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Con il colo

I quattro elicotteri rimasti furono oggetto di una disputa. Gli umani insistevano sul fatto che ne avevano bisogno per portare dalle altre isole a Sornol i loro compagni. Poiché le macchine portavano solamente quattro persone e richiedevano varie ore per ciascun viaggio, a Selver pareva che gli umani sarebbero giunti a Eshsen assai più presto viaggiando a piedi, e offrì loro il trasbordo attraverso gli stretti; ma risultò poi che gli umani non camminavano mai troppo a lungo. Benissimo, potevano tenersi gli elicotteri per quella che chiamavano "Operazione Trasporto Aereo". Dopodiché, avrebbero dovuto distruggerli. Rifiuto. Ira. Si preoccupavano maggiormente di proteggere le loro macchine che non i loro corpi.

Selver cedette, dicendo che potevano tenersi gli elicotteri, purché li facessero volare solamente al disopra delle Terre Tagliate e distruggessero le armi che c’erano a bordo. Su questo, discussero ancora, ma tra di loro, mentre Selver attendeva, ripetendo di tanto in tanto i termini della sua richiesta, poiché non intendeva cedere su quel punto.

— Che differenza può fare, Benton? — disse infine il vecchio colo

"Non puoi sconfiggere con le bombe una struttura militare basata sulla guerriglia, è stato dimostrato; anzi, è stato dimostrato proprio nella parte del mondo dove sono nato io: l’ha

Era il loro Vecchio Uomo, e la sua opinione finì col prevalere, così come sarebbe potuto succedere in una Loggia degli Uomini. Benton si ritirò offeso. Gosse cominciò a parlare di ciò che sarebbe potuto succedere se la tregua fosse stata infranta, ma Selver lo fermò.

— Queste sono possibilità, e non abbiamo ancora finito con le certezze. La vostra Grande Nave deve ritornare tra tre a

— Non lo sappiamo — disse Gosse.

Dongh diede la spiegazione: — Se non aveste distrutto il comunicatore ansible, potremmo ricevere informazioni aggiornate su questi argomenti, e i nostri rapporti potrebbero ovviamente influenzare la decisione che forse si sta prendendo riguardo a una scelta definitiva dello stato di questo pianeta, e noi potremmo cominciare a metterla in opera prima che la nave ritorni da Prestno.

"Ma a causa della sconsiderata distruzione dovuta alla vostra ignoranza del vostro stesso interesse, non abbiamo neppure una radio capace di comunicare per più di poche centinaia di chilometri."

— Che cos’è l’ansible? — La parola era già apparsa durante le trattative; era un parola nuova per Selver.

— Un DCI — disse il colo

— Un tipo di radio — disse Gosse, arrogante. — Ci mette in contatto istantaneo con il nostro pianeta natale.

— Senza l’attesa di ventisette a

Gosse fissò Selver a occhi sbarrati. — Giusto. Giustissimo. Hai imparato un mucchio di cose da Lyubov, vero?

— Sì, proprio — interve

Gosse parve turbato. — Raj è morto. Tutte queste cose sono ormai irrilevanti, Benton. Dobbiamo stabilire…

— State forse cercando di insinuare in qualche modo che il capitano Lyubov fosse implicato in qualche attività che si possa chiamare tradimento nei riguardi della Colonia, Benton? — disse Dongh, guardandolo torvo e premendosi le mani contro la pancia. — Non ci sono mai state spie o traditori nel mio stato maggiore, è stato scelto accuratamente ancor prima che lasciassimo la Terra e io conosco il tipo di uomini con cui devo trattare.

— Io non insinuo niente, colo

Sia Gosse che Dongh fecero per ribattere immediatamente.

— Voi tutti siete molto malati — osservò Selver, alzandosi in piedi e ripulendosi, poiché le foglie di quercia, umide e color grigio cupo, aderivano al suo corto pelame, come a seta. — Mi spiace che abbiamo dovuto chiudervi nel recinto dei creechie; non è un buon luogo per la mente.

"Per favore, mandate a chiamare i vostri uomini dei campi. Quando tutti sara

Nessuno disse altro. Tutti abbassarono gli occhi su di lui. Sette grossi uomini, con pelle senza peli, abbronzata o bruna, coperti di stoffa, dagli occhi cupi, dai volti torvi. Dodici piccoli uomini, verdi o marrone-verde, coperti di pelo, con i grandi occhi delle creature seminotturne, con volti segnati. Tra i due gruppi, Selver, il traduttore fragile, sfigurato, che teneva i destini di tutti nelle sue mani vuote. La pioggia cadeva piano sulla terra bruna intorno a loro.

— Addio, allora — disse Selver, e guidò via la sua gente.

— Non sono poi così stupidi — disse la do

— Questo non lo verremo mai a sapere, spero.

— Ugh! Pensa a fare da balia a un bambino che non sia peloso. Come cercare di allattare un pesce.

— Gli umani sono tutti insani — disse il vecchio Tubab, che aveva un aspetto profondamente desolato. — Lyubov non era come quelli, quando veniva a Tuntar. Era ignorante, ma sensibile. Quelli, invece, continuano a discutere, e disprezzano il vecchio, e si odiano l’un l’altro, così — e contorse la faccia coperta di pelo verde, per imitare l’espressione dei Terrestri, di cui, naturalmente non aveva potuto capire le parole. — È questo, Selver, ciò che hai detto loro, che sono matti?

— Ho detto loro che sono malati. Ma del resto, sono stati vinti, e feriti, e chiusi in quella gabbia di pietra. Dopo una cosa come questa, qualsiasi persona sarebbe malata e bisognosa di cure.