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A

Alla fine, disse: — Vi ho parlato della Terra come meglio ho potuto. Vorrei sapere qualcosa del vostro pianeta natale.

Rispose Lugala Minti. — La nostra società è organizzata in modo adeguato, secondo le regole che la Divinità ha dato al Popolo.

Per le do

Ettin Per aggrottò la fronte e parlò, la voce tuonante.

Ama Tsai Indil tradusse. — La do

Lugala Minti sembrava irritata.

Tsai Ama Ul si sporse in avanti e parlò.

— Ci sono molte cose che non si possono dire, secondo la do

"La do

"All’inizio non esisteva nulla tra

Che cosa?

— Poi la Divinità prese il corpo del mostro e creò il mondo, Le alte montagne sono ciò che rimane del dorso corazzato della creatura. Le pianure e le valli sono l’interno del suo ventre. I denti del mostro dive

"Quando ebbe finito di creare il mondo, la Divinità prese le uova del mostro e le trasformò in creature viventi. Le uova dell’ovaia destra dive

Ci fu silenzio. Le do

A

Tsai Ama Ul parlò e Ama Tsai Indil tradusse.

— Come ha detto la do

Che cosa diceva dunque del Popolo la leggenda? Che il mondo era nato da violenza e morte. La Divinità era ambigua. Il sole… la luce del mondo… era la feroce mente di un mostro.

Quella non era una bella specie.

L’incontro ebbe termine. A

— Un minuto soltanto. — A

Ne porse uno a Nicholas e si sedette di fronte a lui, bevendo un sorso prima di dirgli dell’incontro. Era stanca di diffidenze, e poi lui avrebbe certamente saputo dal generale, e il generale dalle zie, di com’era andata.

— Mi sono sentita defraudata — disse, quando ebbe finito. — Ho parlato loro della Terra e che cosa ho ricevuto in cambio? Una stucchevole leggenda.

— Una leggenda interessante e che io non conosco. Ma Tsai Ama Ul è una fonte di informazioni. — Nicholas fissò la parete opposta. — Violenza e procreazione. Mi domando di chi stesse parlando? Delle do

— Davvero?

Lui a

— È venuto per sapere com’è andato l’incontro.

— Naturalmente. Le ho detto che non posso mai considerarmi davvero solo e adesso sono seriamente arrabbiato con i Lugala. Non lascerò che mi mettano da parte.

A

22

Il generale non era nel suo ufficio, perciò ho aspettato, guardando l’intricata giungla che riempiva una delle pareti della stanza. Cose volanti sfrecciavano tra le ombre. Animali come grosse cimici strisciavano sui tronchi degli alberi. Conoscevo il posto: un inferno che il Popolo era finalmente riuscito ad abbandonare sebbene odiasse… odiare è la parola giusta… perfino ammettere d’esservi stato sconfitto. Ettin Gwarha c’era stato per trattare la ritirata non con gli indigeni… il Popolo non era mai stato in grado di stabilire dei contatti con loro… ma con vari ufficiali anziani frustrati che se la prendevano l’uno con l’altro.

Durante quei negoziati, un giorno che ero particolarmente nervoso, ero andato a fare quattro passi ai margini del nostro accampamento e avevo incontrato una delle formidabili armi biologiche che gli indigeni avevano creato o che erano già lì. La cosa mi aveva quasi ucciso.

Perché il generale stava guardando uno dei più grandi fallimenti della sua specie? Sebbene si fosse comportato bene su quel pianeta. I vari ufficiali anziani erano stati convinti a collaborare. La ritirata aveva avuto luogo con ordine. Il generale aveva ottenuto una promozione e io ero diventato più attento a quello che toccavo.

La porta si è aperta. Ho guardato il generale poi di nuovo la giungla.

— Quasi certamente non erano intelligenti — ha detto lui.

— Quali specie?

— Tutte. Quella che pensavamo fosse collaborazione era simbiosi. — Si è girato per mettersi davanti a quella giungla color porpora. Qualcosa con molte zampe stava strisciando sul terreno. A occhio e croce, era lunga un paio di metri. — Pensavo, forse non è possibile combattere con un’altra specie, certamente non con qualcosa come le creature del pianeta. Si possono uccidere come animali. E perché preoccuparsene? Non c’era nulla sul pianeta di cui avessimo potuto aver bisogno, tra