Страница 41 из 64
Pochi minuti dopo s’incamminò nella stessa direzione in cui era scomparso Teki. Ethan e Cee furono condotti in una lenta passeggiata davanti alle vetrine dei negozi. Soltanto un movimento cauto che consentì alla telecamera d’inquadrarlo li informò che il cugino della comandante Qui
— Dovrò farla arrivare dal magazzino — stava dicendo il farmacista, non abbiamo molte richieste di questa sostanza. Vediamo… — Batté qualcosa su una tastiera e guardò uno schermo. — Le sono state consigliate le pasticche da mezzo grammo, o quelle da un grammo?
— Uh… quelle da un grammo, mi sembra — rispose Teki.
— Bene, le ho richieste — disse l’uomo, e si girò verso il tubo della spedizione pneumatica. Ci fu una lunga pausa. Il farmacista bofonchiò tra i denti e batté ancora sulla tastiera. Lo sportello trasparente del tubo non si aprì. Il computer emise alcune note musicali. Il farmacista scosse il capo e introdusse di nuovo l’ordinazione.
— La trappola di Millisor al lavoro? — mormorò Ethan a Cee.
— È probabile. Un ritardo, per dare a uno di loro il tempo di intervenire. Spero di sbagliarmi, ma…
— Mi spiace, signore — disse il farmacista a Teki. — Sembra che in magazzino ci sia qualche intoppo. Se vuole accomodarsi lì, vado a prelevare le pillole personalmente. Ci vorra
Qui
Teki fece un sospiro e si gettò a sedere su un comodo divano, voltandosi a cercare Qui
— Topi — mormorò la mercenaria. — Sono svelti, da
L’inquadratura della microcamera si allargò di nuovo, e dopo un attimo di disorientamento Ethan vide che nella farmacia era entrato un altro cliente. Altezza media, abito grigio, compatto come una bomba… Rau.
Il cetagandano rallentò il passo, si voltò a guardare il banco dietro cui al momento non c’era nessuno, diede una lunga occhiata a Teki e poi gli voltò le spalle con indifferenza, comportandosi come un cliente qualsiasi. Fermo davanti allo scaffale dei contraccettivi si girò verso la porta, guardò fuori e vide Qui
Due minuti dopo il farmacista riapparve dal retro, salutò con un ce
Quando Teki uscì in strada, con la scatoletta in mano, Qui
Se pure Teki aveva notato Rau (dopotutto era la seconda volta che veniva accostato, e Rau aveva l’aspetto di uno straniero) doveva avere ben altre preoccupazioni per la testa. Poco dopo il giovanotto consultò l’orologio da mignolo, probabilmente pensando al suo lavoro e irritato da quel ritardo. Ma invece di eseguire le istruzioni continuò a guardare Qui
— Ehi, signore — lo chiamò Rau, con un sorriso. — Ha dimenticato qui il suo pacchetto! — E glielo indicò con un gesto cortese.
— Se il regno dei cieli è dei poveri di spirito, tu diventerai vice-presidente del Paradiso, Teki — mormorò fra i denti Qui
— Oh, guarda… grazie, molto gentile. — Teki raccolse la confezione dalla panchina e restò lì un momento con l’aria di non sapere cosa farsene. Rau a
— Senta, mi scusi — disse al farmacista, mentre entrava, — ma è la tyramina oppure il tryptophan, che va bene contro l’inso
— Il tryptophan, direi — rispose il farmacista. — Ma lei non mi ha parlato dell’inso
— Lo so, abbia pazienza. Quello che volevo era il tryptophan.
Ci fu un breve ostile silenzio. Il farmacista si spolverò il camice con gesti ostentati. — Una confezione di tryptophan — disse infine. — Questa l’abbiamo in negozio, fortunatamente. Se mi consegna un momento la carta di credito, le rimborso la differenza.
— Non è stata una completa perdita di tempo — disse Qui
Rimise al suo posto anche il piccolo microfono direzionale, chiuse il coperchio e s’infilò il monitor in una tasca della blusa.
Poi abbassò uno sportello-sedia anche per sé e sedette vicino al tavolo estraibile di Terrence Cee. — Suppongo che uno di loro pedinerà Teki per una settimana, adesso, anche se Rau si è bevuto la scenetta della sostituzione. I cetagandani sono pignoli e sospettosi. Meglio così. Pensandoci bene, quella di farli stancare con un po’ di lavoro inutile può essere una buona tattica. Se Teki non fa la sciocchezza di venirmi a cercare, per ora tutto va bene.