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— Mia madre mi ha chiamato nel suo studio proprio quando stavo per andarmi a cambiare per l’A
Miri a
Joan continuò: — Mi ha raccontato che il Consiglio ha preso la decisione di farla abortire. Ho pensato che fosse una cosa strana: se i test prefetali mostrano da
— C-c-che c-c-cosa?
— Ho chiesto quale fosse il da
Attorno a loro fluttuava ancora la voce di Je
— Ho chiesto a mia madre perché il Consiglio avesse ordinato l’aborto, se il bambino era normale. Lei ha risposto che non era stato un ordine ma una forte raccomandazione, e lei e il papà l’avrebbero accettata. Ha cominciato a piangere di nuovo. Mi ha detto che l’analisi genetica dimostrava che il bambino è… era…
Non riuscì a dirlo. Miri abbracciò l’amica.
— …era un Dormiente.
Miri ritirò il braccio. Un istante dopo se ne pentì amaramente, ma era troppo tardi. Joan arrancò in piedi: — Anche tu pensi che la mamma dovesse abortire!
Davvero? Miri non ne era sicura. Le stringhe le turbinavano nella testa: regressione genetica, ridondanza di informazioni nel DNA, bambini che spiraleggiavano nel campo giochi, l’asilo, il laboratorio, la produttività… i mendicanti. Un neonato, morbido fra le braccia della madre di Joan. Ricordò Tony fra le braccia di sua madre, sua no
Je
Joan si mise a gridare: — Non sarò mai più tua amica, Miranda Sharifi! — Scappò via di corsa, con le gambe lunghe che balenavano sotto i pantaloncini verdi che non avrebbe mai dovuto indossare nell’A
— A-a-aspetta! — strillò Miri. — A-a-a-spetta! Io penso che il C-c-consiglio si sb-sbagli! — Ma Joan non l’aspettò.
Miri non sarebbe mai riuscita a raggiungerla.
Lentamente, goffamente, si alzò da terra e si recò nel laboratorio della Cupola Scientifica Quattro. Sia il suo terminale sia quello di Tony erano accesi e stavano eseguendo programmi. Miri li spense, quindi spazzò via tutte le copie cartacee dalla sua scrivania con un violento gesto del braccio.
— M-m-maledizione! — La parola non era sufficiente: doveva esserci più di quelle parole, doveva… qualcosa che avesse a che fare con un dolore così forte. Le sue stringhe non bastavano. La loro incompletezza la tormentò ancora, come un dato mancante in un’equazione quando ci si rendeva conto che mancava, anche se non lo si era notato prima perché, altrimenti, ci sarebbe stato un buco proprio al centro dell’idea. C’era un buco anche in Miri, e un bambino Dormiente vi spiraleggiò dentro: il fratello di Joan che, alla stessa ora del giorno dopo, non sarebbe esistito più di quanto non esistesse, non fosse mai esistito, il dato mancante nell’equazione del pensiero, anche se doveva trovarsi da qualche parte. Ormai Joan la odiava.
Miri si accucciò sotto la scrivania di Tony e si mise a singhiozzare.
Je
— Miranda. Vieni fuori di lì.
— N-n-no.
— Joan ti ha detto che sua madre ha in grembo un feto Dormiente che deve essere abortito.
— N-n-non "d-d-deve". Il b-b-bambino p-p-potrebbe v-v-vivere. È n-n-normale sotto ogni a-a-altro p-p-punto di v-v-vista. E loro lo v-v-vogliono!
— Sono i genitori che ha
— Allora p-p-p-p-perché Joan e sua m-m-madre sta
— Perché a volte le cose necessarie sono difficili. E perché nessuna delle due ha ancora imparato ad accettare la dura necessità senza renderla peggiore con il rimpianto. È una lezione vitale, Miri. Il rimpianto non è produttivo. Nemmeno il senso di colpa o il lutto, anche se ho provato tutt’e due le cose per i cinque feti Dormienti che abbiamo avuto al Rifugio.
— C-c-cinque?
— Per adesso. Cinque in trentuno a
— Un b-b-bambino D-d-dormiente sarebbe p-p-p-produttivo! È n-n-normale, per il r-resto!
Je
"Un Dormiente allevato fra noi non sarebbe soltanto un estraneo qui, inconscio e morto cerebralmente per otto ore al giorno, mentre la comunità va avanti senza di lui. Avrebbe anche il tremendo peso di sapere che un giorno o l’altro potrebbe avere una paralisi, un attacco di cuore, un cancro o una delle miriadi di malattie cui sono soggetti i mendicanti. Sapendo che lui stesso diventerà un peso, Come potrebbero un uomo o una do
Miri capì. Ma non lo disse.
— Dovrebbero suicidarsi. Una cosa tremenda a cui costringere il bimbo che ami!
Miri strisciò fuori da sotto la scrivania. — M-m-ma, n-no
— Ovviamente — rispose con compostezza Je
Miri rifletté. Reti complesse di pensiero si a
Je