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— Non lo so. lo ho fame.

A

Non c’era nessuno al caffè, eccetto la dottoressa Turner. Stava seduta a mangiare la colazione e a guardare un canale da Muli sulla Olo-visione. Sembrava stanca.

— In piedi presto — le ho detto. Mi sono preso una tazza di caffè e una ciambella e per Lizzie uova, succo di frutta, latte e un’altra ciambellina. Io o A

— Riuscite davvero a mangiarle, Billy?

— Le uova?

— "Uova". Soia sintetica modellata e colorata, come tutto il resto. Non hai mai assaggiato un vero uovo naturale?

E la cosa strana è stata che proprio nel momento che lei lo ha detto, mi sono ricordato che sapore avevano le uova vere. Fresche di gallina, cotte dalla no

— Guarda lì — ha detto la dottoressa Turner e ho pensato che si riferiva ancora all’uovo ma non era così, guardava verso l’OLO-TV. Un Mulo di bell’aspetto stava seduta davanti a una grossa scrivania di legno, parlando, come fa

"…anche se c’è una possibilità di un disgregatore autoreplicante sfuggito… non verificata… duragem… il governo dovrebbe sottoporci il fatto…"

Ho detto: — Mi sembra sempre la solita vecchia roba.

La dottoressa Turner ha fatto un rumore, lei, in fondo alla gola, un rumore così strano e inaspettato che io ho smesso di mangiare, bloccando la forchetta in sintoplastica a mezza via dalla bocca. Devo avere avuto l’aspetto di un perfetto imbecille. Lei ha ripetuto nuovamente quel rumore e poi si è messa a ridere e poi si è coperta la faccia con una mano e poi si è messa a ridere ancora una volta. Non avevo mai visto un Mulo comportarsi in quel modo prima di allora, mai.

— No, Billy, non è la solita vecchia roba. Decisamente no. Potrebbe però molto facilmente diventare la solita nuova roba, nel qual caso ci dovremmo preoccupare tutti.

— Di che? — Ho cominciato a mangiare più velocemente, io, per portare a Lizzie il cibo ancora caldo. Lizzie aveva fame. Un buon segno.

— Che diavolo è questa merdaccia? — ha chiesto un delinquentello nello stesso istante che è entrato dalla porta del caffè. — Chi ha acceso questo schifo da Muli? — Ha visto la dottoressa Turner, e ha guardato da un’altra parte. Avrei potuto giurare che non voleva averci niente a che fare con lei, il che era parecchio strano: i delinquenti non si tirano mai indietro quando devono dar fastidio a qualcuno, loro. Ho smesso di mangiare, per la seconda volta, e me ne sono restato a occhi sbarrati. Il delinquentello ha detto a voce alta: — Canale 17 — e l’olovisore ha voltato su un qualche canale sportivo, ma il ragazzotto ha continuato a non guardare la dottoressa Turner. Ha preso il cibo dal nastro trasportatore, lui, e si è andato a sedere a un lontano tavolinetto in un angolo.

La dottoressa Turner ha sorriso debolmente: — Ho litigato con lui due sere fa. Si stava facendo un po’ troppo egoista. Non vuole che succeda di nuovo.

— Le ha fatto male, a lei?

— Non come pensi. Forza, andiamo a vedere come sta Lizzie questa mattina.

— Sta abbastanza bene, lei — ho detto, ma la dottoressa Turner si stava già alzando in piedi ed era chiaro che se ne veniva con me. Non riuscivo a pensare a un motivo perché non lo doveva fare, eccetto che io ancora non sapevo quali parole dovevo dire ad A

Lizzie era seduta sul divano e giocava con una bambola. — La mamma è andata a prendere dell’acqua per lavarmi — ha detto. — Ha detto che io ancora non posso andare ai bagni, io. Che cosa mi hai portato da mangiare, Billy?

— Uova, una ciambellina e succo di frutta. Non esagerare, tu.

— Chi è lei? — Gli occhi neri erano di nuovo scintillanti ma il viso di Lizzie appariva magro e tirato. Mi sono spaventato un’altra volta.

— Io sono la dottoressa Turner. Ma mi puoi chiamare Vicki. La notte scorsa ti ho dato una medicina.

Lizzie ha studiato la situazione. Riuscivo a vedere quella piccola e svelta mente lavorare. — Vieni da Albany, tu?

— No, da San Francisco.

— Sull’Oceano Pacifico?

La dottoressa Turner è sembrata sorpresa, lei. — Sì. Come fai a sapere dove è?

— Lizzie va molto a scuola — ho detto io in fretta in caso che A

— Io ho lavorato su tutto il software della scuola media. Non è stato difficile.

— Probabilmente no — ha detto seccamente la dottoressa Turner. — E adesso? Software delle superiori? Con l’indicazione di dove sta l’Oceano Indiano?

Ho detto: — Sua mamma non…

— Non c’è software delle superiori a East Oleanta — ha detto Lizzie — ma io lo so già dove sta l’Oceano Indiano.

— Sua mamma non vuole davvero…

— Mi puoi procurare il software delle superiori? — ha detto Lizzie, con voce bassa ma per niente spaventata, proprio come se era una cosa da tutti i giorni chiedere a un Mulo di fare un lavoro che non è tenuto a fare per noi. O qualsiasi altra cosa. Ultimamente non ero più sicuro io di sapere chi stava studiando e lavorando per chi.

— Forse — ha detto la dottoressa Turner. La sua voce era cambiata e stava fissando molto attentamente Lizzie. — Come ti senti questa mattina?

— Meglio. — Io mi sono accorto però che Lizzie si stava stancando.

Le ho detto: — Adesso mangi e poi ti metti di nuovo giù. Sei stata molto ammalata, tu. Se quella medicina… — La porta si è aperta alle mie spalle ed è entrata A

Io non riuscivo a vederla, però la potevo avvertire. Era calda, morbida e grossa fra le mie braccia. Solo che non sarebbe mai più successo. La dottoressa Turner stava guardando lei, con quello sguardo tagliente da Mulo. Ho stabilizzato la faccia e mi sono voltato. — Buon giorno, A

A

— Adesso sto meglio — ha detto Lizzie imbronciata,

— Adesso sta meglio, lei — ha detto A

— Non ancora — ha detto la dottoressa Turner. — Prima devo parlare con Lizzie.

— Questa è casa mia! — ha esclamato A

Io volevo dire alla dottoressa Turner: "Non è arrabbiata con lei, è confusa per me", ma non c’era modo di dire una cosa simile a un dottore Mulo, vestito con una tuta gialla strappata in un salottino che non è nemmeno tuo e dal quale hai paura di stare per essere cacciato fuori anche tu per avere amato nella maniera sbagliata. Non c’era modo.

Lizzie ha detto: — Ti prego lascia restare Vicki, mamma. Ti prego. Mi sento meglio quando lei è qui.

A