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— Non posso promettere — ha detto A

— Un vero peccato che lei non sia un uomo — ha detto la vecchia signora dopo aver udito la risposta. — Avrebbe potuto esserci un incidente.

— Ma non a una do

— Non ho ancora perso l’intelletto. Conosco il giusto comportamento.

Ettin Per ha detto: — Dobbiamo essere certe che per il momento lei rimanga qui. Se collaborerà, penso che si potrà fare. Insisteremo perché i negoziati vadano avanti con lei.

— Per quanto tempo? — ha domandato A

— Non lo sappiamo — ha risposto Per. — Ma ricordi che la situazione è pericolosa. Se non collaborerà, quasi certamente Nicky morirà. Ettin Gwarha sarà costretto a farsi indietro e l’umanità dovrà trattare con il figlio dei Lugala e la sua repellente madre. Se subentrera

Ho tradotto.

— Nick? — ha detto A

— Come può chiedermi di commentare? Sono in mezzo a tutto questo e sto avendo qualche problema a essere obiettivo.

A

Il generale ha detto: — Le cose potrebbero non essere così cattive come mia zia suggerisce, ma non penso che sara

Gwarha ha sempre un chiaro senso della sua importanza.

— Stiamo chiedendo un a

— E mi state chiedendo di mettermi con voi contro la mia specie — ha commentato A

— Sì — ha detto Ettin Sai.

— Nicky ha quasi certamente ragione — è intervenuto il generale. — Se ci sarà una guerra, saremo costretti a decidere che voi non siete persone. Non avremo scelta. Non possiamo infrangere le regole se siete persone. Ma se le regole le infrangete voi, come sicuramente farete, allora noi saremo distrutti. Non semplicemente il perimetro; noi potremmo resistere; ma non il centro.

— Per sopravvivere, per salvare le nostre case, dovremo combattere come se fossimo… — È passato alla sua lingua e ha pronunciato una parola.

Ho tradotto. — Piccoli vermi. Cimici distruttive.

— Signora, glielo assicuro, vi distruggeremo — ha detto il generale. — Se saremo costretti.

— Qual è l’alternativa? — ha domandato A

Le do

— Deve essere risolto il problema di cosa sono gli umani — ha detto Ettin Per. — E non è un problema per uomini. Non ha

Ettin Petali ha detto: — Porteremo il problema davanti al Weaving, lontano dal figlio di Lugala. Lasceremo che la do

— E porteremo con noi Nicky — ha detto Ettin Sai, in inglese.

— Che cosa? — ho detto io.

E il generale: — Perché?

Ha risposto Ettin Per. — Dobbiamo portarlo via dal perimetro e dagli altri umani. Tu lo capisci, Gwarha. E poi lui è il nostro primo esperto di umanità. Ovviamente, il Weaving vorrà consultarlo. Perciò verrà con noi, e lo terremo d’occhio noi, e nessuno ne sarà sorpreso.

— Volete che traduca questo? — ho chiesto.

— No — ha risposto Ettin Petali. Ha guardato il nipote. — Deve essere fatto. Se venisse deciso che è una persona… non faccio promesse, ma troveremo un modo per rimandarlo indietro.

— E in caso contrario? — ha chiesto Gwarha, con voce aspra.

— Non arriveremo a tanto — ha detto Per.

Probabilmente sarò abbattuto come un cane che ha sviluppato l’abitudine di mordere. Un gradevole pensiero.

— Che cosa succede? — ha domandato A

— Una disputa familiare.

Il generale mi ha guardato. — Nicky…

— Ti viene in mente un’altra strada?

— No.

— Forse è quella migliore. Ti ho detto per a

— Certo che possiamo — ha detto la vecchia signora.

È intervenuta Per. — Chiedi alla do

Ho tradotto.

— Lei che cosa pensa? — ha domandato A

— Lo faccia.

— D’accordo. Ma se le cose si risolvera

Non appena la vecchia signora ha sentito che c’è stato un accordo, si è appoggiata allo schienale ed è parsa diventare più piccola. A un tratto, era un fagotto di ossa coperto di pelo bianco. Lo splendido abito ricamato sembrava grottesco, adesso. Ha chiuso gli occhi e le figlie sono parse preoccupate.

— Madre? — ha detto Per.

— Vuoi fare un so

— Mandate fuori queste persone… se sono persone. Ho fatto il massimo che ho potuto.

Ce ne siamo andati. Vaihar era ancora nel corridoio. Il generale lo ha congedato. Poi Gwarha e io abbiamo accompagnato A

Lei si è fermata sulla porta e ha detto: — È stata una giornata spaventosa.

— Può ringraziare Nicholas — ha detto il generale.

— Parla l’inglese davvero molto bene — ha commentato lei. — Berrò qualcosa e poi farò un so

— Fe-fi — ho detto io.

— Fo-fum — ha ribadito lei ed è entrata.

— Che cos’era? — ha domandato il generale.

— Una storia di bambini, e un modo per ricordarci a vicenda che siamo tutti e due umani.

Siamo tornati indietro, per la stazione. Gli ho parlato della favola di Jack e la pianta di fagiolo.

— Hah — ha detto lui, alla fine. — È interessante notare quanto siete simili a noi, tra

Siamo arrivati alle sue stanze.

— C’è una domanda che voglio farti, Primo Difensore, ma non voglio che senta qualcuno.

— Me la devi fare adesso?

— Quanto tempo abbiamo?

Gli occhi azzurri mi ha

Si è seduto sul divano. Mi sono trovato una confortevole porzione di muro per appoggiarmi e da dove poter osservare la sua espressione.

— Fuori la domanda.

— Non mi risulta che tu abbia mai fatto qualcosa di disonorevole fino a ora. Hai infranto una promessa fatta a me e hai infranto una delle regole della guerra. Vorrei sapere perché.

— È ovvio. Ho pensato che mi avresti tradito. — Il generale ha fatto una pausa, poi ha aggiunto: — E avresti tradito il Popolo.

— Perché hai pensato questo?

— Ha qualche importanza? Avevo ragione.

Ho aspettato. Lui ha abbassato lo sguardo.

— È come se ti mettessi un segno addosso quando ti vergogni o sei imbarazzato. Gwarha.

Lui ha alzato la testa e mi ha guardato. — Continuavo a domandarmi di te e di A

A quel punto è caduta la moneta e ho capito che cosa stava pensando. — Stupido stronzo.

— Continuavo a ricordare a me stesso che eravate umani. — La sua voce era lamentosa.

— Che cosa cercavi quando hai fatto mettere i microfoni nelle nostre stanze? Una prova del tradimento? O la prova che mi infilassi nel letto di A

Lui ha fissato la moquette.