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Nascere in terra di camorra per quei miei coetanei scozzesi significava avere un vantaggio, portare su di sé un marchio impresso a fuoco che ti orientava a considerare l'esistenza un'arena dove l'imprenditoria, le armi, e persino la propria vita sono solo e esclusivamente un mezzo per raggiungere danaro e potere: ciò per cui vale la pena di esistere e respirare, ciò che permette di vivere al centro del proprio tempo, senza dover badare ad altro. Brandon Queen c'era riuscito anche non nascendo in Italia, anche non avendo mai visto la Campania, anche senza percorrere chilometri in auto costeggiando cantieri, discariche e masserie di bufale. Era riuscito a divenire un uomo di potere vero, un camorrista.
Eppure questa grande organizzazione commerciale e finanziaria internazionale non aveva concesso flessibilità al clan nel controllo del territorio primo. A Mondragone, Augusto La Torre aveva gestito il potere con grande severità. Per far diventare il cartello così potente era stato spietato. Le armi, a centinaia, se le faceva arrivare dalla Svizzera. Politicamente aveva alternato diverse fasi, grande presenza nella gestione degli appalti poi soltanto alleanze, contatti sporadici, lasciando che si affermassero i suoi affari e che fosse quindi la politica ad accodarsi alle sue imprese. Mondragone fu il primo comune italiano a essere sciolto per infiltrazione camorristica negli a
Augusto era stato severo anche con i politici. Gli oppositori al business della famiglia dovevano in ogni caso avere tutti punizioni esemplari e spietate. La modalità per l'eliminazione fisica dei nemici di La Torre era sempre la stessa, al punto tale che nel gergo criminale il metodo militare di Augusto si definisce ormai "alla mondragonese". La tecnica consiste nell'occultare nei pozzi delle campagne i corpi macellati da decine e decine di colpi e successivamente poi lanciare una bomba a mano; in tal modo il corpo viene dilaniato e la terra rovina sui resti che si impantanano nell'acqua. Così Augusto La Torre aveva fatto con Antonio Nugnes, vicesindaco democristiano scomparso nel nulla nel 1990. Nugnes rappresentava un ostacolo alla volontà del clan di gestire direttamente gli appalti pubblici comunali e di intervenire in tutte le vicende politiche e amministrative. Non voleva alleati, Augusto La Torre, voleva essere lui stesso in prima persona a gestire tutti gli affari possibili. Era una fase in cui le scelte militari non venivano particolarmente ponderate. Prima si sparava e poi si ragionava. Augusto era giovanissimo quando dive
"Vieni, è arrivato zio Antonio."
Un messaggio chiaro e finale. Jimmy si avvicinò alle spalle di Nugnes e sparò due colpi che gli si conficcarono nella tempia, i colpi di grazia li sparò il boss stesso. Il corpo lo gettarono in un pozzo profondo quaranta metri in aperta campagna e lanciarono dentro due bombe a mano. Per a
Boccolato era stato conda
Luigi Pellegrino, conosciuto da tutti come Gigiotto, era invece uno di quelli a cui piaceva spettegolare su tutto ciò che riguardava i potenti della sua città. Sono molti i ragazzi che in terra di camorra bisbigliano dei gusti sessuali dei boss, delle orge dei capizona, delle figlie zoccole degli imprenditori dei clan. Ma in genere i boss tollerano, ha