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Lo riaccompagnarono su per le scale fin dentro l’appartamento. In un angolo della camera da letto c’era un piccolo televisore acceso. Passando, Shadow vide che lo speaker del telegiornale sorrideva e gli faceva l’occhiolino. Dopo essersi assicurato che nessuno lo stesse osservando si girò verso lo schermo e gli fece un gesto osceno.
«Soldi non ne ha
Nella luce dei fanali i fiocchi di neve cadevano volteggiando. Il maltempo era arrivato al Sud. «È malato?»
«Non c’entra, questo. Le do
Shadow rifletté per qualche istante. «Ehi, Jacquel?»
«Sì?»
«Lei ci crede all’anima?» Non era quella, la domanda che aveva pensato di fare, e lo sorprese sentire la propria voce che la formulava. Voleva chiedere qualcosa di meno diretto, ma in fondo non c’era niente di meno diretto di così.
«Dipende. Ai miei tempi era tutto organizzato. Quando morivi ti mettevi in fila e rispondevi per le buone e le cattive azioni, e se il peso delle cattive azioni superava di una piuma il peso di quelle buone gettavamo la tua anima e il tuo cuore in pasto ad Ammet, il Mangiatore di Anime.»
«Deve aver mangiato un sacco.»
«Non tanto come potresti pensare. Era una piuma molto pesante. Ce l’eravamo fatta fare apposta. Dovevi essere davvero malvagio per far muovere quella bilancia. Fermati qui dal benzinaio. Riempiamo il serbatoio.»
Le strade erano tranquille, come sono tranquille le strade quando cade la prima neve. «Sarà un bianco Natale» disse Shadow mentre faceva benzina.
«Già. Accidenti. Quel ragazzo era un fortunato figlio di vergine.»
«Gesù?»
«Un ragazzo molto fortunato. Capace di cadere in un pozzo nero e uscirne profumato come una rosa. Diavolo, lo sapevi che non è neanche il suo vero complea
«No, non mi pare.»
«In effetti… da queste parti non l’ho mai visto. Era un tipaccio da esercito. Forse è tornato in Medio Oriente a spassarsela, anche se temo che a questo punto non ci sia più. Succede. Un giorno tutti i soldati dell’impero devono bagnarsi nel sangue del toro sacrificale. L’indomani non si ricordano neanche quand’è il tuo complea
Squisc facevano i tergicristalli respingendo la neve sui bordi del parabrezza, ammucchiandola in grovigli e ghirigori di ghiaccio.
Un semaforo giallo si trasformò rapidamente in rosso e Shadow frenò di colpo. Il carro funebre sbandò, fermandosi con un testacoda.
Verde. Shadow ripartì e si mante
«Molto bene» disse Jacquel. «Dunque, sì, dicevamo, Gesù se la passa piuttosto bene da queste parti. Ma ho incontrato un tale che mi ha detto di averlo visto fare l’autostop in Afghanistan e nessuno si fermava a tirarlo su. Sai com’è, tutto dipende dal contesto.»
«Penso che stia per arrivare una vera tempesta» disse Shadow. Si riferiva al tempo atmosferico.
Quando, parecchi minuti dopo, Jacquel si decise a rispondere non parlò affatto del tempo. «Guarda noi due, me e Ibis» disse. «Nel giro di pochi a
Shadow svoltò sulla strada dove tutte le case, salvo una, avevano le finestre sprangate, case vuote, chiuse per sempre. «Prendi il vicolo sul retro» disse Jacquel.
Shadow manovrò in retromarcia in modo da accostare all’ingresso. Ibis aprì il carro funebre e le porte dell’obitorio, Shadow sganciò la barella e la tirò fuori. I supporti con le rotelle si aprirono appena superato il paraurti. La spinse fino al tavolo dell’imbalsamazione. Sollevò Lila Goodchild, tenendola tra le braccia nel suo opaco sacco azzurro come una bambina addormentata, con attenzione, quasi avesse paura di svegliarla, e l’appoggiò sul tavolo di quella stanza gelida.
«Abbiamo il lettino per trasferirla» disse Jacquel. «Non è necessario portarla a braccia.»
«Non è gran cosa» rispose Shadow. Cominciava a parlare come Jacquel. «Sono grande e grosso. Non mi costa fatica.»
Era stato un bambino piccolo e magro, tutto pelle e ossa. L’unica sua foto che Laura aveva trovato abbastanza bella da incorniciarla mostrava un ragazzino dall’aria sole
Avevano cambiato troppe case, lui e sua madre, prima in giro per l’Europa, da un’ambasciata all’altra, dove lei lavorava come addetta alle comunicazioni degli Affari esteri, trascrivendo e inviando telegrammi cifrati in tutto il mondo, e quando lui aveva otto a
Era cresciuto di colpo. Nella primavera del suo tredicesimo complea