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— Allora dove pensa di stabilirsi, dopo che avrà appeso al chiodo l'uniforme? — domandò Miles.
— All'equatore.
— Ah! All'equatore dove?
— All'equatore dovunque - rispose Ahn con convinzione. Miles si augurò che fosse solo un modo di dire; i deserti rocciosi e gli arcipelaghi spazzati dai tifoni non erano posti molto salubri.
Sulla scaletta Ahn esitò, abbassando lo sguardo su di lui. — Stia attento a Metzov — lo avvertì infine.
Era consiglio notevole solo per il ritardo con cui arrivava, oltre che stupidamente vago. Miles lo guardò, esasperato da quel modo di fare. — Dubito che avremo occasione di cenare allo stesso tavolo. E gli orari in cui usciamo a far gi
Ahn si mordicchiò un labbro, a disagio. — Non intendevo questo.
— Cosa sta cercando di dirmi?
— Be'… non so. Una volta ho visto…
— Che cos'ha visto?
Ahn scosse il capo. — Niente. È stato molto tempo fa. Durante la rivolta di Komarr sono successe anche cose pazzesche. Ma è meglio che lei stia alla larga da quell'uomo.
— Ho già avuto a che fare con questi vecchi mangiareclute.
— Oh, non è esattamente un tipo di quel genere. Ma ha una vena di… contrariarlo può essere pericoloso. Non lo minacci.
— Io, minacciare Metzov? — Miles non riuscì a nascondere il suo stupore. Forse Ahn non era sobrio come sembrava, dopotutto. — Andiamo, non può essere così cattivo, altrimenti non lo avrebbero messo all'addestramento reclute.
— Non è lui che comanda la truppa. Le reclute vengono qui con i propri graduati e ufficiali, e gli istruttori fa
Le cose mi sta
Bastarono un paio di minuti, dopo che il caporale fu uscito dall'ufficio meteorologico per andare a pranzo, perché Miles cedesse alla tentazione che Ahn aveva seminato in lui. Chiamò la biblioteca della Base e fece apparire a schermo i dati personali di Metzov pubblicamente accessibili. La lista delle sue promozioni e degli incarichi svolti era troppo scarna, anche se un po' della storia degli ultimi dece
Metzov s'era arruolato nel Servizio trentasei a
Durante la guerra civile contro il Pretendente Vordariano, un tentativo di colpo di stato mirante a esautorare Gregor — che all'epoca aveva cinque a
O forse sì. Mordicchiandosi pensosamente le labbra Miles chiamò sul video l'elenco telefonico, poi compose un numero.
— Operazioni, ufficio del commodoro Jollif — a
— Sto facendo una piccola ricerca. Ho pensato che tu potresti aiutarmi.
— Avrei dovuto saperlo che non mi chiamavi qui al Quartier Generale solo per fare due chiacchiere. Allora, cos'è che ti serve?
— Senti… hai l'ufficio tutto per te, in questo momento?
— Proprio così. Il vecchio è in riunione da due ore. Abbiamo una patata bollente per le mani. Una nave mercantile iscritta al nostro registro di navigazione bloccata al Mozzo Hegen, alla Stazione Vervain, sotto l'accusa di spionaggio.
— Possiamo tirarla fuori? O minacciare un intervento armato?
— Non oltre Pol. Nessuna astronave militare barrayarana può balzare oltre le loro distorsioni, in questo periodo.
— Credevo che avessimo rapporti abbastanza distesi con Pol.
— Più o meno. Ma i vervani sta
Politica delle distorsioni galattiche. Strategia da stazioni di balzo. Proprio il genere di situazioni che l'Accademia Imperiale aveva addestrato Miles ad affrontare. Su quelle astronavi e quelle stazioni doveva esserci un'atmosfera arroventata. Miles sospirò, invidiando chi se ne occupava.
Ivan strinse sospettosamente le palpebre. — Perché mi hai chiesto se sono solo?
— Voglio che tu tiri fuori un file per me. Storia antica, nulla di attuale — lo rassicurò Miles, e gli diede la sigla.
— Bene. … — Ivan cominciò a batterla sulla sua consolle, poi s'interruppe. — Ehi, ma sei impazzito? Questo file è negli archivi della Sicurezza Imperiale. Non posso farlo!
— Certo che puoi. Tu hai accesso agli archivi, no?
Ivan scosse il capo, immusonito. — Non più. L'accesso agli archivi della Sicurezza è stato ristrutturato. Si possono inviare dati ma non trasmetterli a terzi, salvo che con un filtro a codice e via cavo. E il cavo uno deve attaccarlo di persona dopo aver firmato per ottenerlo. Se io lo richiedessi dovrei spiegare il perché ed esibire l'autorizzazione. Tu hai l'autorizzazione per questo? Ah. Penso proprio di no.
Miles si accigliò, contrariato. — Però sono certo che puoi chiamare l'archivio col sistema interno.
— Sicuro, posso chiamare il file, sicuro. Ma non spedirlo fuori. Tutto quello che posso fare è di collegare il sistema interno alle fonti esterne, per la registrazione di dati in arrivo. Perciò non sei fortunato, ragazzo.
— In quell'ufficio hai una consolle del sistema interno?
— Naturale che ce l'ho.
— Allora — disse Miles, impaziente, — chiama il file, gira la tua scrivania e lascia che i due video si parlino a vicenda.
Ivan si grattò la testa. — E funzionerebbe?
— Provaci! — Miles tamburellò con le dita sulla tastiera, intanto che Ivan girava la sua scrivania e si dava da fare con la messa a fuoco. Il segnale aveva scarsa definizione ma era leggibile. — Sì, penso che vada bene così. Fai scorrere il file per me, vuoi?