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Il volto di Mike s'illuminò. «Al faro», disse. «Ti faccio vedere dove me la sono scopata.»
«Ahi, ahi.»
«No, aspetta, forse è meglio di no. Potremmo avere una valanga di guai se…»
«Perché mai? Spetta a noi condurre la ricerca dei relitti.»
Le sue dita sfrecciarono sulla tastiera. Il telescopio zoomò all'indietro. Comparve la lingua di terra. Cody cercò il punto bianco del faro e lo ingrandì finché non lo videro chiaramente svettare sotto di loro. Gettava un'ombra molto lunga. Gli scogli erano immersi nella luce rossa. A Montauk, il sole stava tramontando. Una coppietta stava passeggiando intorno al faro.
«Questo è il momento migliore», disse Mike eccitato. «Romanticissimo.»
«Hai scopato proprio davanti al faro?»
«Non dire idiozie! Più in basso. Là, dove sta
«Forse riusciremo a vedere qualcosa.»
Cody spostò il telescopio in modo da precedere i due. Ma sugli scogli neri non c'era nessuno. Solo uccelli marini che roteavano in cielo o scendevano in picchiata tra le scogliere per prendere il cibo.
Poi nell'immagine entrò qualcos'altro. Qualcosa di piatto e disteso. Cody aggrottò la fronte. Mike si avvicinò. Attesero lo scatto successivo.
L'immagine era cambiata.
«Ma che cos'è?»
«Non ne ho idea. Puoi avvicinarti?»
«No.»
Il KH-12-4 mandò altri dati in forma d'immagine. E ancora una volta il paesaggio era cambiato.
«Oh, merda», sussurrò Cody.
«Che diavolo è?» Mike socchiuse le palpebre. «Si allarga. Si sta arrampicando sui fottuttissimi scogli.»
«Merda», ripeté Cody. In effetti non faceva che ripetere in ogni occasione «merda», anche se c'era qualcosa che gli piaceva. Mike non ci badava più, ma quella volta esprimeva un vero sgomento.
Montauk, USA
Linda e Darryl Hooper erano sposati da tre settimane e stavano trascorrendo la luna di miele a Long Island. Un tempo, sull'isola, vivevano più pescatori che star del cinema, ma, da quando il rapporto si era invertito, Long Island era diventata carissima. Centinaia di bei ristoranti — la cui specialità erano ovviamente i piatti a base di pesce — occhieggiavano sulla spiaggia lunga chilometri. Le persone in vista di New York avevano eletto quel luogo a palcoscenico della loro vita mondana e dividevano coi ricchissimi industriali la zona di East Hampton, uno splendido villaggio da cartolina, in cui il tenore di vita era a livelli proibitivi. Anche Southampton, più a sud-ovest, non era di certo economica. Ma Darryl Hooper era un giovane avvocato rampante e si era fatto un nome a New York. Era diventato una sorta di figlio adottivo del socio anziano del grande studio nel cuore di Manhattan in cui lavorava. Guadagnava ancora relativamente poco, ma sapeva di essere ormai a un passo dal fare davvero i soldi. E aveva sposato una ragazza dolcissima. Linda era stata l'oggetto del desiderio di tutti gli studenti della facoltà di Legge, però aveva scelto lui. Evidentemente non le importava che Darryl, benché giovane, cominciasse già a perdere i capelli e dovesse portare occhiali dalle lenti spesse, dato che non sopportava Le lenti a contatto.
Darryl era felice. In previsione della ricchezza in arrivo, aveva deciso di gustarne un anticipo con Linda. L'hotel a Southampton era molto costoso. Ogni sera spendevano quasi cento dollari in uno dei ristoranti di lusso della zona. Ma andava bene così. Lavoravano entrambi come muli e se lo meritavano. Tra non molto si sarebbero potuti permettere senza problemi i posti più esclusivi.
