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— Non so di che cosa stia parlando — rimandò cordialmente Hawke.
Come se lui non avesse nemmeno parlato, Leisha proseguì. — Lo ha fatto per aumentare i profitti della Noi-Dormiamo. O meglio, lei pensa di averlo fatto per quel motivo. I profitti, tuttavia, stavano crescendo comunque. Lei lo ha fatto, in realtà, perché non è un Inso
La carne sopra al colletto di Hawke cominciò ad arrossire. Quello non era evidentemente ciò che si era aspettato di sentire. Jordan esordì — Leisha…
— Va tutto bene, Jordan — ribatté lei con chiarezza. — Le tre guardie del corpo sono altamente addestrate, l’aereo è dotato di dispositivi di sicurezza regolati sul mio corpo, io sto registrando e il signor Hawke lo sa. Non esiste alcun pericolo. — Si rivolse quindi a Hawke. — Nemmeno per lei, ovviamente. Non c’è nulla di dimostrabile. Non contro di lei, e nemmeno contro Je
— Sta dicendo sciocchezze, signorina Camden — rispose Hawke. Jordan si accorse che l’uomo aveva nuovamente un pieno controllo di sé, il suo grosso corpo rilassato e possente mentre si appoggiava contro la scrivania. — Ma risponderò comunque alla sua ultima affermazione. Le dirò io quello che importa. Questo… — prese in mano un pacco di lettere alle sue spalle — … importa. La gratitudine da parte di gente che prima non aveva la dignità del lavoro e, grazie alla Noi-Dormiamo, adesso ce l’ha. Questo importa.
— Dignità? Basata su frode, furto e omicidio?
— L’unico furto di cui sono a conoscenza è quello commesso dal Rifugio, che ha sottratto i brevetti del dottor Walcott. Quanto meno, è ciò che ho sentito dire negli olonotiziari.
— Oh — commentò Leisha. — Allora mi lasci parlare di un altro furto, signor Hawke. Giusto per farle capire. Lei ha rubato qualche altra cosa, e l’ha rubata a mia sorella Alice, alla mia amica Susan Melling e a ogni altro Dormiente che credeva che esistesse una possibilità di una vita più lunga e di poteri maggiorati dovuti all’inso
Il sorriso di Hawke era rigido, Ci fu un lungo silenzio. Alla fine, lui disse in tono canzonatorio: — Molto carino, signorina Camden. Potrebbe trovare facilmente un lavoro come scrittrice di bigliettini di auguri.
L’espressione di Leisha non mutò. Si voltò per andarsene, e in quel singolo movimento di disprezzo Jordan si accorse improvvisamente quanto poco si fosse aspettata da quell’incontro. Non aveva affrontato Hawke nella speranza di cambiarlo, o di scoprire qualcosa da lui, o anche solo di scaricare la sua rabbia. Non erano stati quelli i motivi per cui era andata lì, o i motivi per cui aveva avuto bisogno che Jordan l’accompagnasse.
Nessuno li fermò, quando lasciarono la fabbrica. Nessuno parlò finché l’aereo non sfrecciò via sopra i campi scuri tagliati dal fiume ancor più scuro. Jordan guardò sua zia. Lei non sapeva di Joey, non sapeva che Jordan aveva già abbandonato Hawke. — Sei venuta qui per me. Così che potessi vedere che cosa è Hawke.
Leisha gli prese la mano. Aveva le dita fredde. — Sì. Sono venuta per te. È tutto qui, Jordan. Tu. Tu e tu e tu e tu e tu. Pensavo che ci fosse dell’altro, qualcosa di più, ma mi sbagliavo. Uno per uno. È tutto quello che c’è.
— La comunità deve sempre venire per prima — disse tranquillamente Je
I bambini si fissarono le scarpe. Avevano paura di lei, si accorse Je
Najla, alla fine disse, con un fil di voce: — Perché dobbiamo lasciare il Rifugio?
— Non stiamo lasciando il Rifugio, Najla. Il Rifugio viene con noi. Ovunque si trovi la comunità, lì sarà il Rifugio. Ti piacerà il luogo in cui stabiliremo il Rifugio. E più sicuro per la nostra gente.
Ricky sollevò gli occhi per guardare sua madre. Gli occhi di Richard nel volto di Richard. — Quando sarà pronta la stazione orbitale per noi?
— Fra cinque a
Ricky domandò: — E non torneremo mai più sulla Terra?
— Certo che tornerai sulla Terra — rispose Je
Najla chiese dubbiosa: — È legale?
Je
— Madre… — disse Ricky e si fermò.
— Sì, Ricky?
Lui la guardò, e un’ombra passò sul suo piccolo volto. Qualsiasi cosa avesse avuto intenzione di dire, decise di tenerla per se stesso. Je