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Sapeva benissimo di essere controllata. Trascorse un attimo, e una delle porte si aprì. Ne uscì una do

— Buon pomeriggio. Posso aiutarla?

— Ah… sì — rispose indecisa Kathryn. — Io vorrei… alcune informazioni…

— Vuole seguirmi?

Si ritrovò bruscamente convogliata in un ufficio che avrebbe fatto la felicità di un presidente di banca. La severa accompagnatrice dall’aria pratica si sedette dietro una scrivania ad angolo. Kathryn vide l’espressione sofferta e volutamente mistica di Frederic Storm che la fissava dalla parete in una foto tridimensionale alta quasi due metri. Der Führer, pensò. Heil!

— Lei è un po’ in anticipo per la nostra funzione serale di benedizione e di unità universale — le disse la do

— No — rispose Kathryn. — Io…

— Allora c’è solo una semplice formalità. — La do

Kathryn la interruppe, disperata. — Mi spiace, non ho letto nessuno dei suoi libri. E non sono neppure venuta qui per la funzione. O per aderire al movimento. Volevo solo delle informazioni.

L’espressione di calore professionale svanì. — Lei fa parte dei «media»? — le domandò con sospetto la do

— Intende dire se sono una giornalista? Oh, no. Sono solo una… — Kathryn fece una pausa, alla ricerca del modo migliore per affrontare la cosa. — Solo una normale casalinga. Sono preoccupata per quelle cose nello spazio, i dischi volanti e così via, e non so proprio da dove incominciare con le mie domande; so solo che voglio saperne di più, se esistono esseri nello spazio esterno, lei capisce, e che cosa vogliono fare di noi, e così via. Era molto tempo che avevo voglia di fare un salto da voi; e quando ho visto quel globo di fuoco, qualche sera fa’, be’, mi ha fatto decidere. Sono venuta appena mi è stato possibile. Ma sono del tutto ignorante in materia. Con me, lei dovrà cominciare dall’inizio.

La rappresentante del Culto del Contatto si rilassò, ed abbassò la guardia, convinta ormai di non trovarsi di fronte ad una ficcanaso di giornalista. — Forse dovrebbe cominciare a leggere le nostre pubblicazioni — disse, e prese una grossa busta di canapa dalla scrivania, facendola scivolare verso Kathryn. — Questo è il materiale introduttivo. Troverà tutti gli opuscoli fondamentali. E qui… — aggiunse alla pila un massiccio libro in edizione economica — … qui c’è l’ultima edizione del libro di Frederic Storm, I nostri amici, la Galassia. E davvero esaltante.

— Esaminerò ogni cosa con cura.

— C’è una quota di due dollari per il materiale.

Kathryn ne fu sbalordita. Chi cercava proseliti non si tuffava di solito a caccia di profitti nella primissima fase del processo di conversione. Serrò le labbra e nello stesso tempo le porse i due biglietti da un dollaro.

— C’è anche un documentario informativo della durata di quindici minuti. Lo trasmettiamo nel nostro auditorio al primo piano ogni mezz’ora. Il prossimo ci sarà tra circa cinque minuti. — Un fugace sorriso. — Non si paga nulla, per assistere.

— Lo guarderò — promise Kathryn.

— Bene. In seguito, se lei proverà il desiderio di partecipare più intimamente all’esperienza che Frederic Storm offre al mondo intero, torni pure qui e ne parleremo insieme, e poi la registrerò su base provvisoria. Ciò le darà il diritto di frequentare la funzione di stasera.

— Bene — disse Kathryn. - Ed ora, posso farle una semplice domanda… sui dischi volanti, non proprio sulla vostra Società?

— Ma certo.

— Il globo di fuoco di lunedì sera. Non è stato realmente una meteora, vero? Lei non pensa che si sia trattato di un disco volante, magari di uno che è esploso?

— Frederic Storm crede in effetti che sia stato proprio un veicolo del popolo galattico — rispose affettatamente la do

— Dice che era un disco? E che cosa dice del suo equipaggio?

— Non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito.

— Immagini — disse Kathryn a fatica — immagini che l’equipaggio… si sia lanciato col paracadute. Immagini che siano atterrati vivi. È possibile? Che possano atterrare, che abbiano l’aspetto di esseri umani, e magari che vengano scoperti da noi e portati in casa nostra? Può dirmi se è mai successa una cosa del genere?

Ebbe paura di essere stata troppo esplicita. Di certo quella do

— Certamente i galattici sono sbarcati sulla Terra molte volte, e si sono mescolati a noi sotto forma umana. Poiché essi sono umani, solo molto più avanzati, molto più vicini alla divinità che è la meta ultima del nostro destino. Frederic Storm direbbe che è molto probabile che gli esseri a bordo della nave siano atterrati senza da

Kathryn ve

In tono sole

Sullo schermo: le stelle. La Via Lattea. L’obbiettivo che puntava su un gruppo di stelle. Ad un tratto, un’immagine del nostro sistema solare, i pianeti in fila come perline sullo sfondo del cielo. Saturno, Marte, Venere. La Terra con i continenti in eccessivo rilievo, una fotografia palesemente falsa, nient’affatto simile ad un’immagine vista dallo spazio. E poi apparve un disco volante librato in aria, infinitamente piccolo, ma sempre più grande man mano che si avvicinava alla Terra. Kathryn dovette reprimere la tentazione di scoppiare a ridere. Quel disco era una cosa comica, tutto oblò e periscopi e luci abbaglianti. Fino ad ora il documentario assomigliava né più né meno ad un tipico film di fantascienza, trattato con il consueto mestiere.