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Rimango immobile un istante con i pa
— È più facile fare così che togliere i pa
— Grazie — le dico.
Ho detto di nuovo la cosa giusta: lei mi sorride.
— Sei un caro ragazzo, Lou; mi dispiace per le tue gomme — dice, e guarda l'orologio. — Ho delle telefonate da fare. Tu resti qui? Badi all'asciugatrice?
— Rimango qui giù — dico — ma non in questa stanza, è troppo rumorosa. — Gliel'ho già detto altre volte, quando lei mi chiedeva di tener d'occhio la sua roba.
La signorina Kimberly esce e anch'io vado nell'atrio.
Il pavimento della lavanderia è di un brutto cemento grigio, un poco in discesa verso un grosso canale di scolo coperto posto sotto le macchine. Quello dell'atrio è di mattonelle, ognuna a righe in due toni di verde e beige. Ogni mattonella è un quadrato di trenta centimetri di lato; l'atrio è largo cinque quadrati e lungo quarantacinque quadrati e mezzo. La persona che ha disposto le mattonelle le ha messe in modo che le righe s'incrocino reciprocamente… cioè, ogni mattonella è disposta in modo che le sue righe formino un angolo di novanta gradi con le strisce della mattonella vicina. La maggior parte delle mattonelle sono messe nell'uno o nell'altro di due sensi, ma otto di esse sono disposte in senso capovolto rispetto alle altre.
Mi piace guardare questo pavimento e pensare a quelle otto mattonelle. Quale schema poteva essere completato solo disponendo le otto mattonelle in quel modo? Finora sono riuscito a immaginare tre schemi possibili. Una volta cercai di parlarne con Tom, ma lui non è in grado di vedere gli schemi nella sua mente come succede a me. Io allora feci un disegno su un foglio di carta, però ben presto mi accorsi che lui si a
Io comunque trovo il pavimento dell'atrio di un interesse inesauribile.
Sento la centrifuga di una delle lavatrici cambiar rumore e torno in lavanderia. So che per arrivare alla lavatrice mi ci vuole esattamente il tempo che impiega la centrifuga a fermarsi. È come un gioco fare l'ultimo passo mentre la centrifuga compie l'ultimo giro. L'asciugatrice di sinistra sta ancora brontolando. Io prendo i miei pa
Tolgo la mia roba anche da questa macchina e in fondo trovo la mia moneta tutta lucida e pulita. La intasco, metto i pa
La signorina Kimberly ritorna proprio nel momento in cui l'asciugatrice con la sua roba si arresta. Mi sorride. Porta un piatto con sopra alcuni biscotti. — Grazie, Lou — dice, e mi porge il piatto. — Prendine qualcuno. So che ai ragazzi… volevo dire ai giovanotti come te… piacciono i biscotti.
Ne porta quasi tutte le settimane. A volte alcuni tipi di biscotti che lei fa non mi piacciono molto, ma non glielo dico. Questa sera sono biscottini al limone, che mi piacciono moltissimo: ne prendo tre. La signorina mette il piatto sul tavolo pieghevole e tira fuori il suo bucato dall'asciugatrice mettendolo direttamente nel cestino: non ripiega i pa
— Grazie, signorina Kimberley — dico.
— Di nulla, di nulla — risponde lei, come sempre. Finisco i biscotti, lascio cadere le briciole nel cestino della spazzatura e ripiego i miei pa
Il sabato mattina io vado al Centro. Uno dei consulenti è a nostra disposizione dalle 8.30 alle 12.00, e una volta al mese c'è un programma speciale. Oggi non c'è programma, ma quando arrivo vedo Maxine, una consulente, andare verso il suo studio. Bailey non mi ha detto se è a lei che ha
I consulenti sa
Sto guardando il cartellone degli a
— Io non ho una ragazza — rispondo.
— Io l'ho vista — insiste lei. — Lo sai che l'ho vista. Non dire bugie.
— Tu hai visto una mia amica — dico. — Non la mia ragazza. Un'amica può diventare la propria ragazza quando acconsente a esserlo, ma lei non ha acconsentito. — Non sono proprio onesto e questo non è bello, però io continuo a non voler parlare con Emmy di Marjory.
— Tu gliel'hai domandato? — continua lei.
— Non desidero parlare di lei con te — dico, e mi volto per andarmene.
— Perché sai che ho ragione — dice Emmy e mi gira intorno, piantandosi di nuovo di fronte a me. — Lei è una di quelle persone che si definiscono normali e ci usano come cavie. Tu stai sempre appiccicato a loro, Lou, e questo non è bene.
— Non so cosa tu voglia intendere — dico. Io vedo Marjory solo una volta alla settimana, perciò come si può dire che sto "appiccicato" a lei? Se venissi al Centro tutte le settimane e ci trovassi Emmy, questo significherebbe che sto appiccicato a lei? L'idea mi disgusta.
— Sono mesi che non partecipi a nessuno degli eventi speciali — insiste lei. — Il tuo tempo lo passi con i tuoi amici normali. - Pronuncia "normali" come una parolaccia.
Non ho partecipato a nessuno degli eventi speciali da mesi perché non m'interessano. Una conferenza su come educare i figli? Ma io non ho figli. Un ballo? La musica che vi suonerebbero non è quella che piace a me. La presentazione di un corso per ceramisti? Io non voglio confezionare oggetti di creta. Adesso che ci penso, mi rendo conto che ormai il Centro offre davvero pochissime cose che m'interessino. Fa comodo per incontrare altri autistici, ma non tutti sono come me, e trovo più persone che condividano i miei interessi : Internet o in ufficio. Cameron, Bailey, Eric, Linda… tutti andiamo al Centro per incontrarci prima di andare da qualche parte, ma è solo un'abitudine. Non abbiamo davvero bisogno del Centro tra
— Se vai in cerca di ragazze, dovresti cominciare da quelle che ti somigliano — torna alla carica Emmy.