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Lundozer

— Il vostro guaio, dottor Morgan — disse l'uomo sulla sedia a rotelle — è che vi trovate sul pianeta sbagliato.

— Non posso impedirmi di pensare — ribatté Morgan, gettando un'occhiata penetrante all'apparecchiatura di cui si serviva il suo ospite — che anche di voi si possa dire lo stesso.

Il vice presidente (Investimenti) della Narodny Marte uscì in una risatina compiaciuta.

— Per lo meno io resto qui una sola settimana; poi torno sulla Luna, a una gravità decente. Oh, se proprio ci sono costretto riesco a camminare. Ma preferisco di no.

— Se posso chiederlo, come mai siete venuto sulla Terra?

— Ci vengo il meno possibile, ma a volte la presenza fisica è indispensabile. Nonostante quello che si dice, i remoti non possono fare tutto. Sono certo che lo saprete.

Morgan a

— Se siete venuto sulla Terra per vedere me — disse Morgan — apprezzo l'onore. Ma se volete offrirmi un lavoro su Marte state perdendo tempo. In pensione mi diverto, vedo amici e parenti che non incontravo da a

— Lo trovo sorprendente. Dopo tutto avete solo cinquantadue a

— Facilissimo. Potrei trascorrere tutto il resto della mia vita tra una dozzina di progetti. Gli antichi costruttori, i romani, i greci, gli incas, mi ha

— Su richiesta di chi? Non del senatore Collins, immagino.

— No — rispose Morgan, con un sorriso torvo. — Pensavo che potesse essere… utile. E mi aiuta a sentirmi meglio.

— Ne sono certo. Ma nessuna di queste attività è davvero creativa. Prima o poi impallidira

Morgan non rispose. La prognosi era troppo esatta per non turbarlo.

— Sospetto che siate d'accordo con me. Cosa direste se vi raccontassi che la mia Banca è seriamente interessata al progetto dell'elevatore spaziale?

— Sarei scettico. Quando li ho contattati mi ha

— Questo è successo un a

— Può darsi. Continuate.

— Considerate i vantaggi. Solo un terzo della gravità, per cui le forze in gioco sono proporzionalmente inferiori. Anche l'orbita sincrona è più vicina, si trova a meno della metà dell'altezza di qui. Quindi i problemi tecnici sono enormemente ridotti sin dall'inizio. Secondo la nostra stima, l'elevatore su Marte verrebbe a costare meno di un decimo che sulla Terra.

— È possibile. Comunque dovrò controllare.

— E questo è appena l'inizio. Su Marte, nonostante l'atmosfera rarefatta, abbiamo tempeste terribili… però anche montagne che si alzano molto al di sopra delle tempeste. La vostra Sri Kanda è alta solo cinque chilometri. Noi abbiamo il Mons Pavonis: ventun chilometri, ed esattamente sull'equatore! Ancora meglio, sulla sua cima non esistono monaci marziani con diritti di proprietà a lungo termine. E c'è un'altra ragione per cui forse Marte è l'ideale per un elevatore spaziale. Deimos si trova appena a tremila chilometri sopra l'orbita stazionaria. Per cui possediamo già un paio di milioni di megato

— Si creerebbe qualche interessante problema per la sincronizzazione, ma capisco il vostro punto. Mi piacerebbe incontrare le persone che ha

— Qui è impossibile. Sta

— Sono tentato, ma ho ancora qualche domanda.

— Avanti.

— La Terra "deve" avere l'elevatore, per tutti i motivi che voi indubbiamente conoscete. Ma mi sembra che Marte potrebbe farne a meno. Voi avete solo una minima parte del nostro traffico spaziale, e un tasso di crescita previsto molto minore. Francamente non mi pare che la cosa abbia molto senso.

— Mi chiedevo quando l'avreste chiesto.

— Appunto, l'ho chiesto.

— Avete sentito parlare del Progetto Eos?

— Non credo.

— Eos, alba, in greco. Il progetto per ringiovanire Marte.

— Oh, certo che lo conosco. Vorreste sciogliere le calotte polari, no?

— Esattamente. Se riuscissimo a sgelare tutta quell'acqua e quel ghiaccio di anidride carbonica succederebbero parecchie cose. La densità atmosferica crescerebbe fino al punto da permettere agli uomini di lavorare all'aperto senza le tute spaziali; in tempi più lunghi, potremmo addirittura rendere respirabile l'aria. Ci sarebbero corsi d'acqua, piccoli mari, e soprattutto vegetazione: sarebbe l'inizio di un ambiente biologico accuratamente pianificato. In un paio di secoli Marte potrebbe diventare un secondo Giardino dell'Eden. È l'unico pianeta del sistema solare che siamo in grado di trasformare con la tecnologia attuale. Venere, probabilmente, è già troppo caldo.

— E l'elevatore spaziale cosa c'entra?

— Dovremo mettere in orbita diversi milioni di to

— Non potete ottenere tutto il materiale dalle miniere degli asteroidi?

— Una parte sì, certo. Ma i migliori specchi per questo uso si fabbricano col sodio, che nello spazio è raro. Dovremo estrarlo dai depositi salini di Tharsis, che per fortuna si trovano proprio ai piedi del Pavonis.

— E quanto tempo ci vorrebbe per tutto questo?

— Se non si creano problemi, il primo stadio potrebbe essere terminato entro cinquant'a

Morgan rise.

— Ammiro chi fa lavori di ricerca tanto accurati.

— Su Marte non sopravvivremo, se non prestassimo attenzione ai particolari.

— Molto bene. Sono favorevolmente impressionato, per quanto abbia ancora molte riserve. I finanziamenti, ad esempio…

— Questo è lavoro mio, dottor Morgan. Io sono il banchiere. Voi l'ingegnere.

— Perfetto. Però mi sembra che voi d'ingegneria ne sappiate parecchio, e io ho dovuto imparare diverse cose dell'economia, spesso a mie spese. Prima anche solo di prendere in considerazione l'idea d'imbarcarmi in un progetto del genere, voglio vedere un preventivo dettagliato.

— Che possiamo fornirvi…

— … E questo è solo l'inizio. Forse non sapete che bisogna ancora eseguire un'infinità di ricerche in una mezza dozzina di campi: produzione su scala industriale dell'iperfilamento, problemi di stabilità e di controllo… Potrei continuare per tutta la notte.