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Il grande cancello del recinto era completamente spalancato.

Come vi posso spiegare che cosa fu per noi quella vista, la vista del cancello tutto aperto? Come faccio a spiegarvelo?

Erod non sapeva niente della conduzione della tenuta, perché erano i Boss che se ne occupavano. Anche lui era un prigioniero. Era vissuto fra i suoi schermi, i suoi sogni, le sue visioni.

Le no

Nel pomeriggio tale speranza era già stata spazzata via. I giovani erano usciti di testa. Andarono alla Casa a saccheggiarla. I Boss gli spararono addosso dalle finestre, uccidendone molti, mentre gli altri fuggivano. I Boss si trincerarono nella Casa, a bere il vino degli Shomeke. I proprietari di altre piantagioni stavano inviando rinforzi. Sentimmo gli aerei atterrare, uno dopo l'altro. Le schiave restate nella Casa erano adesso alla loro mercé.

Quanto a noi del complesso, eravamo di nuovo coi cancelli sbarrati. Avevamo spostato i grandi paletti dall'esterno all'interno, e pensavamo così di essere al sicuro, almeno per la notte. Ma a mezzanotte arrivarono con potenti mezzi cingolati, e sfondarono le mura, e un centinaio e più di uomini, i nostri Boss e i possidenti di tutte le altre tenute del circondario, si precipitarono all'interno. Portavano armi da fuoco. Lottammo contro di loro con attrezzi da lavoro e bastoni di legno. Un paio di loro furono feriti o uccisi. Ci ammazzarono senza pietà, poi cominciarono a stuprarci. Andarono avanti per tutta la notte.

Un gruppo di uomini si impadronì di tutte le do

Molte di noi ragazze e do

Ci ritrovammo in un complesso, del tutto simile al nostro. Pensai che ci avessero riportato a casa. Ci sospinsero all'interno attraverso le scale riservate ai castrati. Era mattina, e i braccianti erano fuori al lavoro, solo le do

Avevano paura di noi, credendo che fossimo delle fuggiasche. Negli ultimi a

Dormimmo per terra senza alcun riparo. Alcuni schiavi attraversarono il fossato durante la notte e ci stuprarono, perché non c'era nessuno a impedirglielo, nessuno per cui avessimo alcun valore. Eravamo troppo deboli e stavamo troppo male per resistere. Una di noi, una ragazza di nome Abye, cercò di opporre resistenza. Gli uomini la picchiarono fino a farle perdere i sensi. La mattina dopo non era in grado di parlare, né di camminare. Fu lasciata lì quando ve

Cinque di noi furono portate dal recinto alla Grande Casa di Zeskra nei quartieri delle schiave. Lì per un certo periodo conservai una flebile speranza, dato che sapevo di avere delle capacità come serva di casa. Ma non sapevo ancora quanto Zeskra fosse diversa da Shomeke. La Casa, a Zeskra, era piena di gente, piena di possidenti e di Boss. Era una grande famiglia, non c'era un solo signore come a Shomeke, ma una dozzina, insieme ai loro dipendenti, ai loro parenti e ai loro ospiti, così che ci potevano essere fino a trenta o quaranta persone nel reparto degli uomini, e altrettante do

Ci fecero fare il bagno, poi fummo lasciate nel quartiere delle do

Una di loro era una do

«Tu non sei una polverosa,» disse, «sei nera come quel diavolo del vecchio signor Zeskra in persona. Sei figlia di un Boss, vero?»

«No, signora,» dissi, «sono figlia di un possidente. E nipote di nostro Signore. Mi chiamo Rakam.»

«Tuo No

«Non cerco affatto pietà,» dissi. Da quel momento in poi Sezi-Tual mi prese in simpatia e mi accordò la sua protezione, di cui avevo tanto bisogno.

Venivamo mandate dall'altra parte, nei quartieri degli uomini, quasi tutte le notti. Quando c'erano dei festini, dopo che le signore si erano ritirate dalla sala da pranzo, venivamo portate dentro per sederci sulle ginocchia dei possidenti e bere vino con loro. Poi quelli ci prendevano lì sui divani o ci portavano nelle loro stanze. Gli uomini di Zeskra non erano crudeli. Ad alcuni piaceva lo stupro, ma la maggior parte preferivano pensare che li desiderassimo e che fossimo liete di compiacerli in tutto. Costoro erano facili da soddisfare: agli uni dimostrando paura e sottomissione, agli altri fingendo passione ed estasi. Ma alcuni dei loro ospiti erano di tutt'altra pasta.

Non c'era alcuna legge o regola contro le lesioni o l'uccisione di una do