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«Allora… Ricordi il giorno in cui sei andato a Vancouver? Be', non tornavi più… Insomma, sei sparito per tutta la notte! Non sapevamo dove fossi e ci siamo preoccupati. Tra gli altri anche, ehm… Jack. Allora, Jack mi ha chiamato e mi ha detto che in realtà voleva chiamare te, ma che non c'eri e…»

«Jack?» chiese Anawak.

«Sì.»

«Greywolf? Jack O'Ba

«Ha detto che vi eravate parlati», proseguì Alicia, prima che lui potesse aggiungere altro. «E deve essere stata proprio una bella conversazione. In ogni caso, lui ne era contento e voleva solo chiacchierare un po' con te, almeno credo, e…» Guardò Anawak negli occhi. «È stata davvero una bella chiacchierata, vero?»

«E se non lo fosse stata?»

«Allora sarebbe proprio stupido, perché…»

«Okay, va bene. È stata una bella chiacchierata. Ora, saresti così gentile da venire al punto?»

«Ci siamo messi insieme», sbottò Alicia.

Anawak aprì la bocca e poi la richiuse.

«Te l'avevo detto che talvolta si rimane di stucco! È venuto a Tofino. Gli avevo dato il mio numero e tu sai che in un certo senso lo trovo… cioè, che in un certo senso condivido il suo punto di vista e…»

Anawak si sforzò di non ridere. «Che c'è una certa comprensione, naturalmente.»

«Be', insomma, è arrivato. Abbiamo bevuto qualcosa allo Schooners e poi siamo andati al pontile. Mi ha raccontato tutto di sé, io gli ho raccontato di me, come succede di solito, si chiacchiera, si chiacchiera e poi improvvisamente… bum… Sai com'è.»

Anawak iniziò a sghignazzare. «E Shoemaker non è contento, eh?»

«Odia Jack!»

«Lo so. Non puoi fargliene una colpa. Che improvvisamente Greywolf ci sia diventato caro — a te in particolare — non cambia il fatto che si sia comportato da bastardo. Per a

«Non più di quanto lo sia tu», ribatté lei.

Anawak a

Rideva sempre di più.

Alicia inclinò il capo e lo guardò, sbalordita. «Che c'è da sghignazzare in quel modo?»

«Hai ragione», disse Anawak tra le risate.

«Che vuoi dire con 'hai ragione'? Sei andato fuori di testa?»

Sentì che il suo attacco di euforia si trasformava in una risata isterica, ma non poté farci niente. Era scosso dalle risate. Non riusciva a ricordare l'ultima volta che aveva riso in quel modo. Ammesso che avesse mai riso così. «Ah, sei impagabile», boccheggiò. «Hai maledettamente ragione. Bastardo. Esatto! Tutti noi. E tu stai con Greywolf. Non ci posso credere. Oh, Cristo!»

Alicia socchiuse le palpebre. «Mi stai prendendo in giro?»

«No, certo che no», ridacchiò lui.

«E invece sì.»

«Ti giuro che è solo…» Improvvisamente gli ve

«Non lo so. Forse a casa.»

«Jack non è mai a casa. Ma non siete insieme?»

«Mio Dio, Leon! Non ci siamo sposati. Ci divertiamo e ci siamo presi una cotta, ma non è che io controlli ogni suo passo.»

«No», mormorò Anawak. «A lui non andrebbe bene.»

«Perché me lo chiedi? Gli vuoi parlare?»

«Sì.» La prese per le spalle. «Licia, ascoltami. Devo sistemare alcune faccende private. Cerca di scovarlo. Prima di stasera, in modo che a Shoemaker non vada di traverso la cena. Digli che… mi farebbe piacere vederlo. Sì, davvero! Ne sarei felice. Ho letteralmente nostalgia di lui.»

Alicia sorrise, incerta. «Va bene. Glielo dirò.»

«Sei gentile.»

«Voi uomini siete strani. Davvero, caro mio. Siete davvero due scimmie ridicole.»

Anawak andò sulla sua barca, guardò la posta e fece un salto allo Schooners, dove bevve un caffè e chiacchierò coi pescatori. Durante la sua assenza, due uomini avevano avuto un incidente in canoa ed erano morti. Si erano arrischiati a uscire in mare nonostante il divieto. Nemmeno dieci minuti dopo, erano stati attaccati da un'orca. Più tardi, i resti di uno dei due erano riemersi, ma dell'altro non c'era traccia. E nessuno voleva andarlo a cercare.

«Non è un problema loro», disse uno dei pescatori. Stava parlando dei gestori dei grandi cargo, dei traghetti, delle navi fabbrica e della Marina militare. Beveva la sua birra con l'accanimento di chi crede di aver trovato i colpevoli e non permette a niente e a nessuno di addossargli la responsabilità per la sua disperazione. Poi guardò Anawak come se si aspettasse da lui una conferma.

Invece è un problema loro più di quanto tu possa immaginare… Infatti non è che alle loro navi vada meglio, fu tentato di rispondere Anawak. Invece tacque. Non poteva rendere noto il quadro generale, e la gente di Tofino vedeva solo la propria fetta di mondo. Non conosceva le statistiche sull'incremento dei gravi incidenti di cui Peak aveva informato l'unità di crisi.

«Ma, ragazzo mio, per quelli capita tutto al momento giusto!» brontolò l'uomo. «Le grandi flotte di pescherecci stavano già estendendo il loro monopolio, e ora capita questo. Ci ha

Ovunque era la stessa storia. Nelle poche ore trascorse a Tofiao, aveva sentito le medesime rivendicazioni.

Uccidiamo le balene.

Era stato tutto inutile? A

Anawak pagò il suo caffè e tornò alla stazione. Il negozio era vuoto. Si mise comodo dietro un tavolo, accese il computer e cercò sul web i siti dei programmi militari di addestramento dei mammiferi marini. Era sfiancante. Diverse pagine non potevano essere richiamate. Mentre allo Château aveva accesso a ogni informazione desiderata, la rete aperta soffriva sempre di più a causa dell'interruzione dei cavi sottomarini.

Ma non si lasciò scoraggiare. Trovò la homepage dell'US Navy's Marine Mammal Program, riguardante il lavoro sui mammiferi marini, però le informazioni erano quelle che aveva già visto allo Château. Tutti i migliori giornalisti investigativi avevano scritto dozzine di articoli. Chiuse la pagina e continuò a cercare. Poco dopo, trovò la notizia di un progetto militare dell'ex Unione Sovietica che sembrava molto promettente. Durante la Guerra Fredda, molti delfini, leoni marini e beluga erano stati addestrati per il ritrovamento di mine e di missili andati perduti e per proteggere la flotta nel mar Nero. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica, gli animali erano stati portati nell'acquario di Sebastopoli, nella penisola di Crimea, per esibirsi in numeri da circo, finché i proprietari non avevano finito i soldi per il cibo e i medicinali ed erano stati costretti a scegliere se ucciderli o venderli. Alcuni animali erano stati usati nei programmi terapeutici per bambini autistici. Gli altri erano stati venduti all'Iran. E là le loro tracce si perdevano, dal che si poteva presumere che fossero diventati oggetto di nuovi esperimenti militari.

Evidentemente i mammiferi marini avevano vissuto una sorta di rinascita all'interno dei programmi di strategia bellica. Durante la Guerra Fredda, tra Stati Uniti e Unione Sovietica c'era stata una vera e propria corsa agli armamenti, che aveva finito per coinvolgere anche l'efficientissima squadra dei mammiferi marini. Con la fine di quel periodo, sembrava finito anche lo spionaggio coi delfini, ma alla rissa tra le superpotenze non era seguito un ordine mondiale migliore. Il conflitto israelo-palestinese era sfuggito al controllo, destabilizzando tutta la regione. Lontano dagli occhi di tutti, cresceva una nuova generazione di terroristi capace di sabotare le navi da guerra americane. I

Così i programmi di addestramento americani erano stati riavviati, con nuovi finanziamenti. Dalla Russia arrivavano notizie dei primi sforzi per riprendere il lavoro coi mammiferi marini. Un'attività che si era avviata pure in India e nel Medio Oriente.

Che Vanderbilt avesse ragione?

Anawak era convinto che, nelle profondità del web, si potessero trovare informazioni che non comparivano sul sito ufficiale della Marina americana. Non era la prima volta che sentiva parlare di esperimenti fatti dai militari per controllare balene e delfini. Non si trattava di un classico addestramento, ma di ricerche neurali, come quelle iniziate tempo prima da John Lilly. In tutto il mondo, i militari rivelavano un interesse incontenibile per il sonar dei delfini, perché era nettamente superiore a ogni sistema umano. Però non si era ancora riusciti a comprenderne il funzionamento. Tutto lasciava intendere che, nel recente passato, fossero stati fatti esperimenti che andavano ben oltre quanto si era disposti ad ammettere in via ufficiale.

Nel web avrebbe potuto trovare la spiegazione al comportamento delle balene.

Per il momento, tuttavia, il world wide web taceva.

Taceva insistentemente, interrotto da distacchi e mancate co