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— Per noi o per lei? — chiese Ender. Non si aspettava una risposta. Si volse a Bean, gli strinse forte la mano per un momento, poi andò alla porta.
— Aspetta — disse Bean. — Dove sei stato assegnato? Specializzazione Tecniche? Corsi di Tattica? Armamenti?
— Scuola Ufficiali — rispose Ender.
— Al corso di preparazione?
— Al corso ufficiali — disse Ender, e uscì in corridoio. Anderson lo seguì. Bean prese il colo
Graff si liberò dalla sua mano, uscì e chiuse la porta dietro di sé.
Bean rimase solo nella stanza, stentando ad afferrare il significato di quel che aveva udito. Nessuno s’era mai iscritto alla Scuola Ufficiali senza aver fatto i tre a
Il sistema sta andando a rotoli. Non c’è dubbio, ormai. O qualcuno negli alti comandi è impazzito, o la guerra ha avuto una brutta svolta. La guerra vera, quella con gli Scorpioni. Per quale altro motivo avrebbero stravolto i regolamenti interni a questo modo, e inasprito le gare? Per quale altro motivo avrebbero messo un bambino come me al comando di un’orda?
Bean continuò a rimuginare quelle domande mentre tornava in camerata. Le luci si spensero proprio mentre si fermava accanto alla sua cuccetta. Si spogliò nel buio, e irritato a
Appena capì che la sua spina era quella, riuscì pian piano a levarsela dalla carne. Disteso sulla cuccetta fece esercizi di respirazione finché il bisogno di piangere scomparve. Poi si girò su un fianco e cercò di dormire, ma per qualche minuto il suo respiro continuò a essere rapido e secco, la fronte corrugata, gli orecchi tesi ai piccoli rumori notturni dei suoi compagni. Lui era lì con loro, ed era un soldato. Se qualcuno fosse venuto a chiedergli cos’avrebbe voluto fare da grande, non avrebbe avuto altra risposta da dargli.
Fu mentre si trasferiva sulla navetta che Ender notò per la prima volta i gradi sull’uniforme del maggiore Anderson. Erano diversi. — Sì, ora è colo
Ender non gli chiese quale.
Graff fluttuò giù fra i braccioli della poltroncina accanto alla sua, dall’altra parte del passaggio centrale. In cabina c’era soltanto un altro passeggero, un uomo in borghese, dall’aria tranquilla, che gli era stato presentato come il generale Pace. Aveva con sé una valigetta portadocumenti, ma non più bagaglio di quello che avevano lui e Graff. Per qualche ragione, il fatto che anche Graff se ne andasse da lì a mani vuote gli parve consolante.
Durante il tragitto verso la zona più interna del sistema solare Ender parlò una volta sola. — Perché stiamo tornando sulla Terra? — domandò. — Credevo che la Scuola Ufficiali fosse da qualche parte fra gli asteroidi.
— È così — a
Ender fu tentato di chiedere se avrebbe rivisto la sua famiglia. Ma d’improvviso, al pensiero che fosse possibile, fu colto da una strana paura e tacque. Preferì chiudere gli occhi e cercare di farsi la sua nottata di so
Quando atterrarono in Florida, Ender scoprì che quello era un caldo pomeriggio di mezza estate. Era stato tanto a lungo lontano dalla luce del sole che se ne sentì subito pugnalare gli occhi. Strinse le palpebre, arricciò il naso al puzzo del carburante e desiderò entrare in qualche luogo chiuso. Tutto gli appariva lontano, steso su distanze eccessive e stranamente piatto. Il terreno, senza la curvatura all’insù dei pavimenti su cui aveva camminato per quattro a
— Arrestato?
— Be’, mi è parsa una deduzione logica. Il generale Pace è il capo della Polizia Militare. E c’è stato un morto alla Scuola di Guerra.
— Non mi ha
— Questo è buon segno?
— Chi lo sa? D’altra parte Ender Wiggin non soltanto è sopravvissuto a ogni prova e test, ma ne è uscito in ottima forma. Bisogna pur dare Credito di questo al vecchio Graff. Per contro, c’è il quarto passeggero della navetta. Quello che ha viaggiato in una cassa.
— È soltanto il secondo nell’intera storia della Scuola. Almeno non si è trattato di un suicidio, stavolta.
— L’omicidio è per qualche verso preferibile, maggiore Imbu?
— Non è stato un omicidio, colo
— Ma potrebbero incriminare Graff. Quando tutto questo sarà finito, una commissione senatoriale potrebbe passarci al setaccio e stabilire chi ha commesso degli illeciti e chi no. E darci una medaglia se non abbiamo offeso il loro senso estetico, oppure toglierci la pensione o metterci in galera. Se non altro, comunque, ha
— Ed è la seconda volta.
— Già. Non gli ha
— Ma il ragazzo ha paura di se stesso.
— Ender Wiggin non è un killer. Lui si limita a vincere… definitivamente. Se qualcuno deve averne paura, lasciamo che siano gli Scorpioni.
— Sembra quasi che lei li compatisca, al pensiero di mandargli addosso Ender Wiggin.
— L’unico per cui sono rattristato è Ender. Ma non lo sono abbastanza da suggerire che lo mettano da parte. Ho appena avuto accesso al materiale che finora Graff teneva chiuso col suo codice personale. Sui movimenti della flotta, cose di questo genere. Credo che potrò dimenticare cosa significa dormire so
— Il tempo stringe, vero?
— Non avrei dovuto parlargliene. Sono informazioni riservate.
— Lo so.
— Una cosa però posso dirgliela: non era troppo presto per trasferirlo alla Scuola Ufficiali. Anzi, forse è stato fatto con un paio d’a