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Impossibile.

Aspettò finché la sua erezione non fosse scemata prima di alzarsi e stiracchiarsi con elaborata noncuranza. — Bene, ci sono delle persone che mi sta

— Stai attento, Jackson — disse Theresa come faceva sempre, come se potessero esistere pericoli all’interno dell’Enclave di Manhattan Est, protetta da uno scudo a energia-Y dalle indesiderate intemperie. Theresa non lasciava l’appartamento da oltre un a

— Sì, stai attento, Jack — scimmiottò Cazie teneramente, e lui sentì il cuore saltare un battito quando gli sembrò di avvertire del rammarico mischiato con la tenerezza. Quando si voltò, tuttavia, lei stava facendo di nuovo le moine all’uccellino di Theresa e non lo guardò nemmeno.

C’era l’indomani.

Maledetto domani. Si trattava di un viaggio di affari, per scoprire che cosa non andasse nello stabilimento di Willoughby. Lui possedeva quella maledetta compagnia, quanto meno un terzo, e avrebbe dovuto controllare meglio i tabulati della ditta, dare ordini alle Intelligenze Artificiali che la gestivano, collegarsi con il capo tecnico della TenTech, verificare l’andamento dei problemi. Doveva essere più responsabile dei soldi suoi e di Theresa. Doveva…

Avrebbe dovuto fare un sacco di cose.

Uscì nella fredda notte di novembre, che sotto la cupola sembrava una calda notte di settembre, e cercò di pensare a un posto che non fosse casa sua in cui avrebbe potuto effettivamente cenare.

2

Lizzie Francy si fermò sull’erba irregolare del campo buio in Pe

— Non andare oltre — avvertì Lizzie. — Lo scudo di sicurezza inizia un metro e mezzo più avanti. Vedi la differenza sull’erba?

— Certo che no, non riesco a vedere "niente" — rispose Vicki. — Tu come fai?

— Sono venuta qui alla luce del giorno — disse Lizzie. — Dobbiamo spostarci, un po’ a sinistra, ho lasciato un segno. Stai tremando, Vicki. Hai freddo?

— Sto gelando. Stiamo gelando tutti. È lo scopo di questa incursione notturna illegale, no? Dio, devo essere impazzita per fare una cosa simile… Quanto più a sinistra?

— Proprio qui. Non ti avvicinare oltre, i sensori a infrarossi ci captera

— Non me, sono troppo fredda. Mi scambierebbero per una roccia. No, non voglio la tua mantella, ne hai bisogno.

— Io non ho freddo — ribatté Lizzie. Aprì un sacco di iuta e cominciò a tirare fuori roba.

— È l’esplosione dei tuoi ormoni. I piccoli coni a energia-Y della gravidanza. Va bene, prenderò la mantella. Come mai la tua pelle non consuma i vestiti in fretta come la mia? O è soltanto un’impressione? Lizzie, piccola, non eccitarti troppo. Non funzionerà. Nessuno, per quanto sia un bravo pirata informatico, può entrare in una fabbrica di coni a energia-Y.

— Io sì — rispose Lizzie.

Sogghignò in direzione di Vicki, Vicki non capiva. Vicki era intelligente, era colta, era un Mulo, quelli che prima gestivano il mondo. Vicki aveva regalato a Lizzie il primo terminale e le aveva insegnato a usarlo. Lizzie doveva tutto a Vicki. Ma Vicki "non sapeva". Vicki era vecchia, forse aveva quasi quarant’a

Le due do

— Chi sarebbe Jackson Aranow?

— Il proprietario della fabbrica che stai per derubare. Quanto meno lo è la sua famiglia. Io dico sempre, conosci i tuoi ignari e involontari benefattori. Gli Aranow sono una vecchia stirpe di conservatori, altezzosi e noiosi. Ricchi quanto il Rifugio.

Lizzie sollevò lo sguardo dagli schemi di decodifica sullo schermo. — Davvero?

— No, ovviamente non proprio. Dio, non prendere sempre tutto così alla lettera. Nessuno è ricco come il Rifugio.

— D’accordo, siamo pronti — disse Lizzie. Sogghignò, un lampo di denti bianchi nell’oscurità. — Hai il tuo sacco? Ricorda che lo scudo si abbasserà soltanto per dieci secondi prima che il sistema si riprogrammi. Sei armata?

— Se è questo, essere "armati" — commentò Vicki, sollevando il tubo di metallo nella mano destra. — Dovevi proprio farlo così pesante? Se devo morire, preferisco farlo un po’ più leggera.

— Non morirai. E sei quasi completamente nuda, non ti sembra di essere abbastanza leggera? — Lizzie scoppiò a ridere, un profondo ghigno impudente, e le sue dita presero a volare sopra la tastiera. — Va bene… "ora"!

Un raggio laser trafisse l’oscurità, diritto e inflessibile come un bastone di filamenti in diamante. Sfrecciò attraverso lo scudo invisibile a energia verso un punto preciso, virtualmente indistinguibile, posto in alto, sull’edificio. Lo seguì un secondo raggio. Molti siti di dati, eccitate le loro molecole bioelettriche dalla prima scarica del laser, assorbirono l’energia aggiuntiva della seconda in una diversa zona dello spettro. L’energia assorbita attivò una reazione ramificata, un’architettura sequenziale a un fotone. Una serie di chiavi a lunghezza d’onda si inserirono, attraverso l’oscurità, in una serratura cromoforica autoriparante costituita da proteine batteriche. La notte si riempì di informazioni invisibili, alcune inviate a nuovi siti di ricezione, a ulteriori relais, a terminali posti in altri stati. Lizzie non poteva farci nulla: i sistemi di sicurezza, per loro natura, allertavano altri sistemi. Tuttavia, l’aria sfrigolò brevemente e lo scudo di sicurezza a energia-Y si dissolse.

Nel giro di dieci secondi si era già resettato con altri codici, altri schemi. Lizzie e Vicki, portando i loro sacchi, avevano già attraversato l’erba alta, sfruttando l’interruzione nel campo energetico.

Avve

Il primo robot della sicurezza passò accanto alle due do

— "Sbrigati!" — la incalzò Lizzie. Disattivò un secondo robot della sicurezza e corse verso le porte dello stabilimento.

Ovviamente si erano bloccate quando lo scudo a energia-Y si era abbassato. Lizzie digitò qualcosa sui terminali a codici di sovrapposizione manuali e tratte