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— Non ho potuto fare a meno di notarvi. La sua amica era talmente irritata. Lei è un po'… diversa, vero? — Mette in mostra un po' più di denti.
Non so cosa rispondere. Ma dovrei dire qualcosa, altra gente nella fila ci sta guardando.
— Non vorrei essere scortese — insiste la do
La vita di Emmy è la vita di Emmy. Non è la vita di questa do
— Dev'essere dura per gente come voi — dice la do
L'uomo dietro di lei ha in viso una strana espressione, ma non potrei dire se è d'accordo con la do
— Spero di non averla disturbata — insiste lei a voce più alta, alzando le sopracciglia. Sta aspettando che io le dia la risposta giusta.
Io penso che non ci sia una risposta giusta. — Io non la conosco — dico, mantenendo la mia voce molto bassa e calma. Ciò che voglio dire è: "Io non la conosco e non voglio parlare di Emmy o Marjory o di argomenti personali con qualcuno che non conosco".
La faccia della do
Quando esco, il caldo e l'umidità sembrano più opprimenti di quando sono entrato. Sento tanti, troppi odori: delle confezioni di dolcetti buttate via, delle bucce di frutta, dei deodoranti e dei profumi della gente, dell'asfalto rovente, dei tubi di scarico delle macchine. Appoggio i miei sacchetti sul cofano dell'auto mentre apro lo sportello per salire.
— Ehi — dice qualcuno. Sobbalzo e mi volto: è Don. Non mi aspettavo di vederlo qui. Non mi aspettavo di vedere neanche Marjory. Mi chiedo se altri colleghi della scuola di scherma facciano la spesa qui. — Ciao, amico — dice lui. Porta una camicia di maglia a righe e calzoni scuri. Non ho mai visto Don vestito così: quando viene da Tom porta o una T-shirt e i jeans o il costume.
— Ciao, Don — saluto. Non desidero parlare con lui, anche se è un amico. Fa troppo caldo e devo portare la mia spesa a casa e riporla. Prendo il primo sacchetto e lo metto sul sedile posteriore.
— È qui che vieni a far la spesa? — chiede lui. È una domanda sciocca, visti i sacchetti delle cose che ho acquistate. O pensa che le abbia rubate?
— Vengo tutti i martedì — dico.
Assume un'espressione disapprovante. Forse pensa che martedì non sia un giorno adatto per fare la spesa… ma allora lui cosa ci fa qui? — Verrai a esercitarti alla scherma domani? — domanda.
— Sì — dico. Carico l'ultimo sacchetto e chiudo lo sportello posteriore.
— Andrai a quel torneo? — Mi sta guardando in un modo da farmi desiderare di distogliere gli occhi dai suoi.
— Sì — rispondo — ma adesso devo andare a casa. Il latte dovrebbe essere mantenuto a una temperatura di cinque gradi o meno, e qui nel parcheggio ce ne sara
— Segui un'autentica routine, eh? — dice Don.
Non concepisco cosa potrebbe essere una routine falsa.
— Fai le stesse cose tutti i giorni?
— Non le stesse cose tutti i giorni — spiego — ma piuttosto le stesse cose negli stessi giorni.
— Oh, davvero? Bene, ci vediamo domani, ragazzo metodico — dice, e scoppia a ridere. È una risata strana, come se Don non si stesse divertendo affatto. Io apro lo sportello ed entro in auto; lui non aggiunge altro e non se ne va. Quando accendo il motore si stringe nelle spalle, una contrazione brusca come se qualcosa lo avesse punto.
— Arrivederci — dico io educatamente.
— Già, ciao. — Rimane ritto lì mentre io parto. Nello specchio retrovisore lo vedo rimaner fermo finché non svolto nella strada. Dopo la svolta torno a guardare e vedo che Don non c'è più.
Il mio appartamento è più calmo che fuori, ma non è completamente silenzioso. Sotto di me il poliziotto Da
Quando sono depresso mi è difficile ignorare i rumori. Se metto la mia musica, essa li coprirà, ma i rumori restera
Non so perché quella do
I miei genitori dicevano che non avrei dovuto biasimare la gente quando notava che io ero diverso. Quindi non dovrei biasimare Emmy: dovrei invece osservare me stesso e pensare a quanto è successo.
Ma non desidero farlo. Io non ho fatto nulla di male. Avevo bisogno di fare la spesa, quindi ero al supermercato per il giusto motivo. Mi stavo comportando bene: non parlavo con estranei e non parlavo a voce alta con me stesso. Non prendevo nelle corsie più spazio di quello che mi spettava. Marjory è mia amica, perciò non era sbagliato da parte mia parlare con lei e aiutarla a trovare il riso e la carta di alluminio.
È stata Emmy a sbagliare. Ha parlato a voce troppo alta e per questo si è fatta notare dalla do
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Ho bisogno di sapere se ciò che provo è quello che le persone normali provano quando sono i