Добавить в цитаты Настройки чтения

Страница 30 из 94

Un'ora era andata. Quante altre ne sarebbero trascorse?

Cercò di leggere, ma presto gli passò la voglia e finì per trovarsi seduto sulla sedia meno scomoda, con gli occhi chiusi e i piedi sul tavolo, fingendo che quella stanza silenziosa fosse una cabina a bordo di un'astronave. Diretta verso l'immensità.

Due sere dopo era seduto sulla stessa sedia, occupato soltanto a digerire una cena un po' troppo pesante, quando il cicalino della porta emise un ronzio.

Sorpreso, Miles si alzò per andare ad aprire di persona. Difficile che fosse un plotone d'esecuzione, rifletté, anche se non si poteva mai dire.

Ma per un attimo il suo ottimismo s'incrinò di brutto alla vista dei due ufficiali della Sicurezza Imperiale che si trovò di fronte, un capitano e un maggiore, rigidi e impettiti. — Mi scusi, alfiere Vorkosigan — borbottò il capitano entrando senza complimenti, e cominciò a sondare mobili e pareti con uno scandaglio elettronico. Miles sbatté le palpebre. Poi vide la persona che era dietro di loro in corridoio, con una scatola in mano, e gli sfuggì un — Oh! — di comprensione. A un ce

— Pulito, signore — riferì l'ufficiale al collega, e Miles poté stare tranquillo che era così. Quegli uomini non avrebbero mai, mai trascurato un angoletto, neppure nel cuore del Quartier Generale della Sicurezza Imperiale.

— Grazie. Lasciateci soli, per favore. Potete aspettare qui fuori — disse l'altra persona. I due ufficiali a

Dato che entrambi indossavano l'uniforme, Miles salutò militarmente il suo visitatore, che pure non portava alcun grado o mostrina sul petto. Era giovane, di altezza media, con corti capelli neri e occhi di un verde intenso. Un sorriso un po' amaro piegò gli angoli di una bocca che non aveva avuto molte occasioni di ridere.

— Altezza — disse formalmente Miles.

L'Imperatore Gregor Vorbarra fece un ce

— Ehilà a te. Uh… — Miles gli indicò la stanza con un gesto circolare. — Benvenuto nella mia modesta cella. Le nostre parole sta

— Ho chiesto a Illyan di spegnere gli apparati d'ascolto, ma non sarei sorpreso se facesse a modo suo. Per il mio bene, ovviamente. — Con un sogghigno Gregor cambiò mano alla scatola, dal cui interno prove

Miles la aprì. Due bottiglie di vino pregiato, già fredde al punto giusto. — Che tu sia benedetto e amen, ragazzo mio. Da un po' di tempo sto pensando che soltanto una vera sbronza può togliere un uomo da un vero guaio. Come hai avuto questa felice ispirazione? E già che ci siamo, cosa ti ha ispirato a venire in questa tetra quarantena? Credevo d'essere troppo contagioso per chiunque. — Andò a mettere una bottiglia nel frigo, trovò due bicchieri e li ripulì dalla polvere.

Gregor scrollò le spalle. — Ha

Ah, così era stata sua madre a suggerire a Gregor quell'iniziativa. Avrebbe dovuto immaginarlo dall'etichetta delle bottiglie, una marca praticamente privata dei Vorkosigan. Girò la bottiglia e controllò la data, maneggiandola con grande rispetto. Diavolo, erano proprio quelle dell'a

Miles contemplò il suo vecchio compagno di giochi. Se Gregor avesse avuto qualche a

Gregor raccolse il bicchiere e sorseggiò il vino. — Mi spiace che le cose non vadano bene per te — disse, con goffo imbarazzo.

Miles sollevò le spalle. — Breve il soldato, breve la carriera. — Buttò giù un sorso più lungo. — Avevo sperato di essere imbarcato su un'astronave. Andare nello spazio.

Gregor s'era diplomato all'Accademia Imperiale due a

— Tu un a

— Quasi tutto in orbita. A fingere di fare servizio di sorveglianza circondato da navette della Sicurezza. Dopo un po' cominciava già a farmi star male, tutta quella scenografia. Recitare la parte dell'ufficialetto, far finta di occuparmi di un lavoro vero quando in realtà la mia presenza rendeva più difficile il lavoro altrui… a te, almeno, è stato permesso di affrontare dei pericoli.

— Per la maggior parte non pianificati, posso assicurartelo.

— Mi sto convincendo sempre più che questo è il guaio principale — continuò Gregor. — Tuo padre, il mio, entrambi grandi uomini… loro sono sopravvissuti a situazioni militari reali. È così che sono diventati ufficiali veri. Non questo… addestramento. — La sua mano libera ebbe un gesto come a spazzar via ricordi sgradevoli.

— No. Tutti ci troviamo cacciati in qualche situazione — obiettò Miles. — La carriera militare di mio padre cominciò il giorno in cui la squadra della morte di Yuri il Folle fece saltare in aria metà della sua famiglia… credo che lui avesse undici a

— Mmh — a

Decise di cambiare argomento. — Be', cos'è successo a me ormai lo sappiamo tutti, ma tu che hai fatto negli ultimi tre mesi? Mi spiace esser mancato alla festa, per il tuo complea