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I bambini guardarono nel salotto. — Zia Leisha! C’è qui la Zia Leisha! — I loro capelli lasciarono le dita di Je

— Certamente — udì dire Je

Je

Tutto quello che Leisha disse, tuttavia, fu: — Richard ha ricevuto la citazione per "Simpson contro Offshore Fishing"?

— Sì. L’ha ricevuta. Sta preparando la sua perizia proprio in questo momento, in effetti.

— Bene — commentò Leisha in modo inespressivo.

Ricky guardò Leisha e poi sua madre. La voce del piccolo aveva perso un briciolo della sua esuberanza. — Mamma, non dovrei andare a chiamare Papà? La Zia Leisha vorrà vedere il Papà, no?

Je

9

— Leisha — disse la centralinista del suo studio legale — questo signore sta aspettando di vederti da tre ore. Non ha un appuntamento. Gli ho detto che saresti anche potuta non rientrare per oggi, ma è rimasto comunque.

L’uomo si alzò, barcollando leggermente per il tipico irrigidimento di qualcuno che ha trattenuto i muscoli troppo a lungo in una posizione tesa. Era basso e magro, un po’ inconsistente, vestito con uno sgualcito abito marrone che non era né dozzinale né costoso. Teneva in mano un tabloid ripiegato acquistato in un chiosco. "Dormiente", pensò Leisha. Se ne accorgeva sempre subito.

— Leisha Camden?

— Mi dispiace ma non posso accettare nuovi clienti. Se ha bisogno di un avvocato dovrà chiedere da qualche altra parte.

— Penso che lei assumerà questo caso — disse l’uomo, sorprendendola. La sua voce era considerevolmente meno inconsistente del suo aspetto. — Quanto meno, vorrà saperne qualcosa. La prego, mi conceda dieci minuti. — Aprì il tabloid e glielo sbandierò davanti. Sulla prima pagina si trovava la fotografia di lei con Calvin Hawke e sopra il titolo: "Inso

Adesso lei si rese conto del perché Hawke le avesse permesso di visitare il suo stabilimento di scooter.

— Dice che questa fotografia è stata scattata questa mattina — commentò l’uomo. — Ahi, ahi, ahi — e Leisha seppe che lui non lavorava nelle telecomunicazioni.

— Venga nel mio ufficio, signor…?

— Adam Walcott. Dottor Adam Walcott.

— Medico?

Lui la guardò direttamente. I suoi occhi erano di un azzurro pallido lattiginoso, come vetro gelato. — Ricercatore genetico.

Il sole stava tramontando sul lago Michigan. Leisha scurì la parete a vetrata, si sedette dirimpetto al dottor Walcott e aspettò.

Walcott avvolse le gambe, che erano sensibilmente ossute, formando una specie di pretzel attorno alle zampe della sedia. — Lavoro per una ditta di ricerca privata, signorina Camden. Samplice Biotecnica. Perfezioniamo tecniche di modificazione e alterazione genetica e offriamo questi prodotti alle case più importanti che eseguono alterazioni genetiche in vitro. Abbiamo sviluppato la procedura Pastan per fornire un udito eccezionalmente acuto.

Leisha a

— La Samplice concede ai suoi ricercatori moltissimo margine. — Walcott si interruppe per tossire, emettendo un suono così debole e indeciso che fece pensare a Leisha alla tosse di un fantasma. — Dicono di sperare che incappiamo in qualcosa di meraviglioso, ma la verità è che la compagnia è in una condizione terribile di disorganizzazione e che non sa

Leisha lo interruppe seccamente: — Non pensavo che esistesse qualcosa di associato con l’inso

Walcott sembrò trovare la frase spiritosa: emise un risolino ansimante, srotolò le gambe ossute dalle zampe della sedia e le a

— Ho sentito parlare di lui.

— Probabilmente lei non conosce questo nuovo appròccio. È davvero rivoluzionario, in se stesso. — Walcott si passò una mano fra i capelli e tirò: mano e capelli apparivano privi di sostanza. — Avrei dovuto cominciare con il chiederle quanto fosse sicuro questo ufficio.

— Completamente — rispose Leisha. — Altrimenti lei non si troverebbe qui dentro. — Walcott, però, non fece altro che a

— Per farla corta, quello che penso di avere trovato è un modo per ricreare l’inso

Le mani di Leisha si mossero per sollevare… cosa? Qualcosa. Le mani si bloccarono, Lei le fissò. — Di…

— Non sono ancora stati risolti tutti i problemi. — Walcott si lanciò in una complessa descrizione di manifattura di peptidi alterati, sinapsi neurali e sovrabbondanti informazioni sul codice del DNA, nulla che Leisha fosse in grado di seguire. Rimase seduta tranquillamente, mentre l’universo assumeva una forma differente.

— Dottor Walcott, è sicuro?

— Sulla sovrabbondanza di trasmissione della lisina?

— No. Sul ricreare l’inso

Walcott si passò l’altra mano nei capelli. — No, ovviamente non siamo sicuri. Come potremmo esserlo? Abbiamo bisogno di sperimentazione controllata, repliche addizionali, per non parlare dei fondi.

— Ma in teoria potreste farlo.

— Oh, teoria — disse Walcott e, per quanto fosse scioccata, le sembrò uno strano modo per uno scienziato di congedare un argomento. Evidentemente, Walcott era un pragmatico. — Sì, possiamo farlo in teoria.

— Con tutti gli effetti collaterali? Inclusa la longevità?

— Be’, questa è una delle cose che non sappiamo. È ancora tutto molto approssimativo. Ma, prima di procedere, abbiamo bisogno di un avvocato.

La frase colpì Leisha. Lì c’era qualcosa di storto. Lo trovò. — Perché è qui da solo, dottor Walcott? Certamente qualsiasi problema di tipo legale co

— Il direttore Lee non sa che io mi trovo qui. Sto agendo per mio conto. Ho bisogno di un avvocato a livello personale.

Leisha prese in mano un fermacarte elettromagnetico, doveva essere stato quello che avevano cercato le sue dita, sì, perché no, lo accese, lo spense, lo accarezzò con le dita. La finestra, resa opaca, riluceva dietro alla testa di Walcott. — Vada avanti.

— Quando mi sono reso conto per la prima volta dove stesse conducendo questa linea di ricerca, io e il mio assistente l’abbiamo tolta dalla banca dati. Completamente. Non abbiamo mantenuto alcuna documentazione nella rete della compagnia, non abbiamo effettuato simulazioni su niente altro se non su computer isolati, abbiamo cancellato tutti i programmi ogni sera e ci siamo portati le copie cartacee, le uniche copie, di tutti i progressi a casa con noi ogni sera in cassette di sicurezza portatili, in duplicati. Non abbiamo detto a nessuno quello che stavamo facendo, nemmeno al direttore.