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"Ma la mediatrice impara a rivoltare le idee. Sa come scoprire i punti deboli e i piccoli fori nei quali si sono insinuati gli insetti. Getta via tutte le idee cattive. Ciò che rimane è il vero motivo della controversia. Una volta che lo sa, può incominciare ad appianare la lite."

Fece una breve pausa. Inahooli aprì la bocca per parlare, ma lui alzò la mano, tenendola piatta e con il palmo in avanti. Il gesto significava "ferma" o "aspetta". Era identico al gesto umano.

— Qualche volta la mediatrice non riesce a trovare un buon motivo per la disputa. Allora fa altre indagini. C’è una vicina malvagia che sta raccontando bugie o riferendo storie? Le do

Inahooli si accigliò. — Stai parlando troppo e mi confondi. Era tutto semplice e chiaro prima che arrivaste voi.

L’oracolo guardò Derek. — Ho pensato che forse questo stesse succedendo a causa del braccialetto. Ma l’ho restituito e ho eseguito una cerimonia di propiziazione.

Afferrai il braccio di Derek e gli tirai su la manica della camicia. Lui si liberò con uno strattone. Troppo tardi. Il polsino era aperto e l’oggetto che portava al polso ben visibile. Era il braccialetto, naturalmente. La luce del sole vi si rifletteva sopra e il metallo luccicava.

— Ti ha osservato la notte scorsa — dissi all’oracolo. — Ha visto dove hai gettato il braccialetto. Questa mattina è andato a nuotare. Derek non rinuncia mai. È per questo che ha un incarico fisso.

— Che cosa? — chiese l’oracolo.

— È difficile da spiegare.

Derek si tolse il braccialetto. — Okay. Hai vinto, Lixia. — Gettò il braccialetto all’oracolo. — Liberatene. Lixia può tenermi d’occhio per assicurarsi che non ti osservo.

— Che cos’è tutta questa storia? — s’intromise Inahooli.

La Voce della Cascata rispose. — Costui — fece un ce

— Appartiene all’Imbroglione. — La do

— Vedi? — disse l’oracolo. — C’è sempre un buon motivo per tutto. Questo — sollevò il braccialetto — è il motivo della nostra controversia.

— Tu ci credi? — domandò Derek alla do

Lei aggrottò la fronte. — No. L’Imbroglione è adirato con te. Ma sono io quella colpita dalla malasorte. Non mi sembra giusto. — Chiuse gli occhi e serrò le labbra. Restammo tutti in attesa. Dopo un minuto aprì gli occhi. — Il Clan dell’Uccello Terrestre!

— Che cosa? — domandò Derek.

— La loro cerimonia viene subito dopo la nostra, e noi le mettiamo sempre in ombra. La nostra torre è sempre più alta e più bella. Le nostre danzatrici e narratrici sono più abili. So che sono invidiose, e la nuova sciamana è nata nel loro clan, sebbene ora, naturalmente, appartenga al Clan della Prima Maga. Ma una do

— E il braccialetto? — disse l’oracolo.

— Quello provocherà certamente sventura, ma non a me. No, tutto questo è opera del Clan dell’Uccello Terrestre. — Tacque, evidentemente rimuginando.

— Hai detto che l’uccello terrestre rubò il fuoco dal cielo.

Inahooli mi guardò, poi fece il gesto dell’approvazione.

— Hai visto la luna la notte scorsa? Era in fiamme. Questo potrebbe avere qualcosa a che fare con quanto sta accadendo qui? Potrebbe essere un presagio? Un segno di magia?

— No. — Esitò. — Sì. Può darsi. Non sono mai stata brava con i presagi. Deve spiegarli qualcun altro. Io non capisco mai che cosa significhino. Ora devo tornare alla torre. Se la sciamana sta cercando di farmi impazzire, devo fare di tutto per comportarmi in modo normale. Devo tornare a comportarmi nel modo consueto. Devo fare quello che si aspettano da me. — Si chinò e tirò la stoffa che le teneva legati i piedi. — Aiutatemi! Non posso restare qui. Chissà che cosa sta succedendo alla torre?

L’oracolo la liberò. Lei si sollevò sulle ginocchia, poi cercò di alzarsi su un piede, ma non ci riuscì. — Le mie caviglie non funzionano.

— Al diavolo — imprecò Derek. Afferrò la do

— No.

Derek la cinse con un braccio. — Appoggiati a me. Prova a camminare.

La do

— Okay. Continua a muoverti.

Camminarono avanti e indietro. Io stavo a guardare e cercavo di capire che cosa fosse successo. Di che cosa avevamo parlato? Che cosa era stato risolto?

Dopo un po’ Inahooli riuscì a camminare da sola. Fece il gesto che significava che era a posto e poi il gesto che esprimeva gratitudine. — Adesso me ne vado. La torre dev’essere protetta. E se volete accettare il mio consiglio, sbarazzatevi del braccialetto. Restituitelo all’Imbroglione, altrimenti vi causerà un sacco di problemi. — Spinse in acqua una delle canoe, vi saltò dentro e incominciò a pagaiare. Nel giro di uno e due minuti era sparita, nascosta dai ca

— Vado a nascondere il braccialetto — disse l’oracolo. — Lixia, tu tieni d’occhio quell’uomo. Non ci si può fidare di lui. — Si allontanò.

Guardai Derek.

Lui sorrise e si strinse nelle spalle. — A quanto pare mi sto facendo una pessima reputazione.

— Uhu. E te la meriti. Ho sempre sentito dire che eri un ricercatore di prim’ordine nella raccolta diretta di dati. Be’, se questo è un esempio…

Derek incominciava ad accigliarsi, aggrottando le folte sopracciglia bionde.

— Hai ostacolato una cerimonia. Hai rubato un oggetto magico o, per lo meno, appartenente a un essere magico. Sei fuori di se

— Non l’avrebbe mai scoperto se non fosse stato per te. Hai deciso che era venuto il momento di una grande rivelazione.

Riflettei un momento. — Questo è abbastanza vero.

— Dovrei essere in collera con te, Lixia. Ho perso un manufatto di valore e mi ci vorrà un sacco di tempo per convincere l’oracolo che, di solito, non sono un ladro. Bene… — Fece il gesto che significava "così sia". — Gli parlerò finché non l’avrò convinto. Non sono il tipo che nutre rancore. Così che ne dici di dimenticare questa faccenda?

Risi. Quell’uomo era straordinario. Dopo tutto quello che aveva fatto, era disposto a perdonare me. — Okay. Vuoi sancire la pace con una stretta di mano? — Tesi la mano. Ce la stringemmo.

— Mi sta venendo fame — disse Derek. — Che ne dici di controllare le trappole per i pesci?

Feci il gesto dell’approvazione. Entrammo nell’acqua. Le trappole erano vuote, ma qualcosa vi aveva fatto una visita perché l’esca era sparita.

— Da