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Ricky avanzò tenendo la propria camicia. La appoggiò attorno alle spalle di Miri, gliela chiuse sul seno e, per la prima volta, la ragazzina fissò qualcun altro oltre Je

Cassie Blumenthal a

Charles Stauffer aggiunse: — Nessuna delle difese esterne del Rifugio è operativa.

Caroline Renleigh continuò: — Lo scudo d’emergenza nella cupola di detenzione si è abbassato. I programmi di sovrapposizione non riacquistano il controllo.

Cassie Blumenthal disse: — Seconda trasmissione a effetto ritardato lanciata verso… verso il Nuovo Messico…

Soltanto Miranda non disse nulla. Stava singhiozzando, una ragazzina di sedici a

25

Leisha guardò gli olonotiziari sui tumulti ad Atlanta per i piccioni morti, i tumulti a New York per il traffico di terra intasato per abbandonare la città, i tumulti a Washington per i tumulti. Tutti i vecchi striscioni erano venuti fuori. BOMBARDATE GLI INSONNI CON LE BOMBE NUCLEARI! Non era forse che tenevano i cartelloni e gli striscioni in qualche scantinato pieno di polvere fra una crisi e l’altra a trenta o quarant’a

Declamò a voce alta: — Ho guardato e ho visto che non c’era niente di nuovo sotto il sole, che la corsa non andava ai veloci, la battaglia ai forti, né il favore agli uomini di ingegno… — Jordan e Stella la fissarono preoccupati. Non era giusto preoccuparli con citazioni melodrammatiche. Specialmente, non dopo ore di silenzio. Avrebbe dovuto parlare con loro, spiegare loro quello che stava provando.

Era molto stanca.

Per oltre settant’a

Era diverso in altri paesi, in altre culture? Leisha non lo sapeva. In ottantatré a

— Ho sempre amato questo paese — disse Leisha, ancora a voce alta, e si rese conto istantaneamente di quanto dovesse suonare sco

— Leisha, cara, vuoi un bicchierino di brandy? Oppure una tazza di tè? — le chiese Stella.

A dispetto di se stessa, Leisha sorrise. — Sembravi proprio Alice quando hai detto quella frase.

— Be’… — commentò Stella.

— Leisha — fece Drew — penso che sarebbe una buona idea se tu…

— Leisha Camden! — chiamò l’olopalco. Stella restò col fiato mozzo.

Il servizio sulla Casa Bianca, i tumulti a New York, le immagini via satellite del Rifugio erano tutti scomparsi. Una ragazzina dalla testa grossa, leggermente deforme, e grandi occhi scuri stava rigidamente sull’olopalco, in un laboratorio scientifico pieno di strumenti poco familiari. Indossava una sottile camicia sintetica, pantaloncini e semplici ciabatte, e i suoi scompigliati capelli scuri erano legati con un nastro rosso. Richard, che Leisha aveva dimenticato che si trovasse nella stanza, produsse un rumore strozzato.

La ragazzina si presentò: — Sono Miranda Serena Sharifi, del Rifugio. Sono la nipote di Je

La ragazzina fece una pausa e, sul volto giovane e serio, si notò una piccola ruga. Così serio: quella piccola sembrava non sorridere mai. Quanti a

— Qui c’è un gruppo di noi, Inso

— Oh, santo Dio — commentò Jordan. — Bambini.

— Se riceverà questo messaggio, significa che noi Superintelligenti siamo tenuti prigionieri da mia no

Leisha lanciò un’occhiata a Drew. Lui fissava intensamente Miranda Sharifi e, notando lo sguardo nei suoi occhi verdi, Leisha distolse il proprio.

— Non so cosa succederà in seguito né quando ciò avverrà — continuò Miranda. — Forse il Rifugio ci metterà a disposizione una navetta. Forse, il vostro governo ci manderà a prendere, o potrà farlo una società che lei controlla. Forse, alcuni dei Superintelligenti, i più giovani, rimarra

Miranda si interruppe. Leisha sentì prudere gli occhi.

— Penso che insieme con noi ci sara

— Non certo come le loro — disse Stella, assumendo un’espressione abbacinata. Drew le lanciò un’occhiata divertita.

— Grazie — terminò con un certo imbarazzo Miranda. Spostò il peso portandosi un piede sopra l’altro, e all’improvviso sembrò ancora più giovane… — Se… se Drew Arlen è lì con lei quando riceverà questo messaggio e se lei ha intenzione di permettere a noi Superintelligenti di venire da lei, la prego di chiedergli se può restare. Mi piacerebbe… mi piacerebbe incontrarlo.