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«Adesso fai parte dell’industria del divertimento, giovanotto», mi comunicò il mio nuovo principale. «Non i baracconi di una volta, ormai ci siamo modernizzati, anche se la differenza non è poi così grande. Sai di che cosa sto parlando?»

«No, signore, non esattamente.»

L’uomo aveva lo sguardo sole

Mi fece l’occhiolino, stringendomi la spalla.

«I frollocconi devono andarsene contenti, altrimenti Joyland si svuota e muore. L’ho visto accadere di persona e in genere capita in fretta. È un parco giochi, ragazzo; ricordati di coccolare i coniglietti, tirandogli le orecchie solo se necessario. In poche parole, falli divertire.»

«D’accordo», risposi, ma non avevo idea di come avrei portato a termine quel compito lustrando i Bolidi Infernali (la versione locale degli autoscontri) o percorrendo la Strada del Segugio con una motoscopa dopo la chiusura dei cancelli.

«E non provare a mollarmi una fregatura. Vedi di arrivare il giorno stabilito e cinque minuti in anticipo.»

«Va bene.»

«Nel mondo dello spettacolo esistono due regole fondamentali, bello mio: tieni sempre d’occhio il portafoglio e… non dare maibuca.»

Al momento di uscire, passai sotto il grande arco con BENVENUTI A JOYLAND scritto in lettere al neon, che in quel momento erano spente, e mi diressi verso il parcheggio semivuoto. Lane Hardy era appoggiato a una delle biglietterie, dalle saracinesche abbassate. Tra le labbra aveva la sigaretta che prima teneva dietro l’orecchio.

«Dentro non si può più fumare», esordì. «Una nuova disposizione. Secondo Easterbrook siamo il primo parco d’America ad applicarla, ma non saremo l’ultimo. Ti ha

«Sì.»

«Congratulazioni. Freddy ti ha fatto il discorsetto sulle fiere e il resto?»

«Più o meno.»

«Si è raccomandato di coccolare i frollocconi?»

«Certo.»

«Può comportarsi da tritamaroni, ma è uno del mestiere, ha visto di tutto e di più, e non ha torto. Credo te la caverai bene. Sei intonato al posto, amico.» Con un gesto della mano indicò le principali attrazioni del parco che si stagliavano contro il cielo di un azzurro perfetto: il Muro del Tuono, il Delirio Cosmico, le volute dello scivolo acquatico e, naturalmente, la Ruota del Sud. «Chissà, questo posto potrebbe rappresentare il tuo futuro.»

«Forse sì», risposi, pur essendo già certo del mio destino: scrivere romanzi e quel genere di racconti che pubblicano sul New Yorker.Avevo pianificato tutto. Naturalmente, in programma c’erano anche il matrimonio con Wendy Keegan e la determinazione di aspettare i trent’a

«Rozzie Gold ti ha propinato le solite cazzate da Madame Fortuna?»

«Veramente…»

Lane ridacchiò. «Che te lo chiedo a fare? Ricordati che il novanta per cento di quello che dice sono veramente cazzate, ragazzo. Ma il restante dieci… con quello è riuscita a lasciare di stucco parecchia gente.»

«Compreso te? Anche tu sei rimasto di stucco?»

L’uomo abbozzò un sorriso di sbieco. «Quando lascerò che Rozzie mi legga la mano, vorrà dire che è giunto il momento di tornare sulla strada, lavorando per le fiere itineranti da due soldi. Mia madre non mi ha cresciuto perché mi mettessi a pasticciare con le sfere di cristallo e i tarocchi.»

Nel mio futuro vedi una bella ragazza con i capelli castani?

No. Lei appartiene al passato.

Lane mi scrutò a fondo. «Che c’è? Ti è andata di traverso la gomma da masticare?»

«No, niente.»

«Forza, bello: ti ha spiattellato la verità o un mucchio di stronzate? Sogno o son desto? Raccontalo al tuo paparino.»

«Stronzate, decisamente.» Controllai l’ora. «Devo prendere la corriera delle cinque, se non voglio perdere il treno per Boston delle sette. Meglio che mi sbrighi.»

«Ah, hai un sacco di tempo. Dove starai questa estate?»

«Non ci ho ancora pensato.»

«Mentre torni alla stazione dei pullman, potresti fermarti dalla signora Shoplaw. A Heaven’s Bay un sacco di gente affitta alloggi alla manovalanza estiva, ma lei è il meglio. Nel corso degli a

«Grazie, lo farò.»

«Se trovi un posto, da lì puoi raggiungere Joyland lungo la spiaggia, risparmiando i soldi della benzina per qualcosa di più importante, come andartene a zonzo nel tuo giorno libero. Passeggiare sulla sabbia è un ottimo modo per iniziare la mattinata. In bocca al lupo, bello. Non vedo l’ora di lavorare con te.» Mi porse la mano, gliela strinsi e lo ringraziai di nuovo.

Era stato lui a mettermi in testa quell’idea e così decisi di ritornare in città seguendo la costa. Avrei risparmiato venti minuti di attesa per un taxi che potevo a malapena permettermi. Avevo quasi raggiunto i gradini di legno che scendevano alla spiaggia quando Lane mi chiamò.

«Ehi, Jonesy! Ti va di sapere qualcosa che Rozzie non ti rivelerà mai?»

«Certo.»

«A Joyland c’è un tu

«Sicuro?»

«Sì, e non è la sola. Molti che lavorano qui giurano di avere visto lo spettro di una ragazza.»

«Mi stai prendendo in giro?» La solita domanda di chi è in preda allo sbalordimento. Capivo che stava dicendo sul serio.

«Ti racconterei tutta la storia, ma la mia pausa è finita. Devo sostituire un paio di ante

«Non è uno scherzo? Che so, una specie di fiore di plastica con il quale vi divertite a spruzzare i nuovi assunti?»

«Ti pare che stia scherzando?»

No di certo, però sembrava divertirsi parecchio. Mi strizzò persino l’occhio. «Non esiste parco divertimenti degno di questo nome senza un fantasma. Magari lo vedrai anche tu. Di sicuro i bifolchi non ci riuscira