Darryl strinse ancora più forte il braccio intorno alla vita della moglie e guardò verso l'Atlantico. Il sole era appena tramontato e il cielo tendeva al violetto. Ad alta quota, banchi di nuvole rosa rilucevano all'orizzonte. Il mare spingeva sulla spiaggia deboli onde che, quasi per riguardo al bisogno di riposo della grande città, sciabordavano delicatamente e si frangevano senza fare rumore. Darryl pensò che forse sarebbe stato il caso di fermarsi ancora un po' in quel luogo e tornare più tardi a Southampton. Al momento, la strada principale era ancora molto trafficata, ma, nel giro di un'oretta, non ci sarebbero stati problemi. Se la Harley girava come doveva, avrebbero percorso i cinquanta chilometri in venti minuti. Partire subito sarebbe stato un vero peccato.
Inoltre lo sapevano tutti: dopo il tramonto, quel luogo era riservato all'amore. Passeggiarono lentamente sugli scogli bassi. Dopo qualche passo, davanti a loro comparve una piccola conca. Un posticino ideale, riservato. Darryl era i
Darryl non avrebbe mai immaginato che due osservatori in una sala sotterranea a Buckley Field lo stessero guardando con un satellite a quasi duecento chilometri di altezza. Quindi baciò la moglie, mettendole le mani sotto la T-shirt e sfilandogliela, mentre lei gli slacciava la cintura. Si spogliarono a vicenda e si sdraiarono sul mucchio di vestiti. Lui la baciava e la accarezzava. Linda si girò sulla schiena e Darryl staccò le labbra dalla bocca della do
Lei ridacchiò. «No. Mi fai il solletico.»
Lui spostò la mano destra che aveva portato all'interno delle cosce e continuò a baciarla con impeto.
«Ehi… Ma cosa stai facendo?»
Darryl sollevò lo sguardo. Cosa stava facendo? Stava facendo quello che faceva sempre e che le era sempre piaciuto.
La baciò sulla bocca e vide il suo sguardo confuso. Guardava alle sue spalle. Hooper girò la testa.
Sullo stinco di Linda c'era un granchio.
Lei lanciò un gridolino e lo scosse via. Il granchio cadde sulla schiena, divaricò le chele e poi si rimise in piedi.
«Mio Dio. Mi ha spaventata.»
«Tesoro, voleva partecipare anche lui», rise Darryl. «Hai avuto sfortuna, ragazzo. Cercati un'altra femminuccia.»
Linda sorrise e si appoggiò ai gomiti. «Che tipo strano», disse. «Non ne ho mai visti così.»
«Cos'ha di strano?»
«Non trovi che sia strano?»
Darryl lo guardò meglio. Il granchio era immobile sul fondo ghiaioso. Non era particolarmente grande — più o meno dieci centimetri — ed era completamente bianco. La corazza riluceva sul terreno scuro. Il colore era indubbiamente insolito, ma c'era qualcos'altro che disorientava Darryl. Linda aveva ragione. Era strano.
Poi si rese conto del perché. «Non ha gli occhi», esclamò.
«È vero.» Linda si rialzò e gattonò verso l'animale, che era sempre immobile. «Che roba! Che sia malato?»
«Sembrerebbe che non li abbia mai avuti» disse lui, e intanto le faceva scorrere le dita sulla colo
Linda continuava a osservare il granchio. Poi prese un sassolino e glielo lanciò contro. L'animale indietreggiò, ma non reagì. Gli toccò le chele con un dito, ritirandolo poi immediatamente, però il granchio non attaccò.
«Forse è uno stoico.»
«Vieni, lascia perdere quello stupido granchio.»
«Non si difende.»
Darryl sospirò. S'inginocchiò di fianco a lei e, per farle piacere, diede un colpetto al granchio. «È vero», affermò. «È imperturbabile.»
Lei rise, gli girò la testa e lo baciò. La punta della lingua di Linda giocherellava con la sua. Chiuse gli occhi e si gustò il piacere…
Linda si ritrasse. «Darryl…»
Il granchio era improvvisamente salito sulla mano con cui lei si stava sostenendo. Dietro ce n'era un altro. E poi un altro ancora. Darryl spostò lo sguardo sulle rocce che dividevano la conca dalla spiaggia e pensò di avere un incubo.
Dovevano essere milioni.
Linda fissava gli animali immobili. «Mio Dio», sussurrò.
Nello stesso istante, la fiumana si mise in movimento. Darryl aveva visto dei piccoli granchi correre sulla spiaggia, e sapeva che non erano né lenti né flemmatici. Ma quelli erano ancora più veloci. La loro velocità era spaventosa, come se un'onda si stesse riversando su di loro. Le zampe dure sulle rocce producevano un leggero tamburellio.
Nuda com'era, Linda balzò in piedi e scappò. Darryl cercò di afferrare i vestiti. Aveva le vertigini. I vestiti gli caddero di mano. L'esercito dei granchi in corsa si avvicinava e lui fece un balzo indietro.
Gli animali lo seguirono.
«Non fa
Lei inciampò e cadde. Darryl corse verso di lei. Un attimo dopo i granchi erano ovunque, e si lanciavano contro di loro, aggrappandosi al loro corpo e pizzicandoli. Presa dal panico, Linda urlava. Darryl colpiva gli animali col palmo della mano per toglierli dalla schiena di lei e dai propri avambracci. Poi Linda balzò in piedi e, sempre urlando, si passò le mani tra i capelli. I granchi le stavano correndo sulla testa. Darryl l'afferrò e la spinse in avanti. Non voleva farle male… Desiderava soltanto sottrarsi a quella valanga che si riversava dagli scogli. Ma Linda inciampò di nuovo e lo trascinò con sé. Darryl perse l'equilibrio, cadde a terra e sentì i piccoli corpi duri spezzarsi sotto il suo peso. I frammenti gli entrarono dolorosamente nella carne. Agitò mani, braccia e gambe, sentendo centinaia di minuscole zampe appuntite che gli passavano sopra. Le sue dita presero a sanguinare. Finalmente si rialzò, trascinando Linda con sé.
In qualche modo, riuscirono a correre verso la Harley, con le corazze chitinose che scricchiolavano sotto i loro piedi. Durante la corsa, Darryl girò la testa e rimase allibito: tutta la spiaggia sembrava ribollire di granchi. Arrivavano dal mare… Continuavano ad arrivare, sempre di più. Sembravano infiniti. I primi avevano già raggiunto il parcheggio e, sul fondo liscio, procedevano ancora più velocemente. Darryl correva con tutte le sue forze, trascinando Linda. Le piante dei piedi erano piene di schegge e ricoperti da una fanghiglia disgustosa. Doveva fare attenzione a non scivolare. Finalmente raggiunsero la moto, saltarono in sella e Darryl azionò lo starter. Sfrecciarono via, fuori dalla recinzione del parcheggio fino alla strada. La moto rischiava d'impantanarsi nella melma dei granchi schiacciati, ma, alla fine, raggiunse l'asfalto. Linda si aggrappava al marito. Verso di loro veniva un camion, con alla guida un uomo anziano che li guardava, incredulo. Per un attimo, Darryl pensò che simili scene — due persone completamente nude su una moto — si vedevano solo nei film. Se la situazione non fosse stata così spaventosa, ci sarebbe stato da morire dal ridere.
In lontananza comparvero le prime case di Montauk. La punta orientale di Long Island era poco meno che una striscia di terra, con la strada che correva parallela alla costa. Mentre si dirigeva verso Montauk, Darryl vide avvicinarsi sulla sinistra la fiumana bianca dei granchi. A quanto pareva, stavano arrivando dal mare anche da altri luoghi. Si riversavano dagli scogli e si dirigevano verso la strada.
Accelerò.
La fiumana bianca era più veloce.