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— Vitamine. Guarda… vedi? — Qui
Lui gettò un’occhiata speranzosa verso il bagno. — Il doppio uso non sarà registrato da qualche computer del riciclaggio? E se qualcuno facesse domande?
Lei alzò gli occhi al cielo. — Al massimo potra
Le implicazioni di quell’intimità erano tutt’altro che rilassanti, ma Ethan era arrivato al punto che avrebbe rischiato la vita per una rasatura; il suo mento ispido era pericolosamente vicino a fingere prerogative di padre a cui egli non aveva alcun diritto.
Il bagno, ahimé, non aveva un’altra uscita che desse nel corridoio. Lui cedette e andò a lavarsi, portando con sé la birra. Se Millisor e Rau non avevano trovato il modo di spremergli informazioni utili molto probabilmente non ci sarebbe riuscita neppure la comandante Qui
La faccia stravolta che lo guardò dallo specchio lasciò Ethan stupefatto e inorridito. Rigonfia, molliccia, pelle come carta vetrata, occhi iniettati di sangue e cerchiati di nero. Sembrava un criminale reduce da una nottata di bagordi. Se si fosse presentato sul lavoro in quelle condizioni, nessun cliente avrebbe permesso che un individuo così losco si occupasse del suo bambino. Fortunatamente qualche minuto di lavoro col rasoio a vibrazioni e con un pelle-schiuma gli restituirono un aspetto da persona civile, soltanto stanco, e non depravato. C’era perfino uno scomparto per il lavaggio a secco, che ripulì i suoi indumenti mentre lui si faceva la barba e glieli restituì un po’ umidi ma profumati.
Venti minuti dopo, quando uscì dal bagno, trovò la comandante Qui
— Dunque — disse Elli Qui
Ethan inghiottì il boccone che stava masticando e fece appello alla sua risolutezza. — No. Ci scambieremo le informazioni. Supponiamo che lei cominci da qui. — Quella sua pretesa di assumere una posizione di forza produsse nella mercenaria l’ironico sollevarsi di un sopracciglio, e lui aggiunse debolmente: — Se non le spiace.
Qui
Ethan acce
Lei continuò: — All’incirca nel periodo in cui questa fornitura lasciava Stazione Kline sulla nave diretta ad Athos, Millisor e i suoi uomini arrivarono sul Gruppo Jackson. La loro incursione nei ben protetti laboratori di Casa Bharaputra fu un vero e proprio raid militare, eseguito con notevole abilità professionale. — Le sue labbra si contrassero in una smorfia con cui esprimeva un giudizio personale d’altro genere. — Millisor e la sua squadra travolsero l’opposizione armata dei sorveglianti di Casa Bharaputra e se ne andarono, facendo saltare in aria il laboratorio e tutto il suo contenuto. Nel contenuto era compresa la squadra genetica, alcuni i
«Nel frattempo io ero arrivata sul Gruppo Jackson, fornita di informazioni molto frammentarie. Senza immaginare i fatti accaduti feci in giro qualche i
— Il bharaputrani?
Il suo sorriso si spense in una smorfia. — Già. Mi ha
— Nulla, glielo assicuro! — Ethan scosse il capo, sbalordito. — Materiale biologico costoso, certo, ma non al punto che qualcuno possa voler uccidere per averlo. Il Consiglio della Popolazione di Athos aveva ordinato 450 colture ovariche vive, ovvero il tessuto che produce le cellule uovo fertilizzando le quali…
— So come nascono i bambini, sì — mormorò lei.
— Dovevano essere garantite esenti da difetti genetici, e prelevate da almeno venti diversi esseri umani di sesso femminile appartenenti alla razza bianca. Non erano state richieste altre caratteristiche. Il lavoro di una settimana al massimo, per una squadra di genetisti come quella di cui ha parlato lei. Semplice routine. Invece, ciò che noi abbiamo ricevuto era spazzatura! — Ethan le descrisse il contenuto di quei refrigeratori con fervore sempre più indignato, finché lei lo interruppe.
— E va bene, dottore! Va bene, ti credo. Ma ciò che partì dal Gruppo Jackson non era affatto spazzatura, bensì qualcosa di molto speciale. Qualcuno, di conseguenza, ha intercettato il vostro materiale in qualche punto del tragitto e lo ha sostituito con degli avanzi di macelleria…
— Avanzi piuttosto strani, se ci pensa un momento — cominciò Ethan in tono perplesso, ma lei stava già parlando.
— Chi è questo qualcuno, e dove e quando ha agito? Tu non sei, e io neppure… anche se suppongo che tu debba accontentarti della mia parola. E ovviamente non si tratta di Millisor, a cui sarebbe piaciuto ma non c’è riuscito.