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Ethan decise di non darle la soddisfazione di replicare e scrollò le spalle, sempre più indignato da quella sfacciataggine. — Si presenti da sola — disse.

La bruna a

— Io mi chiamo Elli Qui

Terrence Cee li guardava entrambi con aria molto insospettita. Questo irritò Ethan, dopo tutti gli sforzi che aveva fatto per ammorbidire il giovanotto e indurlo a fidarsi di lui.

— Lei per chi lavora? — volle sapere Cee.

— Prendo gli ordini dall’ammiraglio Miles Naismith.

Cee ebbe un gesto d’impazienza. — Per chi lavora lui, allora?

Ethan si chiese perché non gli fosse mai venuto in mente di fare quella domanda.

La comandante Qui

— In altre parole, lei non sa per chi lavora.

— Proprio così.

Terrence Cee strinse le palpebre. — Io riesco a pensare a un’altra ragione per assoldare dei mercenari. Come agisce un governo quando vuole un riscontro esterno sul funzionamento dei suoi servizi segreti? Perciò… chi mi dice che lei non stia lavorando per i cetagandani?

Ethan ansimò, inorridito da quell’ipotesi abbastanza logica.

— Lei pensa davvero che i superiori di Millisor ricorrano a questi metodi per sapere se è un traditore, o un incapace, o se merita una promozione? — Qui

— La sola garanzia che posso offrirle, signor Cee, è un mio giudizio personale sulle inclinazioni dell’ammiraglio Naismith: lui non accetterebbe mai un contratto coi cetagandani.

— I mercenari non possono permettersi di rifiutare un contratto, a volte anche per una misera paga — disse Cee. — Ha

— Non è esatto. I mercenari che desiderano vivere abbastanza da riscuotere la loro paga, per quanto misera, devono essere in gamba. Chi comanda dei mercenari in gamba non può essere uno sciocco. E solo a uno sciocco non interessa sapere per chi lavora. Vero, nel nostro ambiente esistono degli individui senza morale, degli avventurieri a cui va bene tutto, o degli psicopatici… ma non nello staff dell’ammiraglio Naismith.

Ethan si tratte

— Veniamo ora al motivo per cui ho deciso di parlarle. — Ormai lanciata, la bruna dimenticò il suo atteggiamento non minaccioso e si alzò in piedi, andando avanti e indietro nell’esiguo spazio accanto al letto. — Signor Cee, ciò che io sono in grado di offrirle è un posto sicuro e un buon lavoro nella Libera Flotta dei Mercenari Dendarii. Basandomi soltanto sulle sue capacità telepatiche, purché siano effettive, io posso garantirle il grado iniziale di tenente nel Servizio Informazioni. Forse qualcosa di più, data la sua esperienza, ma comunque un grado da ufficiale. Se lei è stato addestrato fin dall’infanzia al controspionaggio militare, perché non mettere a frutto questa sua istruzione? Fra i Dendarii lei non sarà soggetto a nessun regime tira

— Non ne dubito — mugolò Ethan.

— … gente nata da do

Agitava le braccia, a

— Potrei farle notare, comandante Qui

Lei non si sprecò neppure a fare del sarcasmo. — Sì, lei ha chiesto protezione, signor Cee — disse subito. — Se è Millisor che teme, quale posto migliore che in mezzo a un esercito?

C’era il fatto, fu costretto a riflettere Ethan, che la comandante Qui

— Suppongo — disse seccamente Cee, — che prima di assumermi il suo ammiraglio mi interrogherebbe.

— Be’ — lei si strinse nelle spalle. — Direi di sì.

— Con una droga della verità, senza dubbio.

— Ah… questa è la prassi con tutti i nuovi dipendenti del Servizio Informazioni. Nonostante la sincerità dei soggetti è possibile che qualcuno abbia ricevuto un "impianto’", materiale o psichico, senza saperlo.

— Un esame completo in tutti i sensi, dunque.

Lei sospirò un assenso. — Noi disponiamo dell’attrezzatura per tutti i test fisici e mentali, ovviamente. Se fosse necessario.

— E sapete come usarla. Se fosse necessario.

— Quella a cui presumo si stia riferendo, non la usiamo con la nostra gente. Solo con gli estranei.

— Signora — Cee si toccò la fronte. — quando questa cosa è attivata, io sono il più estraneo che lei abbia mai visto.

Un po’ dell’energia nervosa della mercenaria si spense, e per la prima volta mostrò i sintomi del dubbio. — Ah. Mmh.

— E se decidessi di non unirmi a voi… lei cosa farà allora, comandante Qui

— Oh, be’… — disse lei con un’aria che a Ethan parve quella di una gatta che stesse fingendo di non inseguire il topo. — Lei non è ancora fuori da Stazione Kline. Millisor è sempre in giro a darle la caccia. Io sono in erado di farle un favore o due…

Era un’offerta sincera, o dietro di essa si nascondeva la minaccia di consegnarlo ai suoi avversari?

— In cambio, lei può darmi altre informazioni su Millisor e sui servizi di controspionaggio cetagandani. Così avrò almeno qualcosa da riportare all’ammiraglio Naismith.

Ethan immaginò la gatta che orgogliosamente depositava il topo morto ai piedi del suo padrone.

Cee doveva aver visualizzato sospetti dello stesso genere, perché in tono sarcastico chiese: — La mia salma in un sacco di plastica servirebbe allo scopo?

— L’ammiraglio Naismith non è la persona che lei crede, glielo assicuro — disse Qui

Cee sbuffò. — Cosa ne sapete voialtri ciechi di quel che c’è davvero nella mente degli altri? Potete forse dire di conoscere a fondo qualcuno? Quando io la guardo, cieco come sono adesso ai suoi pensieri, cosa ne so di lei?

Costretta su quel piano retorico certo non molto pratico dal suo punto di vista, Qui