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De Falco ve
Nunzio De Falco ha il suo sopra
Casal di Principe (Ce)
Non sono belli ma piacciono perché sono boss; è così. Se si dovesse fare una classifica tra i boss playboy della provincia a detenere il primato sono due pluripregiudicati di Casal di Principe non certamente belli come poteva esserlo quello che invece è sempre stato il più affascinante di tutti cioè don Antonio Bardellino. Si tratta di Francesco Piacenti alias Nasone e Nunzio De Falco alias 'o Lupo. Secondo quello che si racconta ha avuto 5 mogli e il secondo 7. Naturalmente ci riferiamo non a rapporti matrimoniali veri e propri ma anche a rapporti duraturi da cui ha
La morte di don Peppino fu il prezzo pagato alla pace tra i clan. Anche la sentenza fa riferimento a questa ipotesi. Tra i due gruppi in lotta si doveva trovare un accordo, e questo forse è stato siglato sulla carne di don Peppino. Come un capro espiatorio sacrificato. Eliminarlo significava risolvere un problema per tutte le famiglie e al contempo distogliere l'attenzione delle indagini dai loro affari.
Avevo sentito parlare di un amico di gioventù di don Peppino, Cipriano, che aveva scritto un'arringa da leggere al funerale, un'invettiva ispirata a un discorso di don Peppino, ma non aveva avuto neanche la forza di muoversi quella mattina. Era andato via dal paese molti a
Ogni tanto qualcuno si chiude. Da queste parti poi non è raro sentirsi dire una cosa del genere. Ogni volta che ascolto quest'espressione mi viene in mente Giustino Fortunato, che nei primi a
"Ah sì, ho capito da dove viene! È il paese di quel boss famoso… Sandokan, no?"
"No, è il paese di Peppino Diana!"
"Chi?"
Cipriano si era alzato dalla sedia e se n'era andato. Per vivere aveva preso in gestione un'edicola a Roma. Ero riuscito a sapere l'indirizzo da sua madre, l'avevo incontrata per caso, mi ero trovato dietro di lei in fila al supermercato. Doveva averlo avvertito del mio arrivo perché Cipriano non rispondeva al citofono. Sapeva forse di cosa gli volevo parlare. Ma avevo aspettato sotto casa sua per ore, ero pronto a dormire sul suo pianerottolo. Si decise a scendere. A stento mi salutò. Entrammo in un piccolo parco vicino a casa sua. Mi fece prendere posto su una panchina, aprì un quaderno a righe, uno di quelli delle elementari con le righe striminzite e su quelle pagine, scritte a mano, c'era l'arringa. Chissà se tra quei fogli c'era anche la grafia di don Peppino. Non osai chiederlo. Un discorso che avrebbero voluto firmare insieme.
Ma poi erano arrivati i killer, la morte, le calu
Non permettiamo uomini che le nostre terre diventino luoghi di camorra, diventino un'unica grande Gomorra da distruggere! Non permettiamo uomini di camorra, e non bestie, uomini come tutti, che quello che altrove diventa lecito trovi qui la sua energia illecita, non permettiamo che altrove si edifichi ciò che qui viene distrutto. Create il deserto attorno alle vostre ville, non frapponete tra ciò che siete e ciò che volete solo la vostra assoluta volontà. Ricordate. Allora il SIGNORE fece piovere dal cielo su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco; egli distrusse quelle città, tutta la pianura, tutti gli abitanti delle città e quanto cresceva sul suolo. Ma la moglie di Lot si volse a guardare indietro e diventò una statua di sale. (Genesi 19,12–29). Dobbiamo rischiare di divenire di sale, dobbiamo girarci a guardare cosa sta accadendo, cosa si accanisce su Gomorra, la distruzione totale dove la vita è sommata o sottratta alle vostre operazioni economiche. Non vedete che questa terra è Gomorra, non lo vedete? Ricordate. Quando vedra