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"Una cosa è andata loro dritta. Ha

"Ha

Aveva preso in mano il bicchiere una seconda volta. Lo roteò e il liquido mandò un bagliore. Come cosa?, si domandò A

— C’è un’altra cosa che dovrebbe sapere sul Popolo. Ero su una nave umana sotto attacco… la Free Market Explorer, quando il Popolo mi catturò; e mi sono trovato su un paio di navi hwarhath in analoga situazione.

"Una volta mi sono trovato su una nave che raggiungeva il punto di trasferimento nello stesso momento di una nave umana. È stata una spiacevole sorpresa per tutti e due, ma più spiacevole per gli umani. L’altra volta, viaggiavo con Ettin Gwarha, e c’è stata una caduta nelle comunicazioni. La nostra piccola nave da trasporto è finita nel mezzo di una battaglia d’addestramento. I hwarhath rendono le loro battaglie d’addestramento le più realistiche possibili. Le munizioni sono vere." Sorrise. "I soldati… molto spesso… muoiono. Forse sono l’unica persona che abbia visto soldati umani e hwarhath in una situazione di combattimento. Sono molto meglio di noi. Per quello che posso dire, l’umanità non è neppure in gara."

Tacque.

— Se la pressione su di loro è così forte, come possiamo fare la pace?

— Parlare con le do

— Sì.

Nick andò alla porta. La porta si aprì. Un paio di soldati aspettavano fuori.

Nick parlò loro in lingua aliena con un tono rapido e tagliente. Uno dei soldati rispose.

Nick si girò a guardare A

— Perché? — C’era paura nella voce di A

— Il generale vuole vederci entrambi. — Nick sorrise. — Dubito che sia qualcosa di importante.

— Dica loro che ho bisogno di un momento. — A

Attraversarono la stazione, i soldati con loro. Nick fece un’altra domanda in lingua aliena e otte

— Ci scortano ma non sa

— Non le sembra un po’ strano? — disse A

Nick si strinse nelle spalle.

Arrivarono a una porta che si aprì. Entrarono in una piccola stanza quadrata con soltanto la moquette. I soldati rimasero nel corridoio. La porta si chiuse e Nicholas si guardò attorno. — Ci siamo — disse, in inglese.

Un’altra porta si aprì. Nick entrò per primo in una seconda stanza. Qui c’erano un tavolo, tre sedie, la solita moquette grigia e un arazzo: un fuoco circondato a distanza da un cerchio di spade.

C’era un alieno, in piedi, dietro il tavolo: Ettin Gwarha. Parlò a Nick in lingua hwarhath. A

Nick rimase senza muoversi fino a quando Ettin Gwarha non ebbe finito, le mani sempre in tasca, la testa leggermente reclinata, in cortese ascolto. — Ha piazzato microfoni nella sua stanza, A

— Lei non è una del Popolo — disse il generale, in inglese.

— Ho pensato di invitarla nelle mie stanze per parlare — disse Nick, la voce calma e piatta. — Pensavo di farla venire con una scusa. Ma ho deciso che le sue erano abbastanza sicure. Gwa Hu le aveva controllate.

— Non avrebbe avuto importanza il luogo in cui avessi deciso di perpetrare il tuo atto di tradimento — disse il generale. — Sarei venuto a saperlo.

— Anche le mie stanze ha

— Sì.

— Per la Divinità, Gwarha, ne abbiamo parlato a

Il generale lo guardò con un’espressione che non aveva niente di amichevole. Nick soste

Ettin Gwarha guardò A

— Uccidila — disse Nick. — Gli incidenti accadono. Hai già cominciato a infrangere le regole. Che cosa rimarrà quando avrai finito. Di te o del Popolo?

Il generale gli rispose in lingua aliena, brevemente e in modo aspro. Nick non disse nulla.

— Lei non ha niente da temere, signora Perez — disse poi, in inglese. — Non penserei mai di fare del male a una do

Nick rise.

Il generale lo fulminò con lo sguardo. — Ti sei distrutto da solo, stupido stronzo, e quasi certamente hai distrutto anche me e qualsiasi altra possibilità che avevamo di ottenere la pace. Come ho potuto fidarmi di te?

Nick gli rispose in lingua hwarhath, rapido e arrabbiato. Si avvicinò al tavolo, togliendosi le mani dalle tasche e appoggiandole al tavolo.

— Taci — disse il generale, in inglese.

Dopodiché Nick si curvò sopra il tavolo. Accadde così in fretta che A

Nick si raddrizzò e si tolse la giacca, poi prese un coltello che si trovava sul tavolo.

— Che cosa vuole fare?

— Legarlo. E consentirle di arrivare alla nave umana. — Nick tagliò a strisce la giacca. — Merda. La corda non sarà un granché. Accidenti a tutti i materiali sintetici.

— Posso fare qualcosa?

— Non mi viene in mente nulla. A meno che non abbia del nastro con sé.

— No.

Nick si accovacciò e infilò un pezzo di quella stoffa nella bocca del generale, poi rovesciò il corpo e legò le mani. — Questi legacci non resistera