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— Perché lo fa? — domandò A

Lui rise. — A

8

Il giorno dopo, Nicholas fece la sua comparsa ai negoziati. A

Quando tutti si furono seduti, Nicholas si presentò. — Penso di avere incontrato la maggior parte di voi durante gli ultimi negoziati.

Charlie disse sì e poi porse le scuse per la sfortunata piega che gli eventi avevano preso eccetera eccetera.

Nicholas ascoltò e tradusse. I hwarhath si agitarono un po’, poi Ettin Gwarha parlò.

— Le vostre scuse non sono necessarie — tradusse ancora Nicholas. — Sono state presentate e accettate prima che il Popolo acconsentisse agli attuali negoziati.

Charlie aprì la bocca, poi la richiuse. Chiaramente le scuse erano state presentate direttamente a Nicholas. E i hwarhath stavano facendo finta che Nicholas non ci fosse. O che non esistesse come entità separata? A

Un altro gioco che per lei non aveva senso.

Non accadde nient’altro. I negoziatori discutevano della possibilità di scambiare prigionieri, sebbene nessuna delle due parti ammettesse formalmente di averne. Il generale continuò a fingere di non conoscere l’inglese. Qual era lo scopo? Forse gli dava il tempo di riflettere sull’argomento in discussione. Nicholas tradusse con voce calma e quasi priva d’espressione, niente di simile alla sua solita voce, una voce cantilenante, con ritmi che cambiavano spesso, che imitava, ironizzava.

A

Nel pomeriggio, Hai Atala Vaihar la scortò negli alloggi delle do

Era basato sul romanzo cinese Monkey. Il giocatore (scelse la versione per un giocatore soltanto) era il personaggio principale del libro: una scimmia magica che scatenava l’inferno in Cielo, rubando le pesche dell’immortalità e mettendo in imbarazzo gli dei cinesi.

Come punizione, la scimmia era stata imprigionata sotto una montagna. Per liberarsi e guadagnarsi la redenzione, doveva scortare il monaco buddista Tripitaka in India e ritorno perché Tripitaka potesse portare i Tre Canestri delle Sacre Scritture buddiste al popolo cinese e quindi salvarlo dall’avidità, dalla lussuria e dalla violenza.

Il viaggio in India era pieno di pericoli (ovviamente) e A

Alla fine, se fosse riuscita ad arrivare in fondo al gioco e a consegnare i canestri con le Scritture, A

I suoi giorni assunsero la conformazione di una routine. Al mattino osservava gli umani e i hwarhath ai negoziati. Il pomeriggio parlava con i colleghi. A volte rimaneva negli alloggi degli umani fino a sera. Spesso tornava alle sue stanze e leggeva o giocava a Monkey.

Le do

Apprese tutto questo dalla sua scorta ma non riuscì a scoprire nulla su che cosa quella gente stesse facendo o avesse intenzione di fare. Eh Matsehar le disse di non sapere, e Hai Atala Vaihar disse che non spettava a lui fare ipotesi su ciò che poteva passare per la mente di do

A

Non che avesse alcuna ragione di credere che ci fosse qualcosa di sbagliato con i Lugala, tra

I giorni in cui Vaihar la scortava, lui e A

— Oh, sì — disse Vaihar. — Ho già imparato qualcosa in proposito, sebbene non possa dire di aver capito. Perché si dovrebbe voler schiavizzare… è la parola giusta, vero? …do

Come sempre quando parlava con i hwarhath, A

I giorni in cui le fece da scorta Matsehar, parlavano di teatro. O, piuttosto, Matsehar parlava e A

A

— Mi chiedo che cosa possa mai vedere in quella palla di pelo — disse Matsehar.

— Che cosa?

— Lo sciocco di neve. Lo scemo. Il buffone.

— Chi è?

— Il campione in carica di hanatsin in questa stazione. È il suo unico obiettivo acquisito, a meno che lei non consideri obiettivo acquisito avere un buon corpo.

A

— Non so cosa Nicky stia progettando, sebbene pratichi hanatsin e sia anche bravo, tanto da aver bisogno di un buon avversario. — Matsehar fece una pausa. — Ma non è bravo abbastanza da desiderare quell’avversario. Kirin… aspetti, so che c’è una frase umana… se lo mangerebbe a colazione. La vostra lingua ha un notevole numero di discorsi figurati sul mangiare. A volte, mi fa venire la nausea, sebbene non sia peggio dell’eterosessualità.