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Un appartamento surreale, illuminato da luci al neon e pavimenti di maiolica bianca. Il bunker era munito di videocitofono, aveva due accessi, impossibili da identificare dall'esterno. Praticamente quando si arrivava non si trovavano porte, poiché in realtà queste si aprivano solo lasciando scorrere pareti di cemento armato su binari. Quando c'era pericolo di perquisizioni il boss, dalla sala da pranzo, attraverso una botola nascosta raggiungeva una serie di cunicoli, ben undici, collegati tra loro, che sottoterra costituivano una specie di "ridotta", l'ultimo rifugio, dove Sandokan aveva fatto sistemare delle tende da campo. Un bunker nel bunker. Per beccarlo, nel 1998 la DIA aveva fatto appostamenti per un a

Walter invece non si nascondeva sotto terra. Quando era latitante arrivava in paese per le riunioni più importanti. Tornava a casa alla luce del sole, con il suo corteo di guardaspalle certo della inaccessibilità della villa. La polizia lo arrestò quasi per caso. Stavano facendo i soliti controlli. Otto, dieci, dodici volte al giorno poliziotti e carabinieri solitamente va

Mi aggiravo per quelle stanze a

Non è il cinema a scrutare il mondo criminale per raccoglierne i comportamenti più interessanti. Accade esattamente il contrario. Le nuove generazioni di boss non ha

Mario Puzo non si era ispirato a un boss siciliano, ma alla storia e all'aspetto di un boss della Pignasecca, il mercato del centro storico di Napoli, Alfonso Tieri che prese posto — dopo la morte di Charles Gambino — al vertice delle famiglie mafiose italiane egemoni negli Stati Uniti. Antonio Spavone "'o ma-lommo", il boss napoletano legato a Tieri, aveva dichiarato in un'intervista a un giornale americano che "se i siciliani aveva-vo insegnato a stare zitti e muti, i napoletani avevano fatto capire al mondo come ci si comporta quando si comanda. Fare capire con un gesto che comandare è meglio che fottere". La maggior parte degli archetipi criminali, l'acme del carisma mafioso proveniva da una manciata di chilometri in Campania. Anche Al Capone era campano d'origine. La sua famiglia proveniva da Castellammare di Stabia. Fu il primo boss a misurarsi col cinema. Il suo sopra