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Le ditte che trattava infatti avevano la certezza di essere presenti su tutto il territorio da lui coperto e la garanzia di un elevato numero di ordinazioni. D'altro canto i commercianti e i supermarket erano ben felici di poter interloquire con Peppe Gala poiché forniva sconti assai più alti sulla merce, avendo possibilità di fare pressione sulle aziende e sui fornitori. Essendo un uomo del Sistema, "Showman" poteva assicurare, controllando anche i trasporti, prezzi favorevoli e arrivi tempestivi.
Il clan non impone con l'intimidazione il prodotto che decide di "adottare" ma con la convenienza. Le aziende rappresentate da Gala dichiaravano di essere state vittime del racket della camorra, di aver subito il diktat dei clan. Ma osservando i dati commerciali — rintracciabili nei dati di Conf-commercio — era possibile osservare che le ditte che si erano rivolte a Gala nel lasso di tempo che va dal 1998 al 2003 ha
I Nuvoletta sono l'unica famiglia esterna alla Sicilia che siede nella cupola di Cosa Nostra, non semplici alleati o affiliati, ma strutturalmente legati ai Corleonesi, uno dei gruppi più potenti in seno alla mafia. Così potente che i siciliani — secondo le dichiarazioni del pentito Giova
Impartimmo istruzioni affinché fossero acquistati cento litri di acido muriatico, servivano contenitori metallici da duecento litri, normalmente destinati alla conservazione dell'olio e tagliati nella parte superiore. Secondo la nostra esperienza era necessario che in ogni contenitore fossero versati cinquanta litri di acido, ed essendo prevista la soppressione di due persone facemmo preparare due bidoni.
I Nuvoletta, federati con i sottoclan dei Nettuno e dei Polverino, avevano anche ri
La persona che coordinava i capitali più consistenti dei Nuvoletta era, secondo le accuse, Pietro Nocera. Un manager tra i più potenti del territorio, girava sistematicamente in Ferrari e disponeva di un aereo personale. Il Tribunale di Napoli nel 2005 ha disposto il sequestro di beni immobili e società per oltre trenta milioni di euro; in realtà soltanto il 5 per cento del suo impero economico. Il collaboratore di giustizia Salvatore Speranza ha rivelato che Nocera è l'amministratore di tutti i soldi del clan Nuvoletta e cura "l'investìmento dei soldi dell'organizzazione nei terreni e nell'edilizia in genere". I Nuvoletta investono in Emilia Romagna, Veneto, Marche, e Lazio attraverso l'Enea, cooperativa di produzione e lavoro gestita da Nocera anche durante la latitanza. Fatturavano cifre elevatissime, dato che l'Enea aveva ottenuto appalti pubblici per milioni di euro a Bologna, Reggio Emilia, Modena, Venezia, Ascoli Piceno e Fresinone. Gli affari dei Nuvoletta da a
Paolo Di Lauro veniva dalla scuola dei maranesi, la sua carriera criminale iniziò come loro luogotenente. Lentamente Di Lauro si allontanò dai Nuvoletta divenendo, negli a
nord poteva divenire il più grande mercato di droga a cielo aperto che si era mai visto in Italia e in Europa. Tutto gestito dai suoi uomini. Paolo Di Lauro aveva sempre agito silenziosamente con qualità più finanziarie che militari, non invadeva apparentemente i territori di altri boss, non veniva rintracciato da indagini e perquisizioni.
Tra i primi a svelare rorganigramma della sua organizzazione c'era stato il pentito Gaetano Conte. Un pentito dalla storia particolarmente interessante. Era un carabiniere, era stato in servizio a Roma, guardia del corpo di Francesco Cos-siga. Le sue qualità di uomo della scorta di un Presidente della Repubblica l'avevano promosso a sodale del boss Di Lauro. Conte, dopo aver gestito per conto del clan estorsioni e narcotraffico, aveva deciso di collaborare con i magistrati con dovizia di informazioni e particolari che solo un carabiniere avrebbe saputo dare.