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Mentre si dedicava alle sue grigie incombenze giornaliere, Charley non riusciva a togliersi dalla testa la meraviglia e l’eccitazione di sapere che un uomo venuto dalle stelle lo attendeva là fuori. Era proprio come aveva affermato Marty Moquino: quella vampa di luce nel cielo non era stata una meteora, ma un disco volante che era esploso. Che cosa avrebbe detto Marty Moquino, se avesse saputo di Mirtin?
Charley Estancia era deciso a non permettere che ciò accadesse. Non poteva fidarsi di Marty. Marty pensava solo a se stesso; avrebbe venduto Mirtin ad un giornale di Albuquerque per un centinaio di dollari, ed il giorno dopo avrebbe acquistato un biglietto d’autobus per Los Angeles, e sarebbe scomparso. Charley non aveva in programma di fornire a Marty Moquino neppure il minimo indizio di ciò che si trovava in quella grotta vicino all’arroyo.
Dalle nove a mezzogiorno della mattina Charley andò a scuola. Un vecchio autobus arrugginito giungeva al villaggio cinque volte a settimana, tra
A volte Charley otteneva i migliori risultati, a scuola, a volte i peggiori. Tutto dipendeva dall’interesse che riusciva a metterci, perché gli argomenti erano facili. Sapeva leggere, sapeva scrivere, sapeva far di conto ed altro ancora. Aveva imparato da solo l’algebra da un libro, perché con l’algebra si poteva capire in che rapporto stavano fra loro le cose. Aveva anche studiato un po’ di geometria. Conosceva le stelle, e sapeva come funzionavano i razzi. Una do
All’una del pomeriggio ritornò a San Miguel dopo aver trascorso la solita inutile mattinata a scuola. Nel pomeriggio aveva occupazioni diverse a seconda del periodo dell’a
La danza della Società del Fuoco si sarebbe svolta fra alcuni giorni. Charley finse di lavorare per metà del pomeriggio. Nel frattempo raccolse pazientemente una piccola scorta di tortillas fredde, e le nascose in un pezzo di stoffa ricamata, stando molto attento che nessuno si accorgesse di ciò che stava facendo. Quando cominciò a farsi buio, sistemò le tortillas accanto al vecchio kiva abbandonato all’estremità più lontana del villaggio, dove non si recava mai nessuno perché si diceva che ci fossero gli spiriti maligni. Riempì una borraccia di plastica con acqua fresca presa alla sorgente e la nascose accanto alle tortillas. Poi attese l’oscurità. Giocherellò con il suo cane, ebbe un alterco con sua sorella Lupe e diede un’occhiata al libro di astronomia che aveva preso dalla biblioteca. Vide il prete che cercava di radunare qualcuno dei suoi parrocchiani per la funzione serale. Vide anche Marty Moquino che, afferrata sua sorella Rosita e portatala dietro il negozio di souvenir, le infilava una mano sotto la go
Finalmente giunse la notte.
Tutti erano tornati al lavoro. Gli uomini importanti del villaggio impartivano ordini: il cacicco, capo a vita del villaggio, era in piedi accanto alla scala del kiva, intento a parlare con un prete della Società del Fuoco, mentre Jesus Aquilar, il governatore del villaggio di fresca elezione, si aggirava qua e là dando istruzioni a tutti. Era un’occasione ideale per recarsi da Mirtin. Facendo finta di niente, Charley si diresse verso il fondo della strada in cui viveva, fiancheggiata da tozze case di mattoni a due piani. Guardò in tutte le direzioni, fece una sortita al vecchio kiva per raccogliere le tortillas e la borraccia, e sparì nella bassa e stentata vegetazione che circondava il villaggio.
Si mosse a passo rapido, quasi saltellando. Si immaginò come un adulto, che correva come il vento, ma le sue gambe erano così corte che gli ci voleva molto tempo per raggiungere qualsiasi destinazione, e dovette anche fermarsi, ansimando, quando era ad appena un chilometro e mezzo dal villaggio. Si fermò poi nuovamente alla sottostazione elettrica, a guardarla con occhi ammirati. La compagnia elettrica l’aveva costruita due a