Добавить в цитаты Настройки чтения

Страница 30 из 47

Nell’Istituto non c’erano altre persone.

Haber aveva perso tutta la giornata cercando George Orr. Quando la ricerca si era dimostrata inutile, e quando la sua prosecuzione era stata resa impossibile dall’isterismo e dal progressivo sfacelo della città, era venuto qui in Istituto. Era stato costretto a percorrere a piedi la maggior parte del tragitto, e aveva trovato molto spiacevole quell’esperienza. Un uomo della sua posizione, con tante incombenze, aveva ovviamente un’auto a batteria. Ma la batteria si era esaurita, ed egli non aveva potuto recarsi alla ricarica perché le strade erano troppo affollate. Era stato costretto a uscire dalla vettura e a camminare contro la corrente della folla, fronteggiando tutte quelle persone, proprio in mezzo a loro. Era stata un’esperienza assai antipatica. Non gli piaceva la folla. Ma poi l’affollamento era cessato, ed egli si era trovato a dover camminare tutto solo per le vaste aree di prati, di boschetti e di foreste del Parco: e quest’esperienza sì era rivelata ancora più antipatica.

Haber si considerava un lupo solitario. Non aveva mai cercato il matrimonio e si limitava ad amicizie superficiali; aveva scelto come professione un’ardua ricerca, da condursi mentre gli altri dormivano; aveva evitato ogni legame. Limitava quasi sempre la sua vita sessuale a episodi di una notte, a pagamento, con partner che a volte erano do

Ma gli era parso terribile l’essere solo, completamente solo, nell’enorme, indifferente Parco, mentre camminava in fretta, quasi correndo, verso l’Istituto, perché non aveva altri posti in cui andare. Vi giunse e lo trovò deserto, avvolto nel silenzio.

Miss Crouch teneva una radiolina a transistor nel cassetto della scrivania. Haber la prese e la te

Nell’Istituto c’era quanto gli occorreva; letti a decine, e cibo: i distributori automatici di panini e bevande gassate, usati da coloro che lavoravano tutta la notte nei laboratori del so

Sul Monte Hood, occasionalmente, il bagliore rossiccio si gonfiava in modo enorme, poi impallidiva. Qualcosa di grosso colpì la zona sudovest della città, che non era visibile dal suo ufficio; presto la parte inferiore delle nubi si accese di un chiarore livido, che pareva alzarsi da quella direzione. Haber si recò nel corridoio per vedere quel che si poteva vedere, portando con sé la radio. C’erano delle persone che salivano le scale: prima non se n’era accorto. Per un istante rimase a fissarle senza riuscire a dire nulla.

— Dottor Haber — fece una delle persone.

Si trattava di Orr. — Finalmente, lei arriva — disse Haber, con amarezza. — Dove diavolo si era cacciato? Entri!

Orr si fece avanti, zoppicando. La parte sinistra della sua faccia era gonfia e sporca di sangue; aveva un taglio sul labbro; uno degli incisivi era rotto. La do

— No. È stata una giornata faticosa.

— Sto bene — mormorò la do

— Tentavo di tornare in città. Siamo capitati in mezzo a un bombardamento, ha

— Ma dove diavolo era andato? — Haber aveva preso dell’acqua calda nel suo bagno privato, vi aveva tuffato un asciugamano, e ora lo porgeva a Orr perché si pulisse la faccia.

— Ero nel mio villino, sulla Catena Costiera.

— Che cosa ha alla gamba?

— Me la sono contusa quando si è rovesciata la macchina, credo. Senta, gli Alieni sono già in città?

— Se i militari lo sa

— Ne abbiamo vista una — disse Orr. La sua faccia emerse dall’asciugamano: era segnata di ecchimosi rosse, ma faceva meno impressione di prima, adesso che il sangue e il fango erano scomparsi. — Almeno, doveva essere una delle loro unità mobili. Non molto grande, di colore argenteo; volava a una quindicina di metri di altezza, su un pascolo accanto a North Plains. Pareva che saltellasse. Aveva un aspetto extraterrestre. Ma cosa fa

— La radio non lo dice. Non c’è notizia di vittime, salvo che tra i civili. Su, venga, prenda un caffè e mangi qualcosa. E poi, per Dio, faremo una seduta della Terapia qui, in mezzo all’inferno, e metteremo fine a questo stupido pasticcio da lei combinato. — Aveva preparato una siringa con pentotal sodico; ora prese il braccio di Orr e gli fece l’iniezione, senza preavviso e senza scuse.

— Sono venuto qui per questo. Ma non so se…

— Non sa se può farlo? Può farlo. Venga! — Orr si era chinato di nuovo sulla do