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— Faresti meglio a ficcare il grugno in un nido di vespe, invece di darmi della spia! — rispose Nikabrik. — Rimangiati quello che hai detto, altrimenti…
— Volete smetterla, voi due? — disse re Caspian. — Vorrei sapere da Nikabrik cosa dovremmo fare, secondo lui. Ma prima ancora, vorrei sapere chi sono i due estranei che ha portato al gran consiglio, e che sta
— Sono amici miei — ribatté Nikabrik. — Del resto, dovreste ricordare che voi stesso siete qui solo perché amico di Briscola e del tasso. Inoltre dovreste spiegarmi cosa ci fa quel vecchio rimbambito vestito di nero. Non è un vostro compare? Perché dovrei essere l’unico a non portare amici?
— Guarda che Sua Maestà è il re a cui hai giurato fedeltà — gli ricordò Tartufello in tono severo.
— Voi e la mania del cerimoniale! Ma qui dentro bisogna dire le cose come sta
— Ma forse — interve
— Molto onorevole dottore — rispose una voce flebile e piagnucolosa — sono solo una povera do
— Tutto questo è molto interessante e… ehm, soddisfacente — disse il dottor Cornelius. — Credo di aver capito chi siete, signora. Ma forse, Nikabrik, anche l’altro amico vuole presentarsi.
Rispose una voce tetra e soffocata che fece rabbrividire Peter.
— Io sono la fame, io sono la sete. Se mordo qualcuno posso tenere la presa fino a morire, e anche da morto dovra
— È alla presenza di questi due che vuoi spiegarci il tuo piano? — chiese Caspian.
— Sì — rispose Nikabrik. — E conto di portarlo a termine con il loro aiuto.
Per un minuto o due Briscola e i ragazzi sentirono Caspian parlare con i suoi a bassa voce, quindi non capirono quello che diceva. Poi il principe alzò la voce.
— Bene, Nikabrik, sentiamo il piano.
Seguì una pausa così lunga che i due ragazzi si chiesero se Nikabrik avesse ancora intenzione di parlare. Quando cominciò sussurrava appena, come se lui stesso temesse quello che stava per dire.
— Partiamo dal fatto che nessuno conosce la verità sull’antica Narnia. Lo stesso Briscola non crede a quelle storie, ma nonostante questo io per primo ho voluto tentare. Abbiamo suonato il corno e non abbiamo ottenuto risultati. Se mai sono esistiti un Re supremo di nome Peter, la regina Susan, re Edmund e la regina Lucy… be’, si vede che non ci ha
— Oppure che sta
— Puoi continuare con questa nenia fino a che Miraz non ci avrà dato in pasto ai cani — rispose Nikabrik. — Dunque, come ho detto, abbiamo provato con le vecchie leggende ma non ha funzionato. E va bene. Ma quando si rompe la spada afferri il pugnale. Le leggende di Narnia acce
— Se alludi ad Aslan — rispose Tartufello — chiamare i re o chiamare lui è la stessa cosa. I re erano suoi servitori. Se non ce li ha ancora mandati, il che a mio avviso avverrà, come puoi pretendere che arrivi il leone in persona?
— Su questo hai ragione: i re e Aslan sono la stessa cosa. Ora, questo significa che Aslan è morto o che non sta più dalla nostra parte. Ma esiste la possibilità che qualcosa di molto più potente lo trattenga. E anche se dovesse venire, chi dice che voglia proteggerci? Da quanto si racconta, non fu amico generoso dei nani e neppure di tutti gli animali. Chiedetelo ai lupi. Ho sentito dire che è venuto a Narnia una volta soltanto e non si è neppure trattenuto a lungo. Potete scordarvelo, Aslan. Io pensavo a qualcun altro.
Nessuno rispose, e per qualche minuto scese un silenzio così profondo che Edmund poté sentire il respiro affa
— Che vuoi dire? — interve
— Alludo a un potere tanto più grande di Aslan che per a
— La Strega Bianca! — gridarono tre voci in coro, e dal rumore che seguì Peter dedusse che dovevano essere balzati in piedi.
— Sì — rispose Nikabrik, parlando piano ma con voce udibile. — Sì, proprio la strega. Ma vi prego, sedetevi. Non spaventatevi davanti a un nome come se foste dei mocciosi. Noi vogliamo il potere e vogliamo un potere che sia al nostro fianco. E a proposito di potere, non narra la leggenda che la strega sconfisse Aslan e dopo averlo catturato lo uccise sulla pietra che sta laggiù, dietro quella luce?
— Sì, ma si dice anche che Aslan sia risorto — rispose il tasso bruscamente.
— E va bene, ma da allora non si raccontano più sue imprese. È semplicemente scomparso, si è volatilizzato dalle leggende. Se fosse tornato in vita non sarebbe così, vi pare? Non credete che le storie non parlino più di lui semplicemente perché non c’è niente da dire?
— Egli nominò i re e le regine — disse Caspian.
— Uno che ha appena vinto una grande battaglia può proclamarsi re anche senza l’aiuto di un leone ammaestrato! — esclamò Nikabrik.
Si sentì una specie di ringhio: quasi certamente era stato Tartufello.
— E in ogni caso! — proseguì Nikabrik. — È venuto qualcosa di buono dai re e dai loro regni? Crollarono, sparirono. Ma con la strega le cose sono andate diversamente. Si dice che abbia regnato per centinaia di a
— Cielo e terra!- esclamò il re. — Non ci ha
— Forse — rispose Nikabrik, gelido — questo valeva per voi esseri umani, sempre che ce ne fossero a quei tempi. O valeva per gli animali… Sì, è vero, ha a
— Ma avete scelto di unirvi a noi — protestò Tartufello.
— Certo, e si è visto come è stato proficuo per il mio popolo — lo investì Nikabrik. — Chi è stato spedito a combattere nelle sortite più pericolose? I nani. Chi ha avuto le razioni ridotte, quando le provviste ha
— Bugie, tutte bugie — gridò il tasso.
— È così — proseguì Nikabrik, gridando come un ossesso. — E visto che voi non sapete difendere il mio popolo, andrò a cercare qualcuno che sappia farlo.
— Nano, è tradimento il tuo? — chiese Caspian.
— Rimetti la spada nel fodero, Caspian — ribatté Nikabrik. — Vuoi farmi fuori qui, durante il consiglio? È questo il tuo sporco gioco, vero? Non ti conviene. Credi che abbia paura di te? Attento, tre sono dalla mia parte e tre dalla tua.
— Fatti avanti, allora — gridò Tartufello.
— Basta, basta, smettetela — esclamò infine il dottor Cornelius. — State correndo un po’ troppo, mi sembra. La strega è morta, o così raccontano le leggende. Nikabrik, dici che vuoi chiamarla: che significa?