK6 e MK7 cercano mine, ma il loro compito principale è la difesa da sommozzatori nemici.»
«Attaccano i sommozzatori?»
«No. Da
«E le mine non uccidono gli animali?»