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Dopo lunghi, terribili minuti di attesa, giunse finalmente il medico. La do

Lasciando cadere la pe

«Le persone possono reimparare cose che ha

Lo sguardo di Umegat incontrò quello dello stalliere, fermo in disparte col libro di Ordol in mano. Premendosi un pugno sulla bocca, il vecchio emise uno strano verso di gola, una sorta di gemito di pura disperazione, e le lacrime presero a colargli lungo le guance segnate. Sbuffando, Umegat scosse il capo. Vedendo il proprio dolore riflesso in quel volto, si protese a stringere la mano dello stalliere nella propria e si fece coraggio. «Avanti, calmati. Non trovi che adesso facciamo proprio una bella coppia?» sospirò, accasciandosi di nuovo contro i cuscini. «Non si può certo dire che il Bastardo non abbia senso dell’umorismo…» Infine chiuse gli occhi, forse per la stanchezza o forse per il desiderio di escludere il mondo intero.

Guardandolo, Cazaril si disse che non poteva certo porgli la domanda che tanto lo opprimeva: Umegat, cosa dobbiamo fare? Il roknari non era in condizione di fare nulla, tantomeno di fornirgli indicazioni o di pregare. Non si azzardò neppure a chiedergli di pregare per Teidez.

A poco a poco, il respiro di Umegat si fece più profondo e regolare, e lui scivolò in un so

«È stato davvero punito?» domandò infine.

«Come faccio a saperlo?» ribatté la do

Se sì, ciò significa che gli Dei sono malvagi, ma io non posso crederlo. No, secondo me si tratta del caso.»

Io invece credo che gli Dei trucchino i dadi, pensò Cazaril. Avrebbe voluto incitarla a prendersi la massima cura di Umegat, ma era evidente che lo stava già facendo, e lui non voleva dare l’impressione di dubitare del suo talento o della sua dedizione. Si congedò con un saluto cortese e andò in cerca dell’Arcidivino, per renderlo edotto della ferita di Teidez.

Trovò l’Arcidivino Mendenal nel Tempio, vicino all’altare della Madre, intento a celebrare una cerimonia di benedizione per la moglie e la figlia neonata di un ricco mercante, e fu costretto ad attendere che la famiglia avesse consegnato un’offerta di ringraziamento e fosse uscita, prima di potersi avvicinare e riferirgli la notizia. Impallidendo, Mendenal si avviò immediatamente alla volta dello Zangre.

Di recente, Cazaril aveva sviluppato una nuova, sconvolgente concezione riguardo all’efficacia e alla pericolosità della preghiera, ma si prostrò comunque sulla pietra, davanti all’altare della Madre, pensando a Ista… Se esisteva una speranza di misericordia per Teidez, indotto a un violento sacrilegio da Dondo, la Madre di certo poteva dimostrare un po’ di compassione per sua madre Ista. Dopotutto, il messaggio che la Dea gli aveva inviato, il giorno precedente, tramite il sogno della sua Accolita, era parso misericordioso. Certo, poteva anche trattarsi di una semplice e brutale indicazione pratica, tuttavia… Prostrato sul pavimento lucido, Cazaril avvertiva con chiarezza la massa letale presente nel suo ventre, uno sgradevole nodulo che pareva grosso quanto due dei suoi pugni.

Quando infine si decise a rialzarsi, si recò all’antico, angusto Palazzo Yarrin in cerca di Palli. Un servitore lo accompagnò in una stanza sul retro, dove Palli era seduto a un piccolo tavolo, intento a tracciare a

Non appena il servitore chiuse la porta, Cazaril si protese in avanti. «Palli… In caso di necessità, potresti recarti in segreto a Ibra, come corriere per conto della Royesse Iselle?»

«Quando?» domandò l’altro, inarcando le sopracciglia.

«Presto.»

«Se con ’presto’ intendi ’adesso’, temo di non poterlo fare», replicò Palli, scuotendo il capo. «Sono molto preso dai miei doveri di Lord Devoto e ho promesso a dy Yarrin la mia voce e il mio voto, in seno al consiglio.»

«Potresti affidare la delega col tuo voto per dy Yarrin a un compagno fidato», suggerì Cazaril.

Palli si limitò ad accarezzarsi il mento rasato, emettendo un borbottio di perplessità.

Per un momento, Cazaril pensò di proclamare la propria condizione di santo della Figlia e di far valere la propria autorità su Palli, dy Yarrin e l’intero Ordine militare della Figlia. Una cosa del genere avrebbe però richiesto complicate spiegazioni, rendendo altresì necessario divulgare il segreto della maledizione di Fonsa. Inoltre lo avrebbe costretto non solo ad ammettere la sua… particolare malattia, ma anche a spiegarne le cause: era stato toccato dagli Dei, anzi devastato dagli Dei… E quello lo avrebbe fatto sembrare anche più folle di Ista. «Credo che questo possa riguardare la Figlia», mormorò allora.

«Come fai a dirlo?» domandò Palli, incredulo.

«Lo so e basta.»

«Ebbene, io non lo so.»

«Aspetta, ho trovato la soluzione. Stanotte, prima di dormire, prega che ti. venga fornita una guida nel decidere.»

«Io? Perché non lo fai tu?»

«Le mie notti sono già… impegnate.»

«E da quando in qua credi nei sogni profetici? Ho sempre pensato che li considerassi vere assurdità, un modo per inga

«Si tratta di una conversione recente. Ascoltami, Palli, prova a farlo, a titolo di esperimento… per compiacere me, se non altro.»

«Per te, posso farlo», si arrese Palli, poi assunse un’espressione accigliata, e proseguì: «Quanto al resto… Andare a Ibra? E a chi dovrei tenere segreto il mio viaggio, già che ci siamo?»

«Soprattutto a dy Jironal.»

«Davvero? La cosa potrebbe interessare a dy Yarrin. Ritieni che gliene possa derivare qualche vantaggio?»

«Non in modo diretto… La cosa dovrà essere tenuta segreta anche a Orico.»

Palli si appoggiò allo schienale della sedia e inclinò il capo di lato. «Astuto Caz», disse poi, abbassando la voce. «Quale sorta di cappio ti stai offrendo di porre intorno al mio collo? Si tratta di un tradimento?»