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Lizzie scandì chiaramente: — Per Shockey Toor.

— Un voto per Shockey Toor. Ufficialmente registrato.

— L’ho fatto! — sospirò Lizzie con un sospiro. — Vicki, adesso tu.

Vicki votò. Jackson, non iscritto alla lista dei votanti della Contea di Willoughby sentì il petto serrarsi. Lizzie avrebbe avuto la sua vittoria, ma era l’unica che avrebbero ottenuto i Vivi. Lei non aveva idea delle forze che la struttura del potere in carica avrebbe messo in gioco appena avesse affrontato seriamente quella minaccia. Guardò i tristi boschi inzuppati di pioggia. Un chipmunk arruffato sfrecciò davanti a loro.

— Svelto! — disse Lizzie. — Richieda un totale aggiornato!

— Lizzie, sono soltanto le nove e tre minuti!

— D’accordo, allora, richiami un canale di notiziari.

Lo fece Vicki. Il Canale 14 si stava interessando della storia. Jackson vide l’immagine di una robocamera del familiare campo di alimentazione della tribù, vuoto. Erano entrati tutti per votare.

Una voce disse: — Qui, nel giorno delle elezioni straordinarie nella Contea di Willoughby in Pe

La robocamera zoomò verso la porta dell’edificio e si regolò per la scarsa luce all’interno. Lenti grandangolari mostrarono il terminale della tribù in un lato del grande spazio comune, appoggiato su una tavola coperta con un telo bianco, rosso e blu. Dall’altra parte c’era la tribù allineata per avanzare, uno alla volta, e votare. Centosessantadue Vivi si trascinavano in avanti, tenendo in braccio bambini, dandosi la mano.

— Ecco la mamma con Dirk! — squittì Lizzie. — E Billy. E Sharon con Callie. Shockey deve avere già votato, voleva andare per primo. — Passò un istante. — Ma perché sono così?

Jackson si sporse in avanti per guardare lo schermo.

Lizzie disse: — Perché sembrano tutti così strani?

La robocamera zoomò in avanti. Sharon Nugent, Franklin Caterino, Norma Kroll, Scott Morrison: un volto dopo l’altro appariva teso, insicuro. Fronti aggrottate, sguardi abbassati, respiro accelerato quando gli occhi si sollevavano verso la telecamera. Sharon stava aggrappata alla madre anziana e poi Sam Webster si avvicinò a tutt’e due.

— Ma che sta succedendo? — gridò Lizzie. — Dov’è Shockey?

La robocamera lo individuò, raggomitolato su una vecchia sedia da giardino, in un angolo buio. Shockey teneva le mani serrate in grembo. Quando alzò gli occhi sui votanti il suo viso si tese. Jackson avrebbe giurato che Shockey stesse tremando.

Qualcuno chiuse di scatto la porta dell’edificio dall’interno.

— In violazione agli accordi presi precedentemente, i Vivi ha

— Spegni. Passa ai totali — disse Vicki.

Erano le 9:17. Jackson trovò la tabella sul canale governativo, un diagramma silenzioso e spoglio:

VOTO POPOLARE

SUPERVISORE DISTRETTUALE CONTEA DI WILLOUGHBY

ELEZIONI STRAORDINARIE

SUSANNAH WELLS LIVINGSTON: 3

DONALD THOMAS SERRANO: 192

SHOCKEY TOOR: 2

Mentre guardavano ve

— Sta

— Abbiamo visto delle persone votare — la corresse Vicki. — Non possiamo sapere realmente per chi.

— Dev’essere un broglio!

Jackson rifletté rapidamente. I risultati non avevano alcun senso. Però Vicki aveva ragione, probabilmente, e il sistema non stava barando: nessuno avrebbe osato tanto. Un sistema truccato contro un candidato Vivo quel giorno poteva essere truccato a sfavore di un candidato Mulo in futuro. I notiziari avrebbero assoldato fantastici pirati informatici per portare a galla l’imbroglio. No. Stava succedendo qualcos’altro. Che cosa? Perché?

— Voli verso casa — ordinò Lizzie. — Forza, in fretta!

Jackson scambiò un’occhiata con Vicki, fece decollare il veicolo e tornò indietro. Durante il breve percorso, videro Donald Thomas Serrano catturare virtualmente ogni voto. Tutti votavano presto, come cittadini seri. Jackson fece atterrare l’aeromobile di fianco ai veicoli della stampa: nessuno lo degnò di attenzione finché non emerse Lizzie. Lei ignorò domande e commenti, correndo verso la porta principale. Jackson e Vicki la seguirono, mostrandosi di pietra.

La porta era bloccata.

Lizzie pronunciò i codici di sovrapposizione e si lanciò all’interno.

— Lizzie! — esclamò A

— Cosa è "successo"? — gridò Lizzie. — Shockey sta perdendo! Nessuno vota per lui!

A

Vicki chiese con voce piatta: — A

A

— Hai votato per Shockey?

Muta, a disagio, A

Lizzie gridò: — Perché no? — Intanto Dirk continuava a piangere ogni volta che sollevava la testa dalla spalla della no

A

Jackson restò immobile. I modi di A

"Theresa." Erano tutti… Billy, A

Perfino Shockey. Accucciato sulla sedia da giardino, nervoso e impaurito, fino al giorno prima ammalato di spavalda i

La ragazzina che sniffava dall’inalatore.

— Uscite — disse in fretta a Vicki e Lizzie. — Adesso. Uscite dall’edificio all’istante. Vicki, porta A

Vicki apparve sbalordita ma non protestò forse per il tono che aveva usato; afferrò A

— Forza — incoraggiò Jackson, afferrando l’altro braccio di A

Lizzie chiedeva: — Cosa? Cosa succede? — ma li seguì.

Una volta fuori, Dirk guardò da sopra la spalla di A