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— Non avresti potuto immaginarlo prima?
— Io… — Gregor s'interruppe, sentendo cigolare la porta metallica in fondo alla stanza. Una guardia mise dentro la testa e abbaiò: — Cinque minuti!
— Oh, all'inferno.
— Cosa? Che sta succedendo?
— Vengono a prelevarci.
— Chi sta venendo a prelevare chi? Cosa diavolo succede? Gregor… cioè, Greg, tu…
— Mi ero procurato un passaggio su un mercantile, ma dopo aver attraccato qui mi ha
— Lo so. E poi cos'è successo?
— Sembra che su questa stazione sia in corso un repulisti. Le autorità, o i gangster che pagano le autorità, sta
Miles sbatté le palpebre. — Lavori forzati? Schiavi?
— Una specie. La conda
Miles cercò d'ignorare il malessere. — Ti sta
La tensione restò negli occhi di Gregor, senza emergere sulla calma forzata del suo volto. — Proprio adesso, credo.
— Dio! Non posso permettere che ti…
— Ma come hai saputo che ero qui? — lo interruppe Gregor. Guardò gli uomini e le do
Qualcosa cosa? Miles si guardò intorno, freneticamente. L'individuo sulla branda accanto li stava di nuovo osservando, con espressione a
— Tu! — Miles si alzò e barcollò avanti, appoggiandosi alla parete umida. — Ascoltami, vuoi toglierti da questo guaio?
L'altro parve scarsamente interessato. — Forse. Ma come?
— Scambiamoci i vestiti. Scambiamoci il nome. Tu prendi il mio posto, e io il tuo.
L'uomo lo fissò insospettito. — Dov'è il trucco?
— Niente trucchi. Io ho un sacco di soldi. Sarei già uscito di qui, se avessi potuto fare una telefonata. — Miles dovette appoggiare un ginocchio sul pavimento. — Ma ho fatto resistenza all'arresto, e mi ha
— Perché, credevi che ti avrebbero portato qui dentro in carrozza? Il più fortunato ce l'ha
— Per favore! Io devo andare con… con il mio amico. Ti darò quello che vuoi. — Gli uomini e le do
— Naah — borbottò. — Chi mi dice che non ti ha
In ginocchio di fronte a lui Miles alzò le mani, supplichevole. — Per favore…
Gregor gli balzò addosso e lo afferrò per il collo. Poi lo trascinò giù dal letto con un violento strattone all'indietro e lo rovesciò al suolo, fuori vista. Grazie al cielo l'aristocrazia barrayarana insisteva molto sull'addestramento militare dei suoi giovani. Miles si alzò per celare il più possibile la scena a chi stava all'altra estremità del magazzino. Da dietro il letto prove
— Queste cordelle che adoperano invece della cintura… non ci riesco — disse Miles, a
Gregor lo aiutò ad a
Miles controllò le tasche e trovò la carta standard per i computer. — Ce l'ho — disse, e mentre si avviava a fianco di Gregor strinse i denti con un mugolio. — Sto per cadere in terra, lo sento.
Lui lo afferrò per un gomito. — Non ora, santo cielo. Attireresti l'attenzione di tutti.
Attraversarono il locale e si accodarono alla fila dei candidati all'espatrio, che brontolavano e si lamentavano. La porta si aprì, un poliziotto grugnì ai presenti di passare oltre e li controllò uno per uno, passando uno sca
— … ventitré, ventiquattro, venticinque — comunicò ai colleghi che stavano fuori. — Bene così. Questi portateli via.
A scortarli c'era adesso una pattuglia di guardie che non avevano l'uniforme della Stazione Confederata, ma quella di qualche altra organizzazione jacksoniana, nera e dorata. Miles cercò di tenere nascosta la faccia mentre venivano condotti fuori dalla prigione. La mano di Gregor era la sola cosa che lo tenesse in piedi. Passarono per una galleria, svoltarono in un'altra, furono introdotti in un largo montacarichi — Miles per poco non si afflosciò durante la discesa — e quindi in uno stretto corridoio di servizio. E se questa da
Era un semplice vascello da trasporto interplanetario, non una nave da balzo, ma non per questo molto spazioso. Gli uomini furono separati dalle do
Miles fece un rapido calcolo. — Possiamo avere una cabina tutta per noi, se ci proviamo — sussurrò, dando di gomito a Gregor. S'infilarono nella prima che trovarono libera e subito chiusero la porta. Uno dei prigionieri fece per seguirli e fu accolto con un ringhioso: — Stai fuori dai piedi! — Nessun altro cercò di aprire la loro porta.
La cabina era incrostata di sudiciume e priva di amenità come le lenzuola per le cuccette, ma il lavandino funzionava. Mentre sì dissetava con un rivolo d'acqua rugginosa Miles sentì i tonfi dei portelli che si chiudevano, e la nave si staccò dal molo. Per il momento erano al sicuro. Ma per quanto?
— Credi che quell'uomo sia già rinvenuto? — domandò a Gregor, che s'era seduto su una cuccetta.
— Non lo so. Non avevo mai colpito nessuno — mormorò cupamente lui, a disagio. — Ho sentito… qualcosa di strano sotto le mie mani. Temo di avergli spezzato il collo.
— Stava ancora respirando — disse Miles. Andò alla cuccetta di fronte e controllò l'imbottitura. Nessun segno di pulci o di pidocchi. Si mise a sedere. Il tremito gli era passato, lasciandogli solo alcuni dolori muscolari, ma aveva le ginocchia deboli. — Quando si sveglierà… o appena lo trovano, che si svegli o no, ci mettera