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Chodak e due mercenari Dendarii scortarono dentro il capitano Ungari e il sergente Keller. I due avevano la tuta dei supervisori agli impianti elettronici, senza dubbio con tanto di carte di identità e lasciapassare in perfetta regola. Miles li accolse con un sorriso.
— Sergente, tu e i tuoi uomini aspettate fuori. — Chodak parve infelice di vedersi escluso. — Ah, se la comandante Elena Bothari-Jesek ha finito quello che stava facendo, chiedile di raggiungerci qui. Grazie.
Ungari attese con impazienza che la porta si richiudesse prima di farsi avanti a lunghi passi. Miles si alzò e lo salutò militarmente. — Lieto di rivederla, capi…
Ma con sua sorpresa, invece di restituirgli il saluto Ungari lo afferrò rabbiosamente per il petto e lo sollevò in punta di piedi. Miles si rese conto che solo con uno sforzo l'uomo aveva imposto alle proprie mani di chiudersi sull'uniforme invece che intorno al suo collo. — Vorkosigan, razza di da
— Ho trovato l'Imperatore, signore. — Non disse «perduto». — Ora sto organizzando una spedizione per recuperarlo. Sono contento che lei sia riuscito a mettersi in contatto con me giusto in tempo. Un'ora in più e avrei dovuto lasciarla qui. Se uniamo le nostre informazioni e le nostre risorse…
Le mani di Ungari non si aprirono, e il suo labbro superiore non si riabbassò sui denti. — So benissimo che lei ha trovato l'Imperatore. Ho seguito le sue tracce dalla prigione della Stazione Confederata fin qui. Alcuni giorni fa eravate insieme. Poi siete spariti.
— Ah, non ne ha parlato a Elena? Avrei detto che certo… ma si sieda, signore, la prego. — E mi lasci, morte e maledizione. Ungari sembrava non accorgersi che lui toccava terra solo con le punte dei piedi. — Perché non mi dice come valuta la situazione, dal suo punto di vista? Mi interessa molto.
Respirando pesantemente Ungari gli tolse le mani di dosso e andò a sedersi sulla sedia che lui gli stava indicando. Con un grugnito comunicò a Keller che lui non era autorizzato a fare altrettanto, e il massiccio sergente restò in piedi alle sue spalle. Rivederlo era un sollievo per Miles, che l'ultima volta lo aveva lasciato disteso su un marciapiede della Stazione Confederata senza sapere se fosse vivo o morto. Notò che aveva un'aria stanca e un po' assente.
— Appena il sergente Keller è stato in grado di muoversi — disse Ungari, — l'ha seguita alla prigione per toglierla dalle mani dei confederati. Ma lei era già svanito nel nulla. Ha dovuto spendere non le dico quale somma per tirar fuori di bocca a quei bastardi ciò che sapevano. Ma solo il giorno dopo, parlando con l'uomo a cui lei aveva rubato sia l'identità che il contratto di lavoro…
— Ah, è sopravvissuto — disse Miles. — Ottimo. Gre… noi eravamo preoccupati per la sua sorte.
— Sì. Ma il sergente non ha riconosciuto l'Imperatore, quando ha visionato le registrazioni dei lavoratori sotto contratto. Il suo nome non era nella lista di quelli che potevano essere informati della scomparsa di Gregor Vorbarra.
Una smorfia vagamente disgustata passò sul volto di Keller, al ricordo di quell'ingiustizia così offensiva.
— Soltanto quando ha preso contatto con me, qui a Stazione Aslund, abbiamo cominciato a seguire le vostre tracce. E soltanto più tardi io ho potuto riconoscere uno di quei lavoratori a contratto come Sua Altezza Imperiale. Giorni interi perduti.
— Io davo per certo che lei avrebbe contattato Elena Bothari-Jesek. Era informata dei nostri spostamenti. E lei, signore, sapeva che è una mia vassalla-giurata. È nel mio fascicolo.
Ungari lo gratificò di uno sguardo piatto, ma non gli offrì alcuna spiegazione per quella dimenticanza. — Quando le prime squadre di agenti barrayarani sara
— Bene! Dunque in patria sa
Ungari strinse i pugni. — Vorkosigan, che cosa ha fatto all'Imperatore?
— È al sicuro, tuttavia in pericolo. — Miles rifletté qualche istante. — Cioè, voglio dire che al momento sta bene, credo, ma le cose potrebbero cambiare appena la situazione strategica…
— So benissimo dov'è. Tre giorni fa è stato visto da un nostro agente infiltrato fra i Randall Rangers.
— All'incirca quando io li ho lasciati — calcolò Miles. — Difficile che vedesse anche me, comunque, visto che ero in cella… e cosa si prevede da parte nostra?
— Un contingente adeguato si sta preparando a intervenire. Non so quante astronavi di preciso.
— E ha
— Dubito che attendano di averlo.
— I polani devono essere informati. Non possiamo rischiare di inimicarci Pol mentre…
— Alfiere, Vervain ha catturato l'Imperatore! — sbottò Ungari, irritatissimo. — Io non ho intenzione di informare i…
— Non è stato Vervain a catturare Gregor, bensì Cavilo — lo interruppe Miles, ansiosamente. — Capitano, non è affatto un complotto politico, ma una manovra con cui quella do
— All'arrivo di cosa?
Miles sbatté le palpebre. — Sta dicendo — chiese con voce sottile, — che non sa niente dell'invasione dei cetagandani? — Si accigliò. — Be', anche se lei non ne ha fatto parola nei suoi rapporti, è probabile che la notizia sia giunta a Illyan. Gli agenti della Sicurezza scaglionati nell'Impero Cetagandano devono aver notato che molte astronavi da battaglia ha
— Lei, signore — disse Ungari quando ebbe ritrovato la voce, — lei non andrà da nessuna parte, fuorché nella base d'appoggio che io ho organizzato qui a Stazione Aslund. E lì attenderà tranquillamente, molto tranquillamente, finché non potrò consegnarla nelle mani degli agenti mandati da Illyan.
Miles scartò con un gesto quella proposta poco pratica. — Lei avrà raccolto una gran quantità di dati da riferire a Illyan. Ha informazioni che mi possano servire?
— Ho steso un rapporto completo sulla stazione Aslund, con tutto ciò che riguarda i mercenari, le attività tecniche, militari e…
— Questi sono dati che ho anch'io. - Miles batté un dito sulla consolle di Oser, impaziente. — Da
Ungari digrignò i denti. — Vorkosigan, ora lei si alzerà e uscirà con me da questa nave. E le consiglio di farlo con le sue gambe, prima che ordini al sergente di portarla di peso.
Miles si accorse che Keller lo stava già soppesando con lo sguardo. — Questo potrebbe essere un grave errore, capitano. Peggiore della sua mancata conversazione con Elena Bothari-Jesek. Se mi consente di illustrarle l'attuale situazione strategica…