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«No» disse Shadow. «Va bene. Tocca a me.»
«Dunque?» ruggì Anubi.
«Adesso voglio riposare. Riposare e basta. Nient’altro. Né Paradiso, né Inferno. Niente. Solo che abbia fine.»
«Ne sei sicuro?» chiese Thoth.
«Sì» rispose Shadow.
Il signor Jacquel aprì l’ultima porta, dietro alla quale non c’era niente. Né tenebre. Né oblio. Soltanto il nulla.
Shadow l’accettò senza riserve, e varcò la soglia entrando nel nulla con una gioia strana e violenta.
17
In questo paese tutto è su larga scala. I fiumi sono immensi, il clima estremo, le possibilità sconfinate, i tuoni e i fulmini terrificanti. I disordini fa
Il luogo più importante del Sudest degli Stati Uniti d’America viene pubblicizzato su centinaia di vecchi fienili in tutta la Georgia e il Te
e sul tetto di un diroccato mungitoio poco distante, dipinto a lettere cubitali bianche
Il viaggiatore potrebbe immaginare che Rock City sia proprio dietro l’angolo, quando invece si trova a una giornata di viaggio, sulla Lookout Mountain, a un tiro di schioppo dal confine, in Georgia, appena a sudovest di Chattanooga, nel Te
Lookout Mountain non è una grande montagna, somiglia piuttosto a una collina imponente. I chickamauga, un ramo dei cherokee, vivevano qui, quando arrivarono gli uomini bianchi; chiamavano la montagna Chattanoogee, che significa la montagna che finisce a punta.
Negli a
Perché chi controllava la Lookout Mountain controllava la terra, o così voleva la leggenda. Era un luogo sacro, dopotutto, e sopraelevato. Durante la Guerra Civile, la guerra tra gli stati, vi si combatté una battaglia importante proprio il primo giorno: la Battaglia sopra le nuvole. L’esercito dell’Unione fece l’impossibile e senza aver nemmeno ricevuto l’ordine scalò il Missionary Ridge e lo conquistò. I nordisti presero la montagna e il Nord vinse la guerra.
Vi sono grotte e gallerie, in alcuni casi molto antiche, sotto la montagna. Adesso sono quasi tutte chiuse, anche se tempo fa un imprenditore della zona fece fare degli scavi per trovare la cascata sotterranea che chiamò Ruby Falls. La si può raggiungere con un ascensore. È una meta turistica, anche se il posto che attrae più gente qui è Rock City, proprio sulla vetta.
Rock City si sviluppa come un giardino ornamentale sul fianco di una montagna: per visitarla si imbocca un sentiero che passa attraverso, sopra e in mezzo alle rocce. Si può dare il mais ai daini chiusi in un recinto, attraversare una specie di ponte tibetano e, nei rari giorni di sole, quando l’aria è perfettamente limpida, ammirare con un binocolo, per la modica cifra di un quarto di dollaro, il promesso panorama dei sette stati. Da lì il sentiero — discesa in uno strano inferno — conduce milioni e milioni di visitatori ogni a
Arrivarono a Lookout Mountain da ogni punto degli Stati Uniti. Non erano turisti. Arrivarono in automobile, in aeroplano, in autobus e in treno, a piedi. Alcuni di loro ve
Cominciarono a presentarsi nelle prime ore del mattino; al crepuscolo giunse una seconda ondata. Continuarono ad arrivare per giorni. Un malconcio U-Haul scaricò alcune vila e rusalka sfinite dal viaggio, con il trucco sciolto, le calze smagliate, gli occhi pesanti.
In un fitto boschetto alle pendici della montagna un anziano wampyr offrì una Marlboro a una creatura scimmiesca coperta soltanto di un’arruffata peluria arancione, che accettò benevola. Fumarono la sigaretta insieme, in silenzio.
Una Toyota Previa si fermò sul ciglio della strada: ne scesero sette cinesi, tra uomini e do
Un ex attore comico piuttosto famoso, creduto morto negli a
Arrivarono quattro messicani tutti sorridenti, con i capelli neri e unti: si passavano una bottiglia nascosta in un sacchetto di carta marrone che conteneva un miscuglio di cioccolata in polvere, liquore e sangue.
Un uomo di bassa statura con la barba scura e una bombetta sulla testa, i ricciuti payess alle tempie e un lacero scialle di preghiera, giunse a piedi attraverso i campi. Precedeva di qualche metro il suo compagno che era alto il doppio di lui e aveva il colore grigio della buona argilla polacca: la parola incisa sulla sua fronte significava vita.
Continuarono ad arrivare. Si fermò anche un taxi da cui scesero parecchi rakshasa, i demoni del subcontinente indiano. Si misero subito a gironzolare fissando tutti in silenzio fino a quando non trovarono Mama-ji, che a occhi chiusi muoveva le labbra come in preghiera. Era l’unica con qualcosa di familiare, tuttavia, ricordando le antiche battaglie, esitarono ad avvicinarla. Lei accarezzò la collana di teschi intorno al collo e la sua pelle scura a poco a poco diventò nera, nera come il giaietto, lucida come l’ossidiana: aveva tirato le labbra mostrando i denti bianchi e molto aguzzi. Aprì tutti i suoi occhi e accolse i rakshasa come figli.
I temporali scoppiati negli ultimi giorni a nord e a est non avevano allentato la pressione e il senso di disagio che aleggiava nell’aria. I meteorologi locali a