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L’ascensore si fermò in profondità sotto terra. Si aprì direttamente su una sala conferenze tutta scintillanti pareti bianche nano-costruite e fragrante odore di caffè forte. Le porte conducevano, presumibilmente, ai laboratori e agli appartamenti. Sulla lucida tavola in teak circondata da comode sedie c’era un servizio da caffè in argento. Altre sedie erano allineate contro le pareti. Un tavolinetto sorreggeva un olopalco.
Je
Qualsiasi altra do
Will e i berberi si sedettero attorno alla tavola di teak lucido. Gu
— Caffè? — chiese Karim.
— Sì, grazie — rispose Will. — Dov’è il dottor Strukov?
— Si unirà a noi fra pochi minuti. Siamo arrivati un po’ in anticipo.
Il caffè aveva un aspetto scuro, ricco, amaro. Je
Il leggendario genio russo era immenso, chiaramente modificato geneticamente nelle dimensioni. La pelle aveva il caratteristico aspetto salutare di quella di tutti i Cambiati. Le siringhe erano piovute in Ucraina come in ogni altro posto della Terra, ma non si sapeva fino a che punto fossero state usate: non soltanto l’Ucraina aveva serrato tutti i confini, ma vi erano fioriti anche bizzarri culti antitecnologici dopo che le Guerre Nucleari Localizzate avevano rallentato fortemente l’utilizzo della Rete. Quello che non si trovava nella Rete non poteva essere trafugato. Gran parte dell’Europa dell’est e dell’Asia occidentale risultava sconosciuta perfino al Rifugio.
Non Strukov, però. Lui era conosciuto ovunque e altrettanto introvabile.
Era fuggito dall’Ucraina a diciassette a
Nel corso del dece
Strukov sedette a capotavola. Quindi, ignorando volutamente Will, fece ruotare la sedia per fissare direttamente Je
Alla fine Strukov si girò nuovamente verso gli uomini seduti attorno alla tavola. Sorrise debolmente. — Cosa desidera adesso da me il Rifugio? — Il suo inglese aveva un forte accento russo, ma la struttura della frase non era russa: veniva mentalmente tradotta dal francese, immaginò Je
Will apparve meno composto di Strukov. — È già stato informato di quello che vogliamo.
— Vorrei sentire le sue parole.
— Vogliamo che lei riadatti il virus modificato geneticamente che ha già sviluppato — disse Will, un po’ troppo tagliente. — I campioni che abbiamo ricevuto non sono soddisfacenti.
— E come mai il Rifugio, in possesso dei migliori laboratori scientifici del sistema solare, non può modificare personalmente questo virus?
— Ci sono dei motivi per cui preferiamo non farlo — rispose Will.
— Sono in grado di immaginarlo. Il Rifugio è governato da decisioni comuni, non è così? E molti si oppongono al vostro piano, qualunque sia. Molti non ne sara
Will non commentò. Strukov tirò indietro la testa e rise, una risata possente e aspra che riempì la stanza. Karim sorrise. Je
Strukov riprese: — Ventotto a
— No — rispose Will. — Ma ciò che faremo con il virus sono affari nostri. Suo compito, come da accordi, è di fornircelo.
— Andrà tutto liscio come l’olio — assicurò Strukov, godendo chiaramente del modo di dire. Karim rise.
— Forse no — commentò Will. — Lei non conosce ancora le modificazioni che richiederemo.
— Mi consenta, allora, di mostrarle le modificazioni che ho già creato — disse Strukov. — Angelique, commencez. Le programme de démonstrer.
— Oui - rispose il sistema. L’olopalco si animò. Apparve un modello tridimensionale grigio chiaro del cervello umano circondato dal fantasmatico profilo di un cranio. Due aree a forma allungata delle dimensioni dell’unghia del pollice di un neonato, localizzate appena dietro le orecchie, si illuminarono improvvisamente di rosso.
— Le amigdale destra e sinistra — spiegò Strukov. — Si appoggiano sulla parte interna inferiore dei lobi temporali. Le due amigdale sono essenzialmente identiche. Angelique, ga va.
L’amigdala sinistra si allargò improvvisamente, riempiendo l’intero palco e sostituendo il cervello. Dive
Strukov continuò: — Il neurotrasmettitore dominante nelle amigdale è il glutammato. È un aminoacido interessante. Sottili cambiamenti metabolici possono trasformare il glutammato in un’eccitotossina che uccide i neuroni nell’ipotalamo, la parte del cervello che si utilizza nella formazione della memoria. Uno scarso apporto di glutammato può uccidere i neuroni nel cervello e nel midollo spinale. La sovrastimolazione di produzione del glutammato conduce a svariate malattie croniche di tipo degenerativo.
L’espressione di Je
Will lo interruppe: — Ma qualsiasi cambiamento metabolico che producesse tossine sarebbe attaccato dal Depuratore Cellulare. Distruggerebbe le tossine nel momento in cui fossero create. Una sovrapproduzione darebbe come risultato un codice DNA sbagliato che sarebbe corretto dal Depuratore Cellulare non appena identificato.