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A

— Conosco Nicholas da quasi vent’a

— L’avete captato.

Lui rimase per un momento silenzioso. — Non direttamente e non subito. L’abbiamo scoperto questa mattina, quando stavamo interrogando i suoi… qual è la parola? Compagni? Compatrioti? Colleghi di lavoro? Avevamo già agito, signora. Il suo messaggio è stato intelligente e… credo… coraggioso. Non necessario.

— Allora perché avete chiesto di me, se non eravate a conoscenza del messaggio?

— Lei è una do

Lui posò qualunque fosse la cosa con cui stava giocherellando e si appoggiò allo schienale della sedia. — Non intendo essere ingiurioso, ma perché la vostra specie dà potere a degli idioti? E questi prodotti di un’inseminazione mal riuscita come ha

— Li avevo avvertiti che non avrebbe retto.

Lui aggrottò la fronte. — Non capisco.

— Li avevo avvertiti che la storia non era plausibile.

— Aveva ragione. Naturalmente, abbiamo finto di credere alla storia. Abbiamo dovuto farlo, finché non siamo riusciti a tornare alla nostra base; e quei pazzi sconsiderati ha

Lei rimase zitta per un po’, cercando di capire esattamente perché aveva agito così. — Nicholas mi piace e non mi piacciono molto quelli della Intelligence militare. Mi ha

Il primo difensore parve pensieroso. Lo era veramente? A

— Vent’a

"Pensi a quanto tempo fa è accaduto! Ora abbiamo droghe che fa

"Allora non li avevamo e non sapevamo molte cose sulla psicologia umana." Lui esitò un istante. "Usammo il dolore. È semplice. È affidabile. È universale."

A

La voce morbida riprese. — Lui rispose molto bene ai metodi che usammo, e ottenemmo molte informazioni. La maggior parte erano nuove e non c’era modo di controllarle. Ma riuscimmo a controllarne alcune e scoprimmo che mentiva. Così dovemmo interrogarlo di nuovo; e quando controllammo le nuove risposte, scoprimmo nuove bugie. Solo dopo molto tempo fummo sicuri d’aver ottenuto la verità; e a un certo punto, ci scoprimmo più interessati a Nick che alle informazioni. Volevamo vedere fin dove sarebbe riuscito ad arrivare e cosa avesse intenzione di provare in seguito. Ci dicemmo che stavamo imparando qualcosa di prezioso sulla psicologia umana. — Tacque, guardando l’oggetto che aveva in mano: la lunga striscia di metallo.

— Alla fine, smettemmo. Credo che avessimo ottenuto quasi tutto quello che aveva da dire, anche se non ne sono interamente sicuro. È il miglior bugiardo che abbia mai conosciuto. Sogna ancora gli interrogatori. A volte, quando si sveglia, non si rende conto di dove si trova. Ha gli occhi aperti ma continua a sognare ed è molto spaventato. Devo… qual è la frase? …parlargli di rimando. Costruire una strada di parole che lo riporti alla realtà.

— Lei continua a parlare come se fosse stato presente quando è accaduto tutto questo.

— Vent’a

A

— Il più delle volte riesco a leggere l’espressione umana — disse il primo difensore. — Lei sembra turbata. Dovrebbe esserlo. Ha interferito in una lotta tra uomini. Facendolo, ha causato un problema e creato un obbligo.

"Il problema è questo: ha messo a repentaglio la sua posizione tra la sua gente. L’ha fatto nel tentativo di aiutare Nick. Ciò crea quello che la sua gente, che sembra non pensare ad altro che alla procreazione e alle attività del mercato, definirebbe un debito. La mia gente lo chiamerebbe…" Fece una pausa, gli occhi azzurri distaccati. Strano che lei potesse dirlo quando quelle lunghe pupille misteriose non la guardavano. "…un obbligo reciproco. Può andare bene come traduzione. O forse dovrei dire che la sua azione può aver creato un obbligo.

"Lei ha agito, a quanto mi sembra, per onore e compassione ma il suo gesto non era necessario ed è stato inadeguato. Il fatto che il suo gesto non fosse necessario lo rende insignificante? Ciò che ha fatto era contrario alla volontà della Divinità e a ogni buonsenso. Ma lei non lo sapeva. Come posso giudicare il comportamento di un alieno, di una persona che proviene da una cultura che non sembra avere la minima idea di ciò che è decente?"

Tacque e respirò, sibilando leggermente. — Ha importanza l’intenzione o soltanto l’azione? Ha importanza l’azione o solo il risultato? Assomiglia alla situazione di un poema epico. Giusto e sbagliato sono così intrecciati che non c’è modo di dividerne i capi. Lei tira un filo chiaro e scopre d’aver estratto qualcosa di scuro. — Fece una pausa e aggiunse: — Non so con certezza se le devo qualcosa.

Dopo un momento, A

— Non mi aspettavo che un umano fosse in grado di darmi dei consigli su una questione di etica. — Lui guardò al di là di A