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Camden replicò: — Si tratta di mia figlia - e Susan tratte
— Benissimo — proseguì Susan. — Allora lei sa già che il motivo per cui le persone dormono è l’impulso a dormire che si forma nel cervello. Nel corso degli ultimi vent’a
"Il so
Ong si contrasse. La odiava quando semplificava esageratamente in quel modo. Forse, invece, era l’allegria quella che lui odiava. Se quella presentazione fosse stata eseguita da Marsteiner non ci sarebbero stati i Clem pre-mammiferi.
— Che mi dice del bisogno di sognare? — chiese Camden.
— Non è una necessità. È un bombardamento aggiuntivo della corteccia cerebrale per mantenere il cervello in stato di semi allerta, nel caso in cui un predatore dovesse attaccare durante il so
— Perché, allora, non avere direttamente veglia, dall’inizio dell’evoluzione?
L’uomo la stava mettendo alla prova. Susan gli rivolse un gran sorriso, godendo della sua impudenza, — Gliel’ho già detto. Una forma di sicurezza contro i predatori. Ma quando attacca un predatore moderno, diciamo un investitore su atolli-dati oltre frontiera, è più sicuro essere svegli.
Camden la incalzò: — Che mi dice dell’alta percentuale di so
— Un altro postumo evolutivo. Il cervello si sviluppa perfettamente anche senza di esso.
— Che mi dice della riparazione neurale durante il so
— Avviene comunque, ma può avvenire anche durante la veglia, se il DNA è programmato in modo tale da consentirlo. Non c’è perdita di efficienza neurale, per quel che ne sappiamo.
— E per quanto riguarda la produzione dell’enzima della crescita umana in così alta concentrazione durante il so
Susan lo guardò con ammirazione. — Avviene anche senza il so
— E gli…
— Gli effetti collaterali? — interve
Susan si voltò verso Elizabeth Camden. Si era del tutto dimenticata che si trovasse lì. La do
— Sono contenta che me lo abbia chiesto, signora Camden, perché esistono degli effetti collaterali. — Susan fece una pausa: si stava divertendo. — Confrontati con i compagni della stessa età i bambini che non dormono, che non abbiano subito una manipolazione genetica del QI, sono più intelligenti, più abili nel risolvere problemi e più gioiosi.
Camden prese una sigaretta. Quell’abitudine sudicia e arcaica sorprese Susan. Si accorse quindi che si trattava di una posa deliberata: Roger Camden stava attirando l’attenzione su un atteggiamento ostentato per distogliere l’attenzione da quello che stava provando. Il suo accendino era d’oro, personalizzato con un monogramma, i
— Lasci che mi spieghi meglio — proseguì Susan. — Il so
"Inoltre i medici sa
— A quale costo? — chiese la signora Camden. Aveva mantenuto il collo rigido, ma i muscoli sulle mascelle continuavano a fremere.
— Nessun costo. Assolutamente nessun effetto collaterale negativo.
— Per il momento — ribatté seccamente la signora Camden.
Susan alzò le spalle. — Per il momento.
— Ma ha
Ong e Krenshaw la stavano esaminando attentamente. Susan si accorse del momento in cui la Camden se ne rese conto: la do
Camden non guardò la moglie. Produsse una nuvoletta di fumo di sigaretta. — Tutto ha dei costi, dottoressa Melling.
Alla do
— Non l’universo. L’intelligenza di persone come lei — rispose Camden, sorprendendo Susan più di quanto fosse accaduto in precedenza. Lo sguardo dell’uomo aveva bloccato quello di lei. Susan sentì qualcosa serrarle il petto.
— Penso — disse seccamente il dottor Ong — che la filosofia dell’universo vada oltre l’argomento che ci interessa, ora. Signor Camden, se non ha ulteriori domande di tipo medico da porre, potremo forse tornare alle questioni legali che la signora Sullivan e il signor Jaworski ha
Susan a
La casa era approssimativamente come lei se l’era aspettata, un’immensa costruzione stile finto Tudor sul lago Michigan a nord di Chicago. Il terreno era fortemente boschivo fra il cancello di entrata e la casa, aperto, invece, fra la casa e l’acqua ondeggiante. Chiazze di neve punteggiavano l’erba assopita. Il Biotech aveva lavorato con i Camden per quattro mesi, ma questa era la prima volta che Susan si recava a casa loro,
Mentre si incamminava verso l’edificio, un’altra automobile le si avvicinò alle spalle. No, un camioncino, che proseguì svoltando sul vialetto curvo in direzione di un’entrata di servizio sul lato della casa. Un uomo suonò al campanello della porta di servizio, un secondo cominciò a scaricare dal fondo del camioncino un recinto da gioco per bambini avvolto nella plastica. Bianco, con coniglietti rosa e gialli. Susan chiuse brevemente gli occhi.
Camden le aprì personalmente la porta. Lei riuscì a scorgere lo sforzo dell’uomo per non apparire preoccupato. — Non saresti dovuta venire fin qui, Susan; sarei venuto io in città!
— No, non volevo che lo facessi, Roger. C’è anche la signora Camden?