Страница 19 из 205
«Dribbling? No, un termine sportivo, immagino.»
«Uno sport molto antico, sostitutivo della guerra, detto soccer» spiegò Isozaki.
A
«La Chiesa aveva una cosa che il Nucleo voleva, di cui aveva bisogno» disse Isozaki. «Domare il crucimorfo era la parte dell’accordo di competenza del Nucleo. La Chiesa doveva dare in cambio una cosa di uguale valore.»
"Uguale in valore all’immortalità di mille miliardi di esseri umani?" pensò A
Isozaki allargò le mani. «A quale scopo, A
«Quando era parte integrale dell’Egemonia e faceva funzionare la Rete dei Mondi e l’astrotel, il TecnoNucleo usava i neuroni dei miliardi di cervelli umani che transitavano nei teleporter come una sorta di rete neurale, parte del progetto Intelligenza Finale.»
«Sì, certo. Ma ora i teleporter non esistono più. Se il TecnoNucleo usa ancora esseri umani, come li usa? E dove li usa?»
Senza volerlo, A
Isozaki sorrise. «Irritante, vero? Come una parola che è sulla punta della lingua e non vuole venire in mente. Un rompicapo con una tessera mancante. Ma c’è un’altra tessera che mancava ed è stata appena trovata.»
A
«È tornata nello spazio della Pax» disse Isozaki. «Nostri agenti molto vicini a Lourdusamy ha
«Dov’è la ragazza?»
Isozaki scosse la testa. «Il Nucleo, se lo sa, non l’ha rivelato né alla Chiesa né ad altri enti umani. Ma a causa di questa informazione la Flotta della Pax ha richiamato quel capitano… de Soya.»
«Il Nucleo predisse che sarebbe stato coinvolto nella cattura della ragazza» disse A
«Sì?» disse Isozaki, orgoglioso della sua allieva.
«La legge di Ohm.»
«Esattamente.»
Senza rendersene conto, A
«Se abbiamo la ragazza e i mezzi per negoziare» continuò A
«Ammesso di scoprire che cosa il Nucleo riceve dalla Chiesa in cambio del controllo del crucimorfo» precisò Isozaki. «E di offrire la stessa cosa, o una migliore.»
A
«E viceversa» precisò Isozaki. Questa sorta di gara lo compiaceva molto.
«E noi dovremo fare lo stesso» disse A
«Giusto. Al vincitore, tutto… potere, immortalità e ricchezza al di là dell’immaginazione umana. Al perdente… distruzione, vera morte e schiavitù eterna per i suoi discendenti.» Alzò il dito. «Ma non tre giocatori, A
A
Isozaki abbassò la mano. «Dobbiamo presumere che pure la ragazza abbia i propri scopi in questo gioco, no? E chiunque ve l’abbia inserita come pedina… be’, quello è il sesto giocatore.»
«O uno degli altri cinque» sorrise A
Isozaki a
In alto sopra l’altare, Gesù Cristo, severo e inflessibile, divideva gli uomini in due gruppi, i buoni e i cattivi, i premiati e i da
Il cardinale Lourdusamy, seduto nello stallo con baldacchino, nella Cappella Sistina, guardava l’affresco di Michelangelo, il Giudizio universale. Aveva sempre pensato che quel Cristo era una figura prepotente, autoritaria, spietata, forse un’icona perfettamente adatta a sovrintendere alla scelta di un nuovo Vicario di Cristo.
Nella piccola cappella erano ammassati ottantatré stalli con baldacchino dove sedevano gli ottantatré cardinali presenti in carne e ossa. Uno spazio vuoto consentiva l’attivazione degli ologrammi che rappresentavano i trentasette cardinali assenti, un ologramma per volta, stallo e baldacchino compresi.
Era trascorso un giorno da quando i cardinali erano stati "inchiodati" nel Palazzo Vaticano. Lourdusamy aveva dormito e mangiato bene; la camera da letto, una brandina nel suo ufficio vaticano; il pasto, semplici pietanze cucinate dalle suore della foresteria vaticana: cibi senza pretese e dozzinale vino bianco, serviti nelle sfarzose Stanze Borgia. Adesso i cardinali erano tutti radunati nella Cappella Sistina, ciascuno nel suo stallo con baldacchino. Lourdusamy sapeva che quella splendida scena era mancata al conclave da molti secoli — da quando il numero dei cardinali era divenuto troppo grande per sistemare gli stalli nella piccola cappella, in un’epoca precedente l’Egira, nel XIX o nel XX secolo d.C, credeva — ma verso la fine della Caduta dei teleporter la Chiesa era divenuta così piccola che la quarantina di cardinali poteva di nuovo trovare posto agevolmente nella cappella. Papa Giulio non aveva alzato troppo il numero dei cardinali: mai più di 120, anche se la Pax era molto cresciuta. E poiché quasi quaranta erano impossibilitati a giungere in tempo al conclave, la Cappella Sistina riusciva a contenere gli stalli dei cardinali residenti su Pacem.
Il momento era giunto. Nella cappella, tutti i cardinali elettori si alzarono all’unisono. Nello spazio vuoto accanto al tavolo degli scrutatori a fianco dell’altare, comparvero i tremolanti ologrammi dei trentasette cardinali elettori non presenti di persona. A causa dello spazio limitato, gli ologrammi erano piccoli, poco più di bambole umane in stalli da casa delle bambole, e galleggiavano a mezz’aria come fantasmi di elettori del passato. Lourdusamy sorrise, come sempre faceva, pensando a quanto sembrasse appropriato il formato ridotto di quegli elettori non presenti in carne e ossa.
Papa Giulio era sempre stato eletto per acclamazione. Uno dei tre cardinali scrutatori alzò la mano: lo Spirito Santo era forse pronto a muovere quegli uomini e quelle do
«Eligo padre Lenar Hoyt!» gridò il cardinale Lourdusamy e vide il cardinale Mustafa gridare le stesse parole, da sotto il baldacchino del suo stallo.