Добавить в цитаты Настройки чтения

Страница 87 из 107

— Voluto — precisò lei prima di riuscire a fermarsi.

Drew le sorrise. — No… potuto. Non importa. Anche se non mi lascerai più metterti in stato di sogno lucido, rappresenti ancora la singola e più importante influenza sul mio lavoro che possa mai avere.

Leisha aprì la bocca per ribattere, al sentimento, all’acuto dolore dietro al sentimento, alla cocciuta ambivalenza dietro tutt’e due le cose, ma prima di riuscire a parlare Drew aggiunse: — Ho portato qualcuno con me per il funerale di Alice.

— Chi?

— Kevin Baker,

L’imbarazzo di Leisha scomparve. Drew poteva ancora confonderla, quel figlio che non aveva partorito e che era divenuto qualcosa che lei non riusciva né ad affrontare né a comprendere, ma Kevin rappresentava un elemento noto. Lo conosceva da sessant’a

— Perché è qui?

— Perché non glielo chiedi direttamente? — replicò brevemente Drew, e Leisha capì che Drew aveva scoperto, da Kevin, dalle banche dati o da qualche altra fonte, tutto ciò che era successo fra lei e l’uomo. Sessant’a

— Dov’è adesso Kevin?

— Nel patio a nord. — Drew aggiunse alle spalle di lei, mentre la do

— Io non sono sicura di quello che tu vuoi — replicò lei, anche se lo sapeva e si rimproverò per la stupida codardia.

Drew fece un gesto di impazienza: quanti a

Quello la colse di sorpresa, quanto meno per metà. Il Rifugio. Era passato oltre un dece

Era ancora un bambino, a dispetto di tutto.

Lei si recò al patio nord. Kevin si trovava lì da solo, esaminando un sasso modellato dal vento del deserto in una forma allungata e affusolata che assomigliava a una lacrima in pietra. Vedendolo, Leisha si rese conto che non provava per lui più di quanto non avesse provato alla vista di Richard. L’età aveva ucciso il corpo di Alice: sembrava avere lavorato, invece, sul cuore di Leisha.

— Salve, Kevin.

Lui si voltò di scatto. - Leisha. Grazie per avermi invitato.

E così Drew gli aveva mentito. Non sembrava importante. — Sei il benvenuto.

— Volevo rendere l’ultimo omaggio ad Alice. — Si mostrava imbarazzato, e alla fine sorrise mestamente. — Gli Inso

— Io ci penso — rispose Leisha. — Vorresti vedere Alice, adesso?

— Dopo. Prima c’è una cosa che voglio dirti e non so se avrò un’altra opportunità. Il funerale è fra un’ora, no?

— Kevin, ascolta. Non voglio che tu ti scusi, mi dia spiegazioni o cerchi di ricostruire eventi passati da quarant’a

— Non avevo intenzione di scusarmi — rispose lui, un po’ irrigidito, e Leisha ricordò improvvisamente se stessa che diceva a Susan Melling sul tetto di quella stessa casa: "Kevin non ritiene che ci sia niente da perdonare". — Quello di cui volevo parlarti riguarda un argomento del tutto differente. Mi dispiace tirarlo fuori prima del funerale ma, come ti ho già anticipato, potrebbe non esserci un altro momento. Drew ti ha detto che interessi curo per lui?

— Non sapevo che tu curassi alcun interesse per lui.

— A dire il vero, li gestisco interamente. Non le prenotazioni delle tournée, c’è un’agenzia che se ne occupa, ma i suoi investimenti, la sicurezza e così via. Lui…

— Immagino che il capitale di Drew sia decisamente ridotto rispetto a quello dei tuoi soliti clienti multinazionali.

— Lo è — rispose Kevin, senza presunzione — ma lo faccio per te. Indirettamente. Quello che volevo dirti, però, è che lui insiste che io assicuri i suoi investimenti esclusivamente in fondi o speculazioni gestite dal Rifugio.

— E allora?

— La maggior parte dei miei affari si svolge comunque con il Rifugio, ma in altri termini. Tratto sulla Terra quando loro non vogliono scendere giù e, in particolare, mi occupo della sicurezza delle loro transazioni qui. Ci sono ancora moltissime persone qui che odiano gli Inso

— No. Non penso — ribatté Leisha. — Che cosa volevi dirmi?

— Questo: al Rifugio sta per accadere qualcosa. Non so di che si tratti ma mi trovo in una posizione unica per vedere le frange più esterne della loro programmazione per quello che è. Specialmente tramite i piccoli investimenti di Drew, perché lui li vuole il più vicino possibile al cuore del commercio del Rifugio; incidentalmente, loro non ha

Era vero. Leisha corrugò la fronte.

Kevin continuò: — Così ho cercato di scavare, anche in aree di cui non mi occupo. La sicurezza è più difficile da superare di quanto non sia mai stata: devono avere alcuni ottimi maghi dell’informatica lassù, anche se non ne esistono documentazioni ufficiali da nessuna parte. Il Rifugio ha passato lo scorso a

Leisha si incupì. — Cosa pensi che possa significare?

— Non lo so. — Kevin appoggiò la pietra scolpita dal vento. — Pensavo che tu potessi essere in grado di immaginarlo. Conoscevi Je

— Kev, non penso proprio di aver mai conosciuto qualcuno in vita mia. — Le scivolò semplicemente dalla bocca: non aveva avuto alcuna intenzione di dire nulla di così personale. Kevin sorrise a denti stretti.

Drew portò la carrozzella fino al patio. Aveva gli occhi rossi. — Leisha, ti vuole Stella.

Lei si allontanò con la mente stipata dai movimenti del Rifugio, dalla morte di Alice, dalla strumentale manovra fiscale del Congresso, dagli investimenti di Drew nel Rifugio, dalla preoccupazione di Kevin, dalla propria irrazionale paura per l’arte di Drew. Era irrazionale, lo sapeva bene. Le sembrava di non avere l’energia per mantenersi razionale che aveva avuto quando era stata più giovane. Non aveva modo per riuscire a pensare a tutte quelle cose contemporaneamente. Erano troppo diverse. La mente umana non riusciva ad accoglierle tutte. Era necessario un nuovo modo di pensare. "Papà, hai fallito… avresti dovuto fornirmi anche quello nella modificazione genetica. Un modo migliore per integrare il pensiero, non soltanto pensieri migliori".