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— Richard?

— Con Ada e il bambino. Stella si stava occupando di loro, quando sono arrivato. Pare che Sean abbia una specie di influenza. Sembri sorpresa che Richard si trovi qui, Leisha.

— Lo sono. — Lei sogghignò improvvisamente. — Hai ragione, Drew, le persone cambiano. Non pensi che sia buffo?

— Non ho mai pensato che tu avessi un gran senso dell’umorismo, Leisha. Con tutte le altre tue magnifiche qualità, non ho mai sospettato che avessi anche questa.

Lei rispose in modo tagliente: — Non cercare di stuzzicarmi, Drew.

— Non lo stavo facendo — la rassicurò Drew, e lei si accorse, dal piccolo sorriso di lui, che parlava sul serio: non aveva mai pensato che lei avesse un gran senso dell’umorismo. Be’, forse il loro concetto di umorismo era molto diverso. Così come molte altre cose.

Entrò Richard, da solo. Fu molto diretto. — Salve, Leisha. Drew. Spero che non ti dispiaccia la visita non a

Leisha terminò la frase per lui. — Che se Najla o Ricky avessero avuto qualcosa da comunicarti lo avrebbero fatto tramite me? Richard, caro. Penso che Kevin sarebbe una scelta più probabile. Il Rifugio ha contatti con lui.

— No. Non userebbero Kevin — rispose Richard, e Leisha non gli chiese come facesse a saperlo. — Leisha, che cosa succederà al Rifugio?

Tutti lo chiedevano a lei. Tutti presumevano che fosse lei l’esperta in politica. Lei che era stata seduta, "imbronciata" aveva detto Susan Melling, per trent’a

Richard non la guardò. — Penso che farebbe saltare per aria il mondo se pensasse che la cosa la facesse sentire finalmente al sicuro.

— Vuoi dire… Sai che cosa stai dicendo, Richard? Che tutta la filosofia politica del Rifugio continua a dipendere dai bisogni personali di una singola persona. Lo credi?

— Lo credo di tutte le filosofie politiche — rispose Richard.

— No — commentò Leisha — non tutte.

— Sì — e non fu Richard a ribattere, ma Drew.

— La Costituzione no — disse Leisha, sorprendendo anche se stessa.

— Staremo a vedere — replicò Drew e lisciò la fine e costosa lana irlandese sopra le gambe avvizzite.

Il Rifugio, privo di giorno e notte, privo di stagioni, aveva sempre mantenuto l’ora standard della costa orientale. Quel fatto, familiare per Je

— Ora — disse Will Sandaleros. — Fuoco.

Nessuno nel Consiglio era seduto: stavano tutti in piedi, con i palmi delle mani appoggiati sul lucido tavolo in metallo o serrati sui fianchi, con gli occhi rivolti agli schermi posti a un’estremità della sala. Je

Robert Dey, settantacinque a

Caroline Renleigh, ventotto a

Cassie Blumenthal, con Je

Paul Aleone, quarantun a

John Wong, quarantacinque a

Charles Stauffer, cinquantré a

Barbara Barcheski, sessantatré a

Dottor Raymond Toliveri, sessantun a

C’erano poi Will Sandaleros, Najla e suo marito Lars Johnson ed Hermione Sharifi. Tutti stavano eretti e fieri, conoscendo fino in fondo le conseguenze di quello che stavano per fare e accettando quelle conseguenze senza cercare di eluderle, senza debolezza, senza crearsi scusanti.