Страница 10 из 82
A me questo non è mai successo, però certe volte mi ha
Un poliziotto che ve
Però il poliziotto che abita nel mio condominio è sempre stato gentile con me. Si chiama Daniel Bryce, ma mi ha detto di chiamarlo Da
Ho cercato di guardare qualche film poliziesco alla TV, ma mi sono spaventato ancor peggio. I poliziotti sembrano sempre stanchi e arrabbiati, e pare che ciò sia normale e giusto. Io non devo mai comportarmi impulsivamente nemmeno quando sono in collera, ma loro possono. E questo non è giusto. Non c'è simmetria.
Però non voglio nemmeno essere ingiusto verso Da
Sotto le coperte e i cuscini adesso sono proprio sudato, anche se sono calmo; così mi alzo, riaggiusto il letto e faccio una doccia. È tardi, sono le nove passate quando esco dal bagno e mi rivesto. Ho fame. Metto l'acqua a bollire e faccio cuocere un po' di tagliatelle.
Il telefono squilla e io sobbalzo. Il telefono mi sorprende sempre, e io sobbalzo sempre quando sono sorpreso.
È il signor Aldrin. Mi si stringe la gola. Per un bel po' non riesco a parlare, ma lui non insiste, aspetta. Lui capisce.
Io invece non capisco. Lui fa parte dell'ambiente d'ufficio, prima non mi ha mai chiamato a casa. Mi sento in trappola. Lui è il mio principale. Mi può dire cosa devo fare, ma solo sul lavoro. Mi sembra sbagliato sentire la sua voce a casa, al telefono.
— Io… io non mi aspettavo una sua chiamata — dico.
— Lo so — risponde. — Ti ho chiamato a casa perché ti volevo parlare fuori dell'ufficio.
Mi si serra lo stomaco. — Per quale ragione? — chiedo.
— Lou, devi sapere una cosa prima che il signor Crenshaw ti chiami. Esiste un trattamento sperimentale che può cancellare l'autismo negli adulti.
— Lo so — dico. — Ne ho sentito parlare, lo ha
— Sì, ma quell'articolo di giornale è vecchio di più di un a
Se non può impedirglielo, a che scopo mi chiama? Questa è una di quelle manovre alle quali si dedicano le persone normali quando vogliono fare appello alla tua simpatia mentre fa
— Io voglio aiutarvi — dice il signor Aldrin. Ricordo i miei genitori dire che voler fare qualcosa non era lo stesso che farla. Perché lui non dice semplicemente: "Vi aiuterò"?
— Credo che voi abbiate bisogno di un avvocato, qualcuno che vi aiuti a negoziare con Crenshaw — continua. — Qualcuno più in gamba di me. Potrei trovarne uno per voi.
Penso che lui non voglia essere il nostro avvocato; credo abbia paura che Crenshaw lo licenzi. Ed è giusto, perché Crenshaw può licenziare chiunque di noi. Combatto con la mia lingua ostinata per spiccicare le parole. — Non dovrei… non vorrei… credo… credo che dovremmo trovare noi la persona adatta.
— Davvero? — domanda, e sento il dubbio nella sua voce.
— Posso chiedere al Centro — dico.
— Forse sarebbe meglio — a
No che non lo so. So che lui è stato sempre gentile e paziente con noi, ma non so se davvero voglia il nostro bene. Come farebbe a sapere in cosa consiste? Gli farebbe piacere se sposassi Marjory? Cosa sa di tutti noi fuori dell'ambiente di lavoro?
— Grazie — dico, una risposta sicura e convenzionale adatta a tutte le occasioni. La dottoressa Fornum sarebbe fiera di me.
— Allora va bene — dice lui. Anche queste sono parole convenzionali, che non significano nulla. — Chiamami se hai bisogno di qualcosa. Aspetta, ti do il mio numero… — Enuncia alcune cifre che il mio telefono registra, ma che tanto io terrei ugualmente a memoria; per me i numeri sono facili. — Arrivederci, Lou — conclude. — Cerca di non preoccuparti.
Cercare è un conto, farlo è un altro. Appendo il ricevitore e torno alle mie tagliatelle che ormai sono scotte. Ma non me ne importa, non mi dispiacciono: sono più tenere.
Penso al signor Crenshaw che vorrebbe imporci il trattamento. Non credo che sia autorizzato a farlo: ci sono leggi che riguardano noi e la ricerca medica. Non so esattamente in che cosa consistano, ma non credo che possano permettergli di farlo. Il signor Aldrin dovrebbe saperne più di noi su questo punto: lui è un manager. Eppure sembra convinto che Crenshaw sia in grado di fare ciò che desidera o che intenda tentare di farlo.
Mi è difficile prendere so
Venerdì mattina Cameron mi dice che il signor Aldrin ha chiamato anche lui. Ha chiamato tutti. Il signor Crenshaw invece non ha ancora detto niente a nessuno di noi. Io ho una strana sensazione nello stomaco, come di nausea. È un sollievo sedermi davanti al computer e dedicarmi al lavoro.
Per tutto il giorno non succede nulla, e il mio lavoro procede bene. Dopo il pranzo, Cameron mi dice che la locale società per l'autismo ha stabilito una riunione al Centro per parlare del programma di ricerca. Lui ci va, e pensa che dovremmo andarci tutti. Per questo sabato io non avevo fatto progetti, tra
La mattina dopo quindi mi reco al Centro a piedi. È una passeggiata lunga, ma non fa molto caldo e camminare mi fa bene.
Al Centro trovo non solo i miei compagni di lavoro ma anche molti di noi che vivono in diversi punti della città. Parecchi di loro si fa
Il Centro tuttavia non è soltanto per gli autistici: vediamo molta gente con altri tipi di handicap, specialmente durante i fine settimana. Io non so quali siano precisamente i loro handicap. Non mi piace pensare a tutte le cose che possono guastarsi nel meccanismo degli esseri umani